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Ferretti verso doppia quotazione in Borsa: dopo Hong Kong arriva anche Milano

La settimana prossima le autorità della Borsa di Hong Kong dovrebbero dare l’ok alla dematerializzazione del titolo, primo passo verso il dual listìng. Quotazione a Milano entro la prima metà del 2023

Ferretti verso doppia quotazione in Borsa: dopo Hong Kong arriva anche Milano

Tecnicamente si chiama “dual listing”. In pratica, dopo la quotazione a Hong Kong, avvenuta il 31 marzo dello scorso anno, Ferretti si prepara a debuttare a Piazza Affari.

Ferretti verso il ritorno a Piazza Affari 

Più che di debutto, forse sarebbe meglio parlare di un grande ritorno. Il gruppo nautico romagnolo, che controlla marchi prestigiosi come Wally, Ferretti Yachts, Pershing, Itama, Riva, Crn e Custom Line, è già stato quotato a Piazza Affari. Ferretti aveva infatti esordito a Milano 23 anni fa, nel 2000, quando era ancora sotto il controllo di Norberto Ferretti. Due anni dopo arrivarono l’opa totalitaria del fondo di private equity Permira e il conseguente delisting. 

Da quel momento in poi, la società è passata di mano più volte: nel 2009 Permira vendette la società al fondo Candover, che a sua volta tre anni dopo la cedette a Weichai Holding. Il colosso manifatturiero cinese investì in un complesso processo di ristrutturazione del debito, per cercare di risollevare le sorti di Ferretti dopo la crisi dei subprime. Nel dettaglio, come ricostruisce Radiocor, il gruppo cinese investì 178 milioni di euro in equity e contestualmente acquistò il debito di Ferretti dal fondo Oaktree, da Rbs e da Strategic Value Partners. Debito che fu convertito in azioni, spingendo la quota complessiva in mano a Weichai al 75% del capitale. Contestualmente le banche Rbs e SVP convertirono in equity il resto del debito, arrivando al 25%. Successivamente Weichai arrotondò al rialzo la sua quota. 

Si arriva così al 2016, quando nel capitale di Ferretti entrò Piero Ferrari con il 13,6% del capitale, attraverso la holding di famiglia F Investments. 

Ad oggi, alla Borsa di Hong Kong è quotato il 28% del capitale, i cinesi di Weichai detengono il 64% e Piero Ferrari il restante 8%.

Ferretti: quotazione a Milano nella prima metà del 2023

Secondo le attese, la prossima settimana le autorità della Borsa di Hong Kong dovrebbero dare il via libera alla dematerializzazione dei titoli, passaggio fondamentale per realizzare la doppia quotazione. Subito dopo toccherà al consiglio d’amministrazione di Ferrette decidere sull’ipo a Milano, convocando l’assemblea dei soci che dovrà dare l’ultima parola sul dossier. Se tutto andrà per il verso giusto, la quotazione a Milano dovrebbe avvenire nella prima metà del 2023. 

Al dual listing stanno lavorando un pool di global coordinator: Unicredit, Goldman Sachs e Jp Morgan.

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