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F1, GP MALESIA – Pole di Hamilton ma la vera magia è di Vettel che riporta la ferrari in prima fila

F1, GP MALESIA – Capolavoro di Sebastian Vettel che arriva secondo nelle qualifiche, dietro al solito Hamilton, riportando la Ferrari in prima fila dopo 38 gare – Dice il ferrarista: “Quando piove si possono mescolare le carte” – Battibecchi tra lo staff di Maranello e Raikkonen che è solo undicesimo – Mistero Alonso, che si colloca al diciottesimo posto

F1, GP MALESIA – Pole di Hamilton ma la vera magia è di Vettel che riporta la ferrari in prima fila

Per una volta a fare notizia non è chi conquista la pole position (Hamilton), ma chi si piazza al secondo posto: Sebastian Vettel con la Ferrari. Il pilota tedesco dopo 38 gare ha riportato la Rossa in prima fila nel Gran Premio di Malesia al termine di una sessione di qualifiche caratterizzata dal maltempo, con le condizioni della pista che sono cambiate tre volte nel giro di pochi minuti. 

Vettel ha saputo sfruttare nel migliore dei modi la sua Ferrari, sfiorando per soli 74 millesimi la pole position, conquistata per la seconda gara consecutiva da Hamilton (1.49.834, pole numero 40 in carriera), e tenendosi dietro l’altra Mercedes di Nico Rosberg, che ha chiuso a quasi mezzo secondo dal compagno di squadra, mettendo in mostra i primi limiti (almeno sul bagnato) di una macchina che sembrava imbattibile: “In queste condizioni non si sa mai – ha spiegato Vettel -, ci si guarda attorno e quando inizia a piovere si possono mescolare molto le carte. È stata una bella sessione di qualifica, la macchina è andata bene sia sul bagnato che sull’asciutto, sono tendenzialmente soddisfatto e anche per la gara dovremmo essere in buona forma. Ma so che gli avversari sono difficili da battere, forse qui siamo un pò più vicini, aspettiamo e vediamo”. Tutti gli altri sono finiti dietro, a cominciare da Ricciardo (4° a 1.7), Kvyat (5° a 2.1) e il giovanissimo 17enne Verstappen, sesto. Deludenti le Williams (7° Massa, 9° Bottas), soltanto 11° l’altro ferrarista Raikkonen, beffato dal diluvio a metà qualifiche.



Il colpo di scena, infatti, è arrivato tra la fine della Q1 e l’inizio della Q2, quando all’improvviso si sono affacciate sul circuito nubi nerissime e cariche di pioggia, pronte a scatenare l’inferno sul circuito malese. Non a caso appena si è acceso il semaforo verde della Q2 tutti i piloti si sono precipitati in pista sapendo che di lì a poco le condizioni sarebbero cambiate drasticamente. Come infatti è stato. I primi a uscire dalla pit lane (Vettel, Ricciardo e Rosberg) sono stati i più fortunati, riuscendo a completare il primo giro disponibile con un tempo utile per non correre rischi. Per tutti gli altri è stata una roulette: a qualcuno è andata bene (Bottas, Massa, Grosjean), qualcun altro  (Hamilton in particolare), nonostante si trovasse nel traffico, è riuscito a strappare il passaggio in Q3. Raikkonen, invece, bloccato nel traffico e frenato dalle prime gocce di pioggia che iniziavano a cadere sul tracciato, ha chiuso con l’undicesimo tempo rimanendo escluso dalla lotta per la pole position. Un piazzamento che ha creato qualche malumore nel box Ferrari. Il finlandese ha detto stizzito “Non è stato un mio errore, sono uscito quando mi è stato detto di farlo, si è trattato solo di una cattiva gestione dei tempi, forse dovevamo uscire prima”, il team principal Arrivabene gli ha risposto “Non parlerei di errore strategia, è uscito che era quarto. Ho sempre sostenuto che Kimi con una buona macchina può far bene, deve concentrarsi un pò di più”. Di lì a qualche minuto, come succede spesso nel gran premio di Malesia, si è scatenato un violento nubifragio che ha costretto la direzione di corsa a interrompere le qualifiche per oltre mezz’ora.

E Alonso? L’ex ferrarista, di nuovo in pista dopo aver saltato il Gran Premio di Australia per i postumi dell’incidente nei test pre campionato, ha chiuso al 18° posto con una McLaren in crisi nera. Lo spagnolo è finito dietro anche al suo compagno di squadra Button (17°), e per uno che fino all’anno scorso si lamentava di una Ferrari che non andava ritrovarsi in fondo alla griglia è un incubo, specialmente vedendo la sua ex squadra là davanti in prima fila.

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