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Gas, Eni: è partito il progetto giant Coral South in Mozambico

Il Paese Africano, dove tre anni fa il Cane a Sei zampe scoprì uno dei più grandi serbatoi al mondo di gas, entrerà così nella produzione di metano. Sbloccato il finanziamento di 2,5 miliardi di dollari per realizzare la piattaforma di liquefazione del gas in project finance. Per Saipem commessa da 230 milioni di dollari

Gas, Eni: è partito il progetto giant Coral South in Mozambico

Il grande progetto gas Coral South in Mozambico, di cui Eni è protagonista insieme ai cinesi di Cnpc, alla portoghese Galp, alla coreana Kogas e alla società di Stato mozambicana Enh, è partito. Tutti i partner legati nell’opera di sfruttamento sugli immensi giacimenti gas dell’area 4 del bacino di Rovuma, hanno raggiunto l’accordo sull’investimento che segna il via ufficiale al progetto di sviluppo. Sono infatti stati sbloccati i primi 2,5 miliardi di dollari per realizzare la piattaforma galleggiante di liquefazione del gas. L’unità galleggiante di liquefazione ed esportazione del gas (FLNG) avrà una capacità di circa 3.4 milioni di tonnellate per anno e sarà il primo FLNG del continente africano ed il terzo nel mondo.

Alla cerimonia di avvio ufficiale delle operazioni, che si è svolta giovedì 1 giugno in Mozambico, sono stati firmati i contratti per la perforazione, la costruzione e installazione delle facilities di produzione, nonchégli accordi con il governo mozambicano per il project financing e il quadro regolatorio. Si tratta – spiega il comunicato dell’Eni – del primo progetto per la messa in sviluppo e produzione delle importanti risorse a gas scoperte da Eni nell’Area 4 del bacino di Rovuma. La costruzione del Coral South FLNG (Floating liquefied natural gas) verra’ finanziata tramite project finance a copertura del 60% dell’investimento. E si tratta del primo caso al mondo di project finance per una unità galleggiante di liquefazione. L’accordo di finanziamento è stato sottoscritto da 15 istituti di credito e è garantito da cinque agenzie di Export Credit. “Il mondo sta andando verso un mix energetico low-carbon, e Eni ritiene che il gas sia la risorsa che farà da ponte verso un futuro più sostenibile”, ha dichiarato l’amministratore delegato di Eni, Claudio Descalzi.

Il progetto, per dimensioni, qualità delle risorse e posizione geografica, è destinato a trasformare l’economia del Mozambico. Eni è operatore dell’Area 4, tramite la sua partecipazione in Eni East Africa (EEA), che detiene il 70% della concessione, mentre la portoghese Galp Energia, la coreana Kogas e la mozambicana Empresa Nacional de Hidrocarbonetos (ENH) detengono ciascuna il 10%. Eni detiene il 71,4% di Eni East Africa, mentre CNPC detiene il restante 28,6%.

La prima ricaduta del fischio d’inizio in Mozambico è per Saipem: ha firmato con Eni un contratto relativo ad attivita’ di perforazione offshore, che impegnerà la drillship Saipem 12000, della durata di 15 mesi a partire dalla metà del 2019. L’accordo prevede opzioni fino a un massimo di 45 mesi, non incluse nel valore contrattuale. Oltre a tale contratto, che consentirà all’azienda di partecipare allo sviluppo del giacimento Coral, Saipem si è aggiudicata altre commesse nell’ambito della perforazione offshore. Le attività relative alle ulteriori acquisizioni si svolgeranno nel Mediterraneo e nel Mar Nero e vedranno impegnati alcuni mezzi di punta della flotta aziendale. Il valore complessivo delle acquisizioni ammonta a 230 milioni di dollari.

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