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Frena il lavoro Usa: Piazza Affari in rimonta

I dati sull’occupazione americana allontanano il rialzo dei tassi: Wall Street sale e dà lo sprint ai listini europei. A Parigi soffre Bolloré dopo il taglio dell’utile semestrale. Milano è meno brillante ma chiude la settimana sopra quota 17000: sugli scudi Intesa SanPaolo e Banco Popolare, bene Enel – Fca paga il conto del dieselgate, Stm il downgrade di Merril Lynch – Petrolio recupera

Frena il lavoro Usa: Piazza Affari in rimonta

Le Borse europee ingranano la quinta dopo la diffusione dei dati sul lavoro Usa e l’apertura positiva di Wall Street, chiudendo la settimana in netto rialzo. A guidare la corsa c’è Parigi (+2,33%)seguita da Londra (+2,2%) e Francoforte (+1,42%). Seduta positiva anche per Madrid (+1,67%) che continua ad ignorare la crisi politica che affligge il Paese da quasi nove mesi. Stasera Rajoy proverà nuovamente a chiedere la fiducia del Parlamento, ma le prospettive di spuntarla sembrano essere minime. Con ogni probabilità, la Spagna sarà costretta a tornare alle urne il prossimo dicembre, per la terza volta in un anno.

A metà pomeriggio anche Piazza Affari imbocca la strada del rialzo, concludendo la giornata in salita dell’1,54% con il FTSE Mib che risale sopra quota 17mila punti (17.183 nel finale) nonostante la delusione relativa al dato sul pil del secondo trimestre. L’Istat ha confermato nei tre mesi di aprile, maggio, giugno l’Italia ha registrato crescita zero del PIL rispetto ai tre mesi precedenti (+0,8% a livello annuale).

Dagli Usa sono arrivati i tanto attesi dati sul mercato del lavoro. Il Dipartimento del Lavoro americano ha comunicato che nel mese di agosto i nuovi posti di lavoro, nei settori non agricoli, sono aumentati di 151 mila unità, un risultato che ha deluso nettamente le aspettative degli analisti che avevano previsto una crescita di 180mila impieghi. Il tasso di disoccupazione si è invece attestato al 4,9%, stabile rispetto alla rilevazione precedente, a fronte di un’attesa pari al 4,8%.

Notizie lievemente negative per l’economia reale che però causano la frenesia dei mercati perché preannunciano l’ennesimo rinvio del rialzo dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve. In base alle nuove previsioni, Janet Yellen potrebbe a questo punto attendere l’esito delle presidenziali americane dell’8 novembre prima di mettere mano al costo del denaro. Galvanizzati dalla notizia, i principali indici si Wall Street viaggiano in territorio positivo: il Dow Jones sale dello 0,53%, il Nasdaq è in rialzo dello 0,52%, lo S&P 500 guadagna lo 0,44%.

In recupero il petrolio dopo il ribasso di ieri. Il Brent tocca quota 46.51 dollari al barile (+2,33%) mentre il Wti arriva a 44.18 dollari al barile (+2,16%). Lo spread tra Btp e bund ha chiuso a 121.20 punti base.

Rosso intenso per Bollorè alla Borsa di Parigi che, dopo la diffusione avvenuta ieri a mercati chiusi dei conti semestrali che hanno registrato un calo dell’utile del 27%, chiude in ribasso del 3,28%. 

A Piazza Affari, dopo un’apertura positiva, soffre Fca (-0,7%) che nonostante i dati positivi relativi alle immatricolazioni di agosto viene colpita dalle vendite a causa dei timori relativi al presunto dieselgate tedesco. In base a quanto riportato dalla stampa tedesca, il ministero dei trasporti avrebbe inviato una lettera alla Commissione Ue, avanzando contestazioni formali nei confronti dei sistemi di riduzione delle emissioni dei motori turbodiesel di Fiat e Jeep.

La peggiore Blue chip della giornata è però Stmicroelectronis, che chiude in ribasso del 2,69% a causa del report diffuso oggi da Bank of America Merril Lynch, nell’ambito del quale il giudizio sulla società italiana è passato a “underperform” dal precedente “neutral”. In rosso anche Finecobank (-0,3%).

Telecom Italia chiude in lieve rialzo (+0,4%) dopo le parole pronunciate ieri da Flavio Cattaneo. L’amministratore delegato del gruppo ha presentato i nuovi prodotti, anticipando “ampie soddisfazioni per gli azionisti”  nel corso del terzo trimestre.

In salita il settore bancario. A svettare sono Banco Popolare (+2,69%) e Intesa Sanpaolo (+2,91%) che concludono la settimana in netto rialzo. Positive Bpm (+2,34%), Bper (+1,37%) e Ubi Banca (+1,15%).

Al centro dell’attenzione Mps (+0,33%) in attesa di novità sulla possibile proposta di conversione dei bond subordinati in mano agli istituzionali. Nel caso in cui l’operazione andasse a buon fine, si potrebbe ridurre l’ammontare dell’aumento di capitale, oggi pari a 5 miliardi di euro.

In netto rialzo Campari (+3,4%), Azimut (+2,8%) e Enel (+2,28%). Bene Mediaset (+3,02%)  grazie all’ottimismo del mercato che continua a scommettere su un nuovo partner per la pay-tv Premium.

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