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Il petrolio scende, le Borse frenano

Girano in negativo i mercati azionari nel primo pomeriggio, dopo che il petrolio ha esaurito lo slancio che aveva portato Wti e Brent a ridosso dei 50 dollari al barile (i massimi da novembre 2015) – Realizzi su Banco Popolare e Bpm – Soffre Fca – In evidenza Mediaset e Rcs, che avanza sopra il prezzo dell’Opa di Bonomi.

Il petrolio scende, le Borse frenano

I mercati azionari europei perdono slancio nel primo pomeriggio, complice la frenata del prezzo del petrolio, e azzerano i guadagni in attesa dei dati sull’inflazione americana. Piazza Affari, dopo una mattinata in sensibile rialzo, gira in negativo: il Ftse Mib poco prima delle 14 cede lo 0,66% a 17.619 punti. Giù anche Parigi e Francoforte, rallenta ma resiste in territorio positivo Londra.

Pesano i realizzi sulla SuperPopolare: Banco Popolare (-4,4%) e Popolare di Milano (-4,3%), dopo l’attesa del piano industriale congiunto al 2019 che ha confermato le previsioni e i cui numeri sono stati giudicati credibili dalle case di investimento. Male anche Fiat Chrysler (-4,2%) penalizzata dalla giudizio “underperform” di Exane Bnp Paribas che, in una analisi odierna, punta il dito soprattutto sul rischio di un rallentamento del mercato americano dell’auto. Tutto il comparto delle quattroruote è tuttavia sotto pressione sui listini continentali (-2% l’indice EuroStoxx).

A Milano vendite anche sul lusso mentre spicca il +3% di Mediaset. Fuori dal paniere delle quaranta big, continua ad accelerare Rcs Mediagroup (+4,4%) che supera il prezzo dell’opa a 0,70 euro lanciato da Andrea Bonomi di Investindustrial e da un poker di attuali soci (Mediobanca, Unipolsai, Della Valle e Pirelli): gli operatori aspettano le contromosse di Urbano Cairo, che con Cairo Communication ha promosso un Ops sul gruppo Rizzoli, e il comportamento delle banche creditrici a cominciare da Intesa Sanpaolo. Giù dell’1% Carige a causa del taglio di rating operato da Fitch.

Il barile di petrolio ha esaurito lo slancio che gli aveva fatto aggiornare i nuovi massimi da sei mesi questa mattina: il Wti sale dello 0,2% a 47,8 dollari al barile, il Brent corregge dello 0,3% a 48,81 dollari. Sul fronte dei cambi, l’euro resta a 1,1321 dollari, sostanzialmente stabile rispetto all’avvio. Lo spread Btp-Bund sotto 140 punti base.

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