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Fca rimonta e le banche danno sprint a Piazza Affari

Dopo il tracollo di ieri, Fca guadagna oggi il 4,61% a Piazza Affari ma perde terreno a Wall Street – Ora nell’occhio del ciclone c’è Renault – Nuovo exploit di Ubi, dopo l’acquisto a un euro di tre Good Banks, e delle Popolari che danno slancio al FtseMib.

Fca rimonta e le banche danno sprint a Piazza Affari

Galassia Fiat in recupero e banche in grande spolvero a Milano, con Ubi sempre sugli scudi, miglior titolo di giornata: la settimana borsistica, si chiude positivamente, ad onta del temuto venerdì 13. Il Ftse Mib chiude a +1,87%, 19.514 punti, in pole position in Europa, davanti a Parigi +1,1%, Madrid +1,05%, Francoforte +0,86%, Londra +0,56% (sempre in zona record). 

Anche Wall Street cambia rotta rispetto a ieri e volge al bel tempo fin dall’apertura, con  le trimestrali di Bank of America, JPMorgan Chase e Wells Fargo, in attivo nel quarto trimestre e per l’intero anno; sopra le stime i risultati di BofA e JPMorgan, deludenti, rispetto, alle attese quelli dell’istituto di San Francisco.

Fca, che in Piazza Affari mette a segno un aumento del 4,61%, perde invece ulteriormente terreno a New York (-2,3% a metà giornata), dopo il -10% circa registrato ieri. Oggi i legali di Fca sono in California per un incontro con l’Air Resource Board  per discutere i dettagli relativi alla contestazione dell’Epa, su violazioni nei motori diesel. Ieri il numero uno di Fca, Sergio Marchionne, ha respinto le accuse, sostenendo che la questione, ancora tutta da chiarire, girerebbe attorno a un errore e non a una frode. “Non c’è alcuna analogia con il caso di Volkswagen”. E Fiat Chrysler conferma gli obiettivi del piano al 2018. Sul listino milanese forte recupero anche di Exor, dove la cassaforte degli Agnelli guadagna il 6,73%. Bene Ferrari +2,72%.

Regina della seduta resta però Ubi Banca, +9,59%, che spopola fra gli investitori, anche grazie ai giudizi positivi di alcuni broker, tra cui Hsbc e Banca Imi, che hanno confermato il buy sulle azioni dell’istituto lombardo, per gli effetti  attesi dall’integrazione delle tre Good Bank. In scia si muove Bper, +5,99%. Scrive l’Ansa: “fonti interne alla banca confermano, per la prima volta, l’interesse dell’istituto per il dossier Cariferrara, la cui analisi di fattibilità è in fase avanzata di definizione”. 

Torna in luce Banco Bpm 5,06%. In rally Mediobanca, +4,02%. Frizzante Unicredit +3,49%. All’indomani dell’approvazione della maxi ricapitalizzazione da 13 miliardi di euro l’ad Mustier avrebbe già iniziato a incontrare diversi investitori esteri, ricevendone feed-back positivi. A breve inizierà quindi un road show della durata di tre settimane nelle principali piazze finanziarie di tutto il mondo.

Denaro su Azimut, +3,47%, su cui l’agenzia di rating Fitch ha avviato la copertura con un rating di lungo termine ‘BBB’ e con uno di breve termine ‘F2’, outlook stabile. Bene Banca Mediolanum +3,64% e Intesa (+1,48%) che, insieme a Santander, avrebbe ricevuto un’offerta di 2 miliardi per Allfunds, una piattaforma di distribuzione di fondi destinata a investitori istituzionali.

Acquisti su Cnh +2,64%, Buzzi 3,35%, Stm +3,2%, Yoox +3,06%. Tranquilla Mediaset  (+0,29%), che presenterà il piano al 2020 mercoledì a Londra. Resta effervescente invece il titolo Mondadori: 4,99%. Euro poco mosso e Brent in calo -0,77% a 55,58 dollari al barile. Anche l’oro oggi arretra (-0,1%) e torna sotto la soglia dei 1200 dollari l’oncia (1194.615).

Invariato lo spread. Questa sera è attesa  la revisione del rating per l’Italia da parte di Dbrs, l’agenzia canadese che, unica, mantiene per ora il Belpaese in serie A, anche se A-low.

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