Condividi

GIANNI TAMBURI (Tip): “Italia svegliati, è ora di ripartire: rilancio possibile in quattro atti”

INTERVISTA A GIANNI TAMBURI (presidente ed ad di Tip) – “Per l’Italia è ora di voltare pagina ma occorre agire subito in 4 direzioni: intervento schock sul cuneo fiscale; potenziamento delle infrastrutture; nuovo scudo fiscale; privatizzazioni” – “Tip è pronta a reinvestire la plusvalenza realizzata con la vendita della quota in Printemps al fondo del Qatar”

GIANNI TAMBURI (Tip):  “Italia svegliati, è ora di ripartire: rilancio possibile in quattro atti”

Una ne fa, cento ne pensa. Manco il tempo di festeggiare il colpo di mezza estate, cioè la plusvalenza (33 milioni di euro) realizzata nell’ambito della cessione della francese Printemps al fondo sovrano del Qatar, un deal da 1,6 miliardi di euro, e Gianni Tamburi, fondatore e numero uno di Tip, torna in pista. Anche perché, spiega, “l’Italia è piena di aziende con forti prospettive di crescita sui mercati internazionali”. Facile prevedere perciò che la liquidità in pancia alla Tip, la merchant bank del Quarto capitalismo cui partecipano tanti bei nomi dell’industria italiana che fa profitto, sarà ben presto destinata a nuove imprese… “Di sicuro non intendiamo fermarci qui…”. E dal tono in cui parla Tamburi c’è da credere che una nuova operazione nello stile della ditta (acquisizione di una minoranza in piena sintonia con proprietà e managerment) sia alle porte. Questioni di settimane, o forse solo di giorni. Inutile, com’è ovvio, chieder conferma al diretto interessato che pure qualcosa si lascia sfuggire. “La Tip ha partecipazioni in otto leader di settore italiani a livello globale. Mi piacerebbe salire a nove…”. 

Nell’attesa, proviamo a capire come la pensa il più famoso contrarian, di Piazza Affari: Cassandra pessimista sulle sorti dell’Italia quando in Borsa volavano offerte da sogno per strapparsi di mano il controllo delle banche o giravano valutazioni con leve da brivido su tmt e dintorni; prudente formichina che in questi anni ha individuato e valorizzato società capaci di creare valore anche sotto i cieli della crisi: Prysmian, regina di Borsa dopo la trimestrale, Amplifon, Interpump, Datalogic, D’Amico tanto per citarne qualcuna. Insomma l’Italia non sembra, come sostiene Sergio Marchionne, un Paese impossibile per far industria.

“Marchionne ha ragione da vendere – replica secco tamburi – Fare industria qui è difficilissimo, per tanti motivi. Uno di cui si parla poco è l’assenteismo. Se metto a confronto i dati degli stabilimenti italiani e di quelli americani delle imprese cui partecipiamo, da Datalogic ad Interpump o Prysmian, emerge un confronto impietoso: il tasso è 3-4 volte superiore da noi”. E non è solo questione di relazioni in fabbrica. “La Brevini, leader nei riduttori, ha dovuto attendere nove anni per costruire un nuovo impianto. Mica nell’estremo sud, ma a Reggio Emilia. Nel frattempo in Germania, una controllata di Interpump, che doveva traslocare l’impianto in un Comune limitrofo per limiti di spazio si è vista recapitare dal municipio quest’offerta: restate qua, vi diamo un’area nuova, finanziamenti compresi. Grazie a fondi che risalgono addirittura al piano Marshall…”.

In sintes ? “In sintesi l’Italia ha i numeri per ripartire, ma deve darsi una mossa. Il mondo va avanti, il Paese è stufo dell’immobilismo giustificato dalla rissa quotidiana, cui abbiamo assistito per troppi anni”. 

FIRSTonline – Insomma, Tamburi, guai a fermarci adesso per la sentenza Berlusconi…  

TAMBURI – “Il Paese guarda ad altro, credo. E mi auguro che i giornali cambino registro, interpretando gli umori del Paese. Prendiamo la questione, vitale, dei pagamenti della pubblica amministrazione alle imprese. Abbiamo perso tempo prezioso, adducendo vincoli Ue che in realtà, come si è visto, non c’erano. Ora andiamo avanti con il contagocce. Bisogna battere i pugni, invece”.

FIRSTonline – Proviamo a scrivere il programma di 100 giorni…

TAMBURI – “Subito un intervento shock sul cuneo fiscale per ricostituire la fiducia delle imprese. Sfruttare il clima attuale dei mercati per raccogliere capitali, vuoi sotto forma di emissioni del debito vuoi attraverso convertibili in pezzi del patrimonio pubblico od altri strumenti similari. Avviare un piano i potenziamento delle infrastrutture, da finanziare magari con uno scudo fiscale”.

FIRSTonline – Ancora uno scudo?

TAMBURI – “Gli svizzeri se lo aspettano. E del resto lo stanno facendo tutti, dalla Germania alla Spagna. Perfino la Turchia, leggo. E poi..”.

FIRSTonline – Poi?

TAMBURI – “Lanciare la privatizzazione di Poste, Ferrovie e quote delle aziende quotate controllate dal Tesoro. Infine, riaprire il dossier banche. Occorrono capitali, da tempo sostengo che vanno separate le sorti delle banche da quelle delle Fondazioni. Del resto, mi risulta che i maggiori azionisti di Ubs siano i fondi internazionali, da Singapore a quelli del Golfo: che cosa è cambiato per la Svizzera?”. 

FIRSTonline – Insomma, una grande scossa senza attendere quel chiarimento dalla politica che tanto non arriva…

TAMBURI – “Non mi occupo di politica. Vorrei che l’Italia prendesse atto che il mondo si muove. Oggi, a livello globale, Samsung è aperta 24 ore su 24 in tutto il mondo. E noi vogliamo competere chiudendo gli uffici alle 14 del venerdì? L’economia è in grande evoluzione. Tanti stanno tornando dalla Cina, perché i costi di produzione crescono. Ormai Shanghai e Pechino sono mercati in cui vendere, mica luoghi per produrre ed esportate. In cambio, gli Usa per logistica, contratti, costi dell’energia e fisco sono più che appetibili. Sta a noi decidere quale trend seguire. I mercati, per ora, ci offrono un’opportunità”.

FIRSTonline – I tassi non saliranno?

TAMBURI – “Non ci sono le condizioni . Quelli ufficiali resteranno vicini a zero, quelli reali saliranno ma solo un po’”.

FIRSTonline – Borse fortunate, allora…

TAMBURI – “Meglio le azioni dei bond, certo”.

Commenta