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Hsbc, tra narcotrafficanti e dittatori

La Banca inglese è stata accusata dal Congresso degli Stati Uniti di aver fatto affari con i cartelli messicani della droga, banche vicini ad Al Qaeda e perfino il regime iraniano – Sono mancati i controlli, forse, ma è difficile credere che l’istituto non sapesse chi fossero i suoi clienti.

Hsbc, tra narcotrafficanti e dittatori

Cartelli messicani della droga, banche vicini ad Al Qaeda, perfino il regime iraniano. Se non fosse già caduta, forse, ci sarebbe anche l’Unione sovietica staliniana nella lista dei nemici dell’America che hanno usufruito dei servizi di Hsbc. Ad accusare la prestigiosa Banca britannica è un imbarazzante rapporto di 300 pagine allestito dal Congresso degli Stati Uniti. Durante una seduta della commissione congressuale del Senato, i dirigenti dell’istituto hanno provato a giustificarsi. Non sarà stato semplice, visto che in ballo non ci sono spiccioli, ma una montagna di soldi che basterebbe per una manciata di finanziarie all’italiana. 

Iniziamo dall’affettuoso legame fra Hsbc e i narcos. Tra il 2007 e il 2009 sono passati per i conti della Banca qualcosa come 7 miliardi di dollari riconducibili – probabilmente – ai mercanti di droga dell’America centrale. Un sodalizio anglo-messicano che pare avesse come unico scopo il riciclaggio dei soldi prodotti dal narcotraffico. 

Un rapporto ancora più duraturo – dal 2001 al 2007 – è quello che in passato ha unito l’istituto di Sua Maestà alla dittatura di Teheran. In questo caso si parla addirittura di transazioni per 17 miliardi di dollari. E per chiudere in bellezza la fiera dell’antiamicanismo, Hsbc non si è fatta mancare nel parco clienti anche una Banca saudita in mano a un noto simpatizzante dell’associazione terroristica più famosa al mondo

Agli Usa non è andata giù. Gli investigatori statunitensi accusano quini Hsbc di non aver svolto i controlli necessari, accettando di fare affari con tutta questa brutta gente. Il Congresso ha tirato in ballo anche gli enti di sorveglianza europei. Il capo del comitato di controllo della Banca, David Beagley, si è dimesso. Ma non basta. Dopo la brutta figura, c’è una multa in arrivo.  

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