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Il riscaldamento globale distrugge l’arte: ecco come

Lo scorso 16 Febbraio si è concluso Ice Music Festival Norway, in quel di Finse, Norvegia, a pochi passi dall’imponente ghiacciaio Hardangerjøkulen: le strutture di ghiaccio del Festival si sono sciolte per via delle assurde temperature e l’evento ha rischiato di saltare.

Il riscaldamento globale distrugge l’arte: ecco come

Un incredibile Festival di musica dove vengono suonati strumenti fatti di ghiaccio, Ice Music Festival Norway, si tiene da 2 anni a Finse, una località famosa in Norvegia per il suo carattere selvaggio: d’Inverno è raggiungibile unicamente via treno e fornisce da campo d’addestramento in vista di spedizioni in Antartide con temperature che sfiorano i -30 e feroci tempeste di neve: inaspettatamente quest’anno la temperatura è rimasta costantemente sopra lo 0 e solo poche volte durante la notte ne è scesa al di sotto.

Secondo la cantante norvegese Maria Skranes, ciò che è successo ad Ice Music Festival Norway potrebbe essere la giusta occasione per rendersi conto di come funziona la Natura. Spettatori accorsi da ogni parte del globo hanno visitato le rovine delle strutture di ghiaccio del Festival, vedendo con i propri occhi l’impatto del Riscaldamento Globale. 

Avendolo già programmato da tempo (con tragica lungimiranza) si è tenuto l’incontro con una giovane scienziata proveniente dal Bjerknes Center for Climate Research, Silje Smith Johnsen. FIRSTonline gli ha posto alcune domande.

Dottoressa Silje, dalla sua esperienza personale potrebbe spiegarmi innanzitutto nel dettaglio di cosa tratta il progetto Eastgrip?

“Certo, Eastgrip è un acronimo per: East Greenland Ice Core Project (Progetto nucleo di ghiaccio nella Groenlandia Orientale), è un progetto portato avanti in primis dalla Danimarca ma la società è finanziata da molte altre nazioni tra cui la Norvegia, gli Stati Uniti…”

Anche dall’Italia?
“Sì, anche dall’Italia, l’obiettivo è di perforare un nucleo di ghiaccio nel bel mezzo della calotta glaciale della Groenlandia, questa volta sarà la prima volta che Eastgrip perforerà un “fiume di ghiaccio”, si tratta praticamente di un fiume completamente ghiacciato che fluisce molto più velocemente del resto del manto glaciale, ed è grandioso perché questa volta non arriveremo soltanto a raccogliere maggiori informazioni a riguardo del clima e di come il ghiaccio si è depositato nel corso delle ere ma anche riguardo alle sue dinamiche di vita.

Come questo ghiaccio si muove e cosa lo rende così speciale, perché si sposta così velocemente rispetto a tutto il resto, sono andata sul posto la scorsa Estate per la prima volta e ci andrò di nuovo la prossima Estate per un altro mese.

È un luogo davvero remoto, centinaia di chilometri da ogni traccia di civiltà, ma tu sei là con altre 20/30 persone nello stesso periodo e vivi in tende adeguatamente riscaldate, c’è anche un cuoco, ciò che voglio dire è che è confortevole e dato che è così confortevole hai tempo per focalizzarti solo sulla scienza.”

Raccogliendo informazioni sul movimento dei “fiumi di ghiaccio” e su come questi impatteranno su un futuro innalzamento dei mari, pensa che il successo del progetto di Eastgrip sarà d’aiuto per sensibilizzare l’opinione pubblica nei confronti dei cambiamenti climatici?

“Il progetto costa un enorme ammontare di denaro e una gran parte di questo è proprio diretta alla campagna di sensibilizzazione pubblica per cercare di rendere le persone consapevoli del problema legato allo scioglimento dei ghiacciai, questa è anche una delle ragioni per cui io oggi mi trovo qui ad Ice Music Festival Norway a parlare di questo progetto e spiego alla gente di come il livello del mare si alzerà e cosa possiamo aspettarci dal prossimo futuro per via dei cambiamenti climatici in Groenlandia.

Perché se la Groenlandia si scioglie il livello del mare si alzerà di 6-7 metri e quindi Roma o anche la mia città natale Bergen saranno sommerse dall’acqua, anche l’intera Olanda e molte di queste isole nei pressi dell’Equatore”.

Il Riscaldamento Globale ha quasi impedito la realizzazione di Ice Music Festival Norway, crede che il normale ciclo di caldo e freddo penda adesso esageratamente verso un innalzamento della temperatura?

“Leggendo i grafici possiamo notare come il clima a Finse abbia cominciato a riscaldarsi da tempo, a Gennaio di qualche anno fa si potevano riscontrare di solito temperature sotto lo zero, invece dopo il 1985 hanno cominciato a ripetersi più e più Inverni con temperature sopra lo zero.

Periodi di raffreddamento e riscaldamento sono normali nella storia climatica di un pianeta ma ora vediamo gli ultimi accadere con una maggiore incidenza, quest’inverno è uno di quei casi di riscaldamento, sicuramente capiteranno anche casi di raffreddamento perché man mano che il clima comincerà a cambiare ci ritroveremo di fronte a escursioni termiche più estreme.

Lo scorso inverno è stato un ottimo inverno per esempio, abbiamo avuto la neve anche da prima di Natale e questo era normale, le persone erano felici perché potevano sciare di più persino in città cosa che di solito a Bergen non capita mai, ma quello attuale invece si sta rivelando davvero pessimo.

La neve è arrivata tardi e ci troviamo all’interno di un trend dove è possibile notare che il clima a Finse si sta riscaldando e ha cominciato a farlo dalla metà degli anni ’80.”

E che dire di tutte le persone che dicono che questi cambiamenti climatici sono normali e sono accaduti anche in passato?

“Questi cambiamenti climatici sono accaduti anche in passato perché c’è variabilità naturale, ma in questi anni abbiamo ottenuto un’accurata panoramica su quanta Co2 viene emessa dalle società moderne e se immettiamo tutti questi dati in un grafico possiamo vedere che quando il numero delle emissioni sale lo fa correlandosi perfettamente con l’innalzamento di temperatura che si registra a livello globale, questo è fuori di dubbio.

A dirla tutta la comunità scientifica non ha più dubbi, adesso stiamo cominciando a cercare di prevedere dove questi cambiamenti climatici ci porteranno nel prossimo futuro.”

Quindi potrebbe dirmi cosa accadrà con i ghiacciai in Groenlandia se il trend non verrà invertito?

“Ora le spiego cosa sta attualmente accadendo in Groenlandia: la calotta glaciale termina nell’oceano e per via del fatto che l’oceano si sta riscaldando i “piedi” di questo manto ghiacciato hanno cominciato a sciogliersi, questo processo andrà avanti fino a quando non si riterranno a tal punto da finire sulla terra ferma, fino al punto in cui l’intera calotta glaciale della Groenlandia si ritirerà interamente dall’oceano.

In tale scenario il caldo oceano non avrà più alcun impatto su di essa ma quando anche la superficie ghiacciata sulla terra ferma comincerà a sciogliersi e quest’acqua penetrerà alla base dello strato ghiacciato renderà il resto del ghiaccio più scivoloso e come risultato lo farà scivolare nell’oceano più velocemente di come dovrebbe.

Il fiume di ghiaccio che stiamo studiando nella Groenlandia Nord-Orientale ad esempio è estremamente scivoloso.

Anche il ghiacciaio di Finse rischia di scomparire?

“Si pensa che Hardangerjøkulen scomparirà nel giro di un secolo, i miei figli potrebbero non vederlo, eppure ha resistito per migliaia di anni, con queste alte temperature la neve accumulata in Inverno potrebbe non riuscire a superare l’Estate che è esattamente il momento di crescita del ghiacciaio e se questo non riceve “cibo” finirà inevitabilmente per rimpicciolirsi e scomparire.”

Scritto da Gerardo Iannacci (Instagram): theorangelapis

Strutture di ghiaccio sciolte

 

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