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Grecia, continua l’incubo nelle Borse. Ma il rush finale contiene le perdite

di Elena Bonanni – Milano tocca i minimi dell’anno, poi risale, ma chiude la giornata in ribasso (-0,33%) – Si allarga ancora la forbice tra Btp e Bund, ma la riscossa parte da Wall Street, che ha contribuito a correggere parzialmente il trend negativo in Europa – Titoli bancari ancora in sofferenza: l’inchiesta su Casale pesa su Unipol

Ancora una seduta negativa per le Borse Europee. L’indice Ftse Mib perde lo 0,61% dopo aver toccato in giornata i 19.628 punti, nuovo minimo del 2011, per poi risalire a 19.852 (-0,33%) sull’onda dei dati Usa. Parigi cede lo 0,59, Francoforte lo 0,50, Londra lo 0,84%.
Lo stallo sulla crisi greca continua a tenere in scacco i mercati che temono un possibile effetto contagio. Il commissario Ue agli Affari economici e monetari Olli Rehn è fiducioso che i ministri finanziari dell’Eurozona saranno in grado di sbloccare la quinta tranche di aiuti alla Grecia. Si fa largo un approccio a due fasi per la soluzione greca che avrebbe il vantaggio, precisa Rehn, di permettere ad Atene di evitare il default e aprirebbe la strada a un’intesa sulla strategia di medio termine. Con la definizione dei dettagli del secondo pacchetto di aiuti in tempo per il pagamento della tranche successiva a settembre. Dal canto suo il Fondo monetario internazionale è pronto a pagare la prossima tranche di aiuti alla Grecia, che potrebbe essere già concessa settimana prossima, se vedrà un analogo impegno dell’’Europa.

SI ALLARGA ANCORA LA FORBICE BTP/BUND
LA RISCOSSA PARTE DA WALL STREET
Intanto si è allargato il differenziale di rendimento tra titoli di stato decennali italiani e tedeschi. Lo spread tra Btp e bund decennali è salito fino a 204,2 punti base, il massimo dall’11 gennaio scorso. Alle 17 si è poi ridotto a 190 punti base. Il Cds della Grecia ha toccato un nuovo massimo storico a 1.900 pb in rialzo di 174 pb.
Wall Street: (+0,615) ha contribuito a correggere la tendenza dei listini del Vecchio Continente. In giornata sono stati diffusi i dati macroeconomici su disoccupazione e cantieri edili che hanno fatto meglio delle attese. In giornata è però arrivato anche il deludente dato dalla Fed di Filadelfia sull’attività delle imprese: l’indice sull’attività manifatturiera è sceso a giugno a -7,7 da +3,9 di maggio. Le attese degli economisti indicavano +6,8. Quello di giugno è il livello minimo di luglio 2009. Ieri i dati sull’inflazione hanno mostrato un’impennata del 3,6% allontanando la possibilità di un nuovo quantitative easing da parte della Federal Reserve che sembra manifestare qualche preoccupazione sull’andamento dei prezzi al consumo.
L’euro rimbalza brevemente sui dati macro Usa e nel pomeriggio torna a trattare sui minimi da tre settimane a 1,416 contro il dollaro.
Dopo il calo di ieri, il petrolio è in timida ripresa: il future sul Brent è scambiato a 113,7 dollari il barile, in rialzo dello 0,7%, il Wti a 95,1 dollari (+0,3%).

TITOLI BANCARI ANCORA IN SOFFERENZA
L’INCHIESTA SU CASALE PESA SU UNIPOL (-4,69%)
A Piazza Affari, come in Europa, è stata una giornata di alta volatilità per il settore finanziario per i timori sul rischio contagio della crisi greca (i cui titoli di Stato sono in portafoglio di molte banche europee). In rosso Bpm, Mps, Banco Popolare e Fondiaria Sai, Unicredit , che potrebbe vedere i suoi bond cashes 2009 assimilati al capitale con beneficio sui ratio di patrimonializzazione perdeva lo (-0,75), mentre Intesa guadagnava l’1,17 per cento.
Male Unipol che perde il 4,69 per cento dopo aver toccato in giornata nuovi minimi storici a 3,76 euro per azione sui timori di un aumento di capitale e per le notizie sull’esposizione nei confronti del gruppo di Vittorio Casale. L’ad Carlo Cimbri è tornato a ribadire che Unipol esclude categoricamente un aumento di capitale ma non esclude un intervento sul patrimonio della banca controllata, che sarà esaminato nelle prossime settimane. Ha poi aggiunto che risultati del secondo trimestre sono in linea con i target e particolarmente positivi nella parte assicurativa

RCS RIMBALZA IN VISTA DELLA RISTRUTTURAZIONE
UBS SCOMMETTE SUL CEMENTO DI BUZZI UNICEM
Rcs beneficia (+0,4%) della maggior chiarezza sul destino di alcuni periodici che potrebbero essere ceduti a una cordata di imprenditori. Il gruppo ritiene inadeguate le manifestazioni di interesse per le testate in questione, tra cui Il Mondo, Max, Novella 2000. Ma il comitato esecutivo ha dato mandato all’amministratore delegato di individuare “le forme più adeguate per la ristrutturazione ed il recupero di redditività delle testate, ovvero la loro dismissione”. In ballo inoltre il programma di semplificazione societaria che sarà presentato al cda del 23 giugno
A sorpresa Buzzi Unicem (+2,3%) è la miglior blue chip della giornata con un balzo del 2,3%. Si segnala che dalle comunicazazioni Consob emerge che Ubs ha in mano il 2,69% delle azioni.
In controtendenza anche Edison (+1,1%) sulle attese di un’accelerazione delle trattative: l’azionista A2A è intenzionato a chiudere entro luglio per definire la partita con Edf senza passare da un’asta pericolosa.

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