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Fondazioni, Acri: nel 2012 gestione migliora, ma erogazioni -11,6%

Gli enti hanno adottato “la scelta prudenziale di destinare una parte importante (oltre 394 milioni) dell’avanzo di gestione sia al rafforzamento del patrimonio che a quello dei Fondi per l’attività istituzionale futura”.

Migliora nel 2012 la gestione delle fondazioni di origine bancaria, dopo un 2011 “particolarmente difficile”, ma le erogazioni sono in deciso calo (-11,6%). Lo afferma l’Acri dopo che il Consiglio ha approvato il bilancio di sistema per il 2012. 

L’anno scorso, chiuso con maggiori proventi (+24,1%) e minori oneri (-44%), c’è stato “un risultato di gestione molto positivo, pari a 1.069,7 milioni: +127,3% rispetto ai 470,6 milioni del 2011”. Ma le erogazioni deliberate (cui viene destinata una parte dell’avanzo di gestione al netto di costi, tasse e degli accantonamenti) “non hanno avuto un andamento proporzionale”, attestandosi a quota 965,8 milioni, contro i 1.092,5 milioni del 2011 (-11,6%).

Il 2012, spiega l’Acri, è stato un anno in cui le fondazioni “si sono trovate a operare in un contesto caratterizzato da forti tensioni sociali e da una ancora marcata instabilità economica e finanziaria”. Gli enti hanno adottato “la scelta prudenziale di destinare una parte importante (oltre 394 milioni) dell’avanzo di gestione sia al rafforzamento del patrimonio che a quello dei Fondi per l’attività istituzionale futura (fra i quali il fondo di stabilizzazione, cui sono stati accantonati oltre 100 milioni rispetto ai 29 del 2011), da cui negli anni precedenti avevano attinto per mantenere adeguati livelli di erogazioni da destinare ai territori”.

Nel 2012, spiega l’Acri, il totale dei proventi conseguiti segna “una crescita significativa (+24,1%), attestandosi a quota a 1.535,6 milioni (1.236,9 milioni nel 2011)”. È da segnalare il drastico ridimensionamento della componente straordinaria netta che, nel 2012, si attesta a quasi 256,7 milioni, rappresentando il 16,7% del totale dei proventi, mentre era pari a 628,4 milioni nel 2011 e costituiva oltre la metà del totale dei proventi (il 50,8%)”.

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