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Fca, trimestre record: utile vola oltre 1 miliardo (+59%)

Forte rimbalzo del titolo in Borsa dopo i conti. Sale l’Ebit, indebitamento quasi dimezzato – Confermati i target 2018 e il piano per la scissione delle attività di Magneti Marelli – Il boom di Jeep (+37%) porta le consegne globali a 1,204 milioni di veicoli, in rialzo del 5% – Marchionne: “Le possibilità che io resti dopo il 2019 sono tra zero e nessuna”.

Fca, trimestre record: utile vola oltre 1 miliardo (+59%)

Fca archivia i conti del primo trimestre 2018 con conti record. L’utile netto si è spinto fino a 1,021 miliardi di euro, in rialzo del 59% su base annua – si legge nella nota del gruppo – mentre il dato adjusted ha toccato quota 1,038 miliardi, mettendo a segno una crescita del 55%.

Quanto al debito, si è quasi dimezzato: alla fine di marzo l’indebitamento netto industriale di Fiat Chrysler si attestava a 1,313 miliardi, in calo di 1,1 miliardi rispetto ai 2,39 miliardi registrati a fine 2017. “Risultati in linea con le attese”, ha commentato il ceo di Fiat Chrysler, Sergio Marchionne, definendo “incoraggiante” il risultato sul debito.

I ricavi netti sono stati pari a 27,027 miliardi, in calo del 2% a causa dell’impatto negativo dei cambi (a parità di cambi il dato è in crescita del 9%).

Le consegne globali hanno raggiunto quota 1,204 milioni di veicoli, in rialzo del 5% soprattutto grazie alla crescita nelle aree Nafta e America Latina e all’aumento del 37% delle consegne globali di Jeep.

L’Ebit adjusted è stato di 1,611 miliardi (+5%, a parità di cambi +19%), mentre il margine di gruppo “è in miglioramento di 50 punti base al 6%”.

Sempre nel primo trimestre, “il cash flow delle attività industriali è stato pari a un miliardo, al netto dei minori investimenti – si legge ancora nella nota – La liquidità disponibile rimane forte a 19,4 miliardi, dopo il rimborso di obbligazioni in scadenza per 1,3 miliardi”.

Sul versante degli obiettivi, Fca conferma i target per il 2018: ricavi netti a circa 125 miliardi, utile netto adjusted a 5 miliardi, Ebit adjusted superiore o uguale a 8,7 miliardi e liquidità netta industriale a circa quattro miliardi.

Fca ha comunicato inoltre che il consiglio d’amministrazione del gruppo “ha autorizzato il management a sviluppare e implementare un piano per la scissione delle attività di Magneti Marelli”. La decisione era stata anticipata e spiegata dal Cda a inizio mese.

Pienamente soddisfatto Sergio Marchionne che nella conference call successiva all’approvazione dei conti ha parlato di  risultati “in linea con le nostre attese”, confermando parallelamente “i target 2018 per tutti gli aspetti, incluso l’azzeramento del debito”. Proprio sul significativo risultato relativo al debito, il numero uno di Fca ha commentato: “Sono incoraggiato dalla dimensione della riduzione del debito”. Per il manager, “i business del gruppo sono in buone condizioni, continuiamo a lavorare diligentemente al piano che presenteremo il primo giugno”

Rispondendo ad una domanda sul suo futuro, Marchionne chiude la porta a qualsiasi ripensamento, ribadendo che lascerà la guida di Fca nel 2019, subito dopo l’assemblea di approvazione dei conti 2018. Non solo, in base quanto affermato, le possibilità che decida di restare alla guida del gruppo automobilistico sono ” tra zero e nessuna”, ma c’è invece la fiducia nel fatto che all’interno del gruppo ci siano i giusti talenti per prendere il suo posto.

“A giugno – ha sottolineato – presenteremo un piano industriale solido e siamo fiduciosi che gli obiettivi previsti per il 2018 saranno raggiunti: per il mio successore sarà un buon punto di partenza”. “La nostra casa è piena di talenti – ha aggiunto l’ad di Fiat Chrysler – e dobbiamo dargli spazio. Ogni cosa ha il suo tempo è il mio tempo è finito. Credetemi, faremo la cosa giusta”. Parlando del futuro Marchionne ha inoltre affermato che con il lancio di nuovi prodotti, il gruppo Fca registrerà un aumento dei margini. 

Subito prima della diffusione dei conti, il titolo in Borsa di Fca era stato sospeso in asta di volatilità con un ribasso del 4%, a 18,384 euro per azione, penalizzato anche dal downgrade da “buy” a “hold” operato ieri da Jefferies, che contestualmente ha però alzato il target price a 21 euro. Dopo la pubblicazione della trimestrale e durante la conference call del ceo, le azioni hanno subito un’impennata e attualmente guadagnano il 3,6%, realizzando la miglior prestazione del Ftse Mib.

(Ultimo aggiornamento: ore 15.06 del 26 aprile).

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