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Il Milan nella fatal Verona, la Roma cerca la prima vittoria

Il Milan di Giampaolo cerca di sfatare la tradizione avversa a Verona mentre la Roma di Fonseca va a caccia della prima vittoria in campionato ospitando il temibile Sassuolo.

Il Milan nella fatal Verona, la Roma cerca la prima vittoria

Il momento delle risposte. Milan e Roma sono chiamate a dare una scossa alle rispettive classifiche, pena rischiare di ritrovarsi con l’acqua alla gola già a settembre. Destino delle grandi squadre, costrette a viaggiare forte sin da subito, in barba alle esigenze tattiche di allenatori arrivati da poco e ancora alle prese coi cosiddetti “lavori in corso”. Giampaolo e Fonseca hanno archiviato le prime due giornate con 3 e 2 punti: c’è di peggio, sia chiaro, ma anche di meglio. Oggi però saranno attesi da impegni insidiosi, di quelli impossibili da fallire per non finire al centro di inevitabili (e meritate) polemiche. Per il Milan poi la trasferta di Verona non evoca mai buoni ricordi: colpa della storia, certo, che ogni volta torna puntuale a ricordarci il 1973 (lì nacque l’accostamento tra l’aggettivo ‘fatale’ e la città scaligera) e il 1990 (altro scudetto perso all’ultima giornata), ma anche del recente passato, visto che l’ultima visita con Gattuso in panchina finì con una rumorosa sconfitta per 3-0. 

“Mi interessa poco che Verona sia un campo ostico per il Milan, credo poco a queste cose – ha glissato Giampaolo in conferenza stampa. – La squadra deve lottare per vincere contro chiunque, è l’atteggiamento che fa la differenza e su quello sono convinto. Tutti in settimana hanno lavorato bene, ecco perché nutro grande fiducia”. Il tecnico sa bene quanto pesino questi 3 punti soprattutto perché sabato prossimo, in un San Siro già quasi esaurito, ci sarà il derby contro l’Inter di Conte e un passo falso, evidentemente, renderebbe la settimana un vero e proprio inferno. Serve una vittoria insomma e visto che quelle, di solito, dipendono dagli attaccanti, è inevitabile aspettarsi molto da Piatek, ancora a secco e al centro della prima vera crisi della sua carriera. 

“Lui non deve pensare solo a giocare negli ultimi 20 metri, nel Milan è necessario anche venire fuori e palleggiare – ha proseguito Giampaolo. – Il gol non deve essere un’ossessione, lui deve pensare a giocare bene, il gol poi viene di conseguenza. Se giochi male fai più fatica a segnare…”. Il sistema prima di tutto: anche in questo, il tecnico rossonero, non sembra voler fare passi indietro. Vedremo se al Bentegodi arriveranno conferme dal 4-3-2-1 scelto, dunque Donnarumma in porta, Calabria, Musacchio, Romagnoli e Rodriguez in difesa, Kessie, Bennacer e Calhanoglu a centrocampo, Suso e Castillejo sulla trequarti, Piatek in attacco. Juric tenterà l’impresa con un 3-4-2-1 che vedrà Silvestri tra i pali, Rrahmani, Kumbulla e Gunter nel reparto arretrato, Faraoni, Amrabat, Veloso e Lazovic in mediana, Zaccagni e Verre a supporto dell’unica punta Stepinski.

Prima del posticipo del Bentegodi però sarà tempo di andare all’Olimpico, dove la Roma di Fonseca se la vedrà con il Sassuolo (ore 18). I discorsi fatti per il Milan valgono anche qui, anzi se possibile l’esigenza di vittoria è ancora più alta visto che i giallorossi, dopo due gare, sono ancora a quota zero. Il pareggio nel derby ha un po’ calmato le acque ma è evidente che le stesse, in caso di mancato successo oggi, tornerebbero ad agitarsi con prepotenza, minando non poco la credibilità del tecnico portoghese, da molti visto come un oggetto misterioso. “Non sono il tipo di persona a cui piace trovare scuse, pretesti o alibi ma è chiaro che gli infortuni ci stanno penalizzando molto – ha ribattuto il diretto interessato. – Con la Lazio non mi sono piaciuti il pressing e il recupero palla, a un certo punto siamo diventati passivi, io invece voglio una squadra che pressi alto e con maggior coraggio. Col Sassuolo sono fiducioso che vedremo una migliore prestazione, con i nostri concetti messi in pratica sul campo”.

Tante aspettative, per quanto le assenze, effettivamente, comincino a essere piuttosto invasive: ai già noti Zappacosta, Perotti e Under, infatti, s’è aggiunto anche il neo acquisto Smalling, che dovrà così rimandare l’esordio in Serie A. Ad ogni modo Fonseca non rinuncerà al classico 4-2-3-1 con Pau Lopez in porta, Florenzi, Mancini, Fazio e Kolarov in difesa, Veretout e Cristante a centrocampo, Zaniolo, Pellegrini e Mkhitaryan (lui sì pronto al debutto) sulla trequarti, Dzeko in attacco. Consueto 4-3-3 anche per De Zerbi, che proverà a espugnare la Capitale affidandosi a Consigli tra i pali, Muldur, Marlon, Ferrari e Peluso nel reparto arretrato, Traoré, Obiang e Duncan in mediana, Berardi, Capuano e Boga nel tridente offensivo. 

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