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Eni: prezzi del greggio in calo, utile adjusted + 2,5%

La trimestrale evidenzia un taglio nell’utile operativo dell’11,08% a 3,3 miliardi dovuto al crollo dei prezzi di petrolio e gas – Cashflow record – Dati molto sopra il consensus, titolo in rialzo – Descalzi: “Garantita redditività e solidità”.

Eni: prezzi del greggio in calo, utile adjusted + 2,5%

Il calo dei prezzi del petrolio impatta sui conti trimestrali Eni ma il gruppo recupera sul fronte del tax rate. E così, l’utile netto reported si riduce del 57,1% a 1,71 miliardi e nei nove mesi registra una caduta del 36,7% a 3,68 miliardi. Una cifra che sconta la plusvalenza relativa alla cessione del 20% della scoperta nel maxi-giacimento in Mozambico avvenuta, appunto lo scorso anno.

Senza questa posta extra, l‘utile netto adjusted (depurato dalle componenti straordinarie) si colloca a 1,17 miliardi in aumento del 2,5% e nei nove mesi raggiunge 3,24 miliardi (+3,2%). L’utile operativo è in calo dell’11,08% a 3,30 miliardi per effetto del calo dei prezzi che portano una contrazione di 828 milioni (pari a -21,1%) nell’Exploration and production ma il peggioramento della performance operativa è più che compensato dalla flessione del tax rate consolidato. Inoltre, il cashflow operativo del trimestre sale a 3,98 miliardi, “il livello più elevato tra gli analoghi periodi degli ultimi 5 anni” sottolinea l’amministratore delegato del gruppo Claudio Descalzi.



Sono questi gli aspetti più significativi annunciati dall’Eni di prima mattina in attesa della conference call con gli analisti che l’Ad terrà oggi nel primo pomeriggio. Si tratta di dati sopra il consensus e il titolo in Borsa si apprezza di circa il 2%, risultando tra i migliori in avvio di seduta ma poi risente della flessione generale del listino. La produzione di idrocarburi rimane stabile a 1,58 milioni di boe/giorno mentre l’esplorazione beneficia delle scoperte in Congo e Indonesia “che si sommano – osserva il comunicato Eni – alle recenti scoperte near field in Angola, Congo, Norvegia e Indonesia. Per tutte vale l’aspettativa di una messa in produzione molto rapida”.

Il valore delle esplorazioni accertate nei primi nove mesi raggiunge i 700 milioni di boe ad un costo unitario di 1,9$. Le attività di sviluppo, infine, proseguono principalmente in Angola, Congo, Norvegia e Indonesia, con un impatto rilevante – afferma la nota Eni – sulla crescita produttiva del prossimo quadriennio.

“Sono particolarmente soddisfatto degli eccellenti risultati della gestione di cassa – è il commento dell’Ad Claudio Descalzi – record degli ultimi 5 anni nonostante uno scenario non favorevole. Ciò rende ancor più credibile l’obiettivo di crescita della generazione di cassa dichiarato al mercato lo scorso luglio. Sono convinto che questa strategia ed i risultati che ne derivano siano la miglior garanzia di redditività e di solidità per Eni in un contesto di prezzi decrescenti”

Eni ha inoltre annunciato una nuova importante scoperta a olio nell’offshore del Congo, nel prospetto esplorativo Minsala Marine, situato nel Blocco MaSrine XII a circa 35 chilometri dalla costa e a 12 chilometri dalla recente scoperta di Nené Marine.

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