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Il leader dell’India accoltoa a New York come una rock star

Gli indiani che risiedono negli Stati Uniti si aspettano molto dalla visita di un leader che fino a poco tempo fa era mal visto dalle autorità americane – L’accoglienza tributata a Modi ha dunque il sapore di una rivincita, un modo per sottolineare il peso che gli indiani hanno nella vita economica e sociale non solo degli Usa

Il leader dell’India accoltoa a New York come una rock star

Un vero bagno di folla attende Narendra Modi, al suo primo viaggio negli Stati Uniti come leader dell’India, la democrazia più popolosa del mondo. Più di 18mila persone – numeri da rock star – assisteranno al suo discorso al Madison Square Garden di New York, e il suo saluto in hindi, rivolto alla diaspora indiana in terra statunitense, sarà trasmesso su grandi schermi sparsi per le principali città americane e, naturalmente, dalla televisione indiana. 

Gli indiani che risiedono negli Stati Uniti si aspettano molto dalla visita di un leader che fino a poco tempo fa era mal visto dalle autorità americane; l’accoglienza tributata a Modi ha dunque il sapore di una rivincita, un modo per sottolineare il peso che gli indiani hanno nella vita economica e sociale non solo degli Stati Uniti, ma di tutti gli Stati interessati dalla diaspora. 



“Sia gli indiani che vivono in India sia quelli che risiedono all’estero” dice Dinesh Patel, a capo di un reparto al Massachusetts General Hospital, “chiedono alla nuova amministrazione di Modi che combatta con decisione i gravami burocratici e sappia mettere in primo piano le persone e i loro problemi”. “Tra gli indiani che vivono negli Stati Uniti,” dice ancora Patel “c’è grande eccitazione per l’arrivo di Modi. Narendra viene qui per far sapere agli Usa cosa davvero è l’India”. 

La diaspora indiana negli Stati Uniti conta oltre tre milioni di persone, che costituiscono l’1% della popolazione statunitense, e vanta in media un alto grado di istruzione. “Gli indiani che vengono qui sono generalmente molto ambiziosi e intraprendenti” osserva Mike Narula, fondatore, presidente e amministratore delegato di un’azienda di telecomunicazioni con sede a Long Island. 

Parlando delle difficoltà che la sua impresa ha incontrato cercando di operare in India, Narula sottolinea con forza la necessità che Modi faccia piazza pulita di tutti quei “red tapes” – espressione con cui nel mondo anglofono si indica la stretta letale della morsa burocratica – che imbrigliano il mondo degli affari. Il viaggio di Modi comincia dunque sotto i migliori auspici, ma ai margini di questo successo le tensioni, in particolare sui temi del commercio e dello spionaggio, rimangono. 

Washington si è mossa tardi e ha cercato di intavolare buoni rapporti con il leader indiano soltanto quando la vittoria dei nazionalisti era ormai cosa certa.


Allegati: Asian Age

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