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Estate 2021, Venezia vista dal mitico Caffè Florian: “Stiamo rinascendo”

INTERVISTA a RENATO COSTANTINI, direttore dello storico Caffè Florian di Piazza San Marco a Venezia – “Con la pandemia ci siamo abituati a vivere alla giornata, ma a luglio e agosto c’è stata una ripresa del turismo molto marcata: settembre sarà però decisivo, anche grazie al Festival del Cinema” – “Mancano i turisti extra-europei che sono i big spender” – “Giusto bloccare le grandi navi”

Estate 2021, Venezia vista dal mitico Caffè Florian: “Stiamo rinascendo”

L’estate 2021 è stata quella della rinascita per Venezia, anche se mancano ancora i cosiddetti big spender, cioè americani, russi e asiatici. E anche se c’è preoccupazione per l’autunno-inverno, con il rischio di una quarta ondata di Covid che comprometterebbe la continuità della ripresa proprio sul più bello, quando persino il Festival del cinema torna in presenza (1-11 settembre) e contribuisce a ridare fiato al turismo lagunare. Almeno queste sono le considerazioni di Renato Costantini, direttore del mitico Caffè Florian di piazza San Marco, il bar più antico del mondo (dal 1720) situato sotto i portici delle Procuratie Nuove: “Abbiamo riaperto a maggio e all’inizio è andata così così, ma a luglio e agosto c’è stata una ripresa molto marcata. Nel 2020 avevamo dimezzato i clienti rispetto al 2019, in questa estate invece ne abbiamo avuti solo un 15-20% in meno. Ma ora bisogna vedere come andrà settembre, che di solito a Venezia va meglio di agosto”.

Dottor Costantini, quella di quest’anno è dunque una estate positiva per il Caffè Florian e per la città?

“Sì, anche se ora dipenderà tutto dall’evolversi della pandemia. Purtroppo in questi ultimi due anni ci siamo abituati a vivere alla giornata, non possiamo fare previsioni. Sarà importante il mese di settembre, durante il quale di solito lavoriamo più che ad agosto”.

Il ritorno della Mostra del Cinema aiuta?

“Certamente sì ma non ci aspettiamo delle presenze ai livelli del 2019. Diciamo che questa edizione sarà una via di mezzo tra 2020 e 2019, anche perché mancheranno ancora i turisti extra-continentali, dal Nord America e dall’Asia, che di solito spendono di più, si fermano più giorni e per motivi di ferie, a prescindere dal Festival, vengono a Venezia proprio a settembre”.

Italiani ed europei però le vacanze le fanno piuttosto tra luglio e agosto e a quanto pare sono tornati nella Laguna.

“Sì, questa è stata l’estate del turismo di prossimità, abbiamo avuto molti italiani, poi austriaci, tedeschi, francesi. Non ci possiamo lamentare, anche se questa è una clientela più mordi e fuggi, si sofferma per meno giorni e spende meno”.

Lo scontrino medio è calato così tanto senza i big spender americani e asiatici?

“In realtà non più di tanto. Al Caffè Florian la media pre-Covid era 40 euro a persona, oggi siamo sui 35 euro”.

Da dove provengono, nello specifico, i turisti che spendono di più?

“Direi nordamericani, russi, e gli asiatici in generale. Cinesi, giapponesi ma anche coreani”.

Per Venezia la pandemia è stata anche un’occasione per riconsiderare il suo futuro turistico. Lei che idea si è fatto della scelta, ad esempio, di limitare l’accesso alle grandi navi da crociera?

“E’ una scelta corretta. Le navi hanno sempre portato molta clientela, ma purtroppo di bassa qualità. Intendo dire che si tratta di gruppi numerosi, che invadono una città fragile come Venezia, spendono poco o nulla in hotel e ristoranti e penalizzano i residenti e gli altri turisti. Credo che rinunciare a quegli introiti porti più benefici che danni perché la città diventa così più attrattiva per i turisti che sono davvero interessati a scoprirla e a rispettarla”.

E su una Venezia a numero chiuso come si pone?

“Se ne sta parlando e sono d’accordo. Non mi piace tanto l’idea dei tornelli, ma quella della regolamentazione degli accessi, magari attraverso prenotazioni, sarebbe una scelta giusta. E’ giusta anche l’idea di far pagare un ticket d’ingresso: oggi chi pernotta paga già i suoi 4 euro di tassa di soggiorno, ma lo si dovrebbe introdurre anche per i tanti viaggiatori mordi e fuggi”.

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