Condividi

Grecia, ultimi appelli e Borse deboli

Il Consiglio di Stato di Atene boccia il ricorso: il referendum greco si farà – Tsipras rinnova la sua richiesta per il No e chiede una riduzione del debito – Banche elleniche senza liquidità: in cassa solo 1 miliardo – Juncker e Schaeuble frenano – Sondaggi testa a testa ma l’81% non vuole tornare alla dracma – In questa situazione Milano chiude a -0,48%.

Grecia, ultimi appelli e Borse deboli

Giornata cauta sui listini europei. I mercati sono in attesa del referendum greco di domenica (che si terrà regolarmente, dopo che il Consiglio di Stato ellenico ha bocciato il ricorso) e registrano la pausa di Wall Street chiusa per le feste legate all’Indipendence Day. Questa mattina i listini cinesi hanno invece archiviato un nuovo forte calo. Milano chiude in ribasso dello 0,48%, peggio di Francoforte -0,37% e meglio però di Londra -0,67% e Parigi -0,57%. 

Il primo ministro greco Alexis Tsipras ha ribadito che “domenica il referendum non sarà sulla permanenza della Grecia nell’euro”, ma che il problema è la riduzione del debito. E ha aggiunto che proprio la sua insostenibilità giustifica la scelta del governo greco di non accettare il piano le misure proposte da Bruxelles. In un messaggio alla nazione trasmesso in tv durante la giornata finale di campagna prima del referendum di domenica, Tsipras ha dunque rinnovato il suo appello affinché i greci votino “no a ricatti e ultimatum”, forte del rapporto del Fondo Monetario Internazionale che ha stimato necessari altri 50,2 miliardi di aiuti nei prossimi tre anni. Per ora i greci sembrano divisi a metà sul fronte del voto, anche se l’81% non vuole tornare alla dracma. Le banche elleniche denunciano di avere solo un miliardo di liquidità: da lunedì le casse saranno vuote.

Lo spread Btp Bund conferma una giornata poco mossa a 147 punti base e rendimento al 2,21%.In assenza di dati macro americani, il mercato si è concentrato sui dati dell’Eurozona dove il volume delle vendite al dettaglio a maggio è aumentato dello 0,2% rispetto ad aprile. Nella Ue è salito dello 0,3%. L’indice finale Markit Pmi della produzione composita nell’Eurozona di giugno si è posizionato a 54,2, in rialzo dai 53,6 di maggio e in marginale aumento rispetto alla precedente stima flash.

A Piazza Affari guida i ribassi Saipem -2,26% seguita da Yoox -1,8% e da Bper -1,23%, Mediobanca -1,13%. Misto il comparto bancario: scivolano in negativo Mps -0,63% e Intesa -0,43%. Unicredit -0,98% e Ubi -0,96%. Banco Popolare +0,34%, Bpm +0,48%Fca cede l’1,08% sotto pressione a causa del calo delle immatricolazioni del mercato brasiliano. 

In controtendenza Telecom Italia +0,61%. Il ministero dello Sviluppo economico si è impegnato a convocare un incontro a breve, alla presenza del ministro Guidi, sul futuro di Telecom Italia e sulle sue prospettive industriali. Tra i migliori del Ftse Mib anche Mediaset +0,54%, Pirelli +0,46% e Snam +0,41%.”A febbraio l’euro-coin ha continuato ad aumentare, a 0,35 da 0,31 in gennaio, attestandosi su valori positivi per il sesto mese consecutivo. L’indicatore”, informa una nota della Banca d’Italia, “ha beneficiato dell’andamento della fiducia di famiglie e imprese, oltre che di quello dei corsi azionari”. Euro-coin, sviluppato dalla Banca d’Italia, fornisce in tempo reale una stima sintetica del quadro congiunturale corrente nell’area dell’euro. Euro-coin riesprime tale indicazione in termini di tasso di crescita trimestrale del pil depurato dalle componenti più erratiche (stagionalità, errori di misura e volatilità di breve periodo)”.

Commenta