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Endeavor Italia, 300 posti di lavoro in un anno

L’associazione, presieduta da Pietro Sella, che sostiene le imprese italiane ad alto potenziale di innovazione e sviluppo festeggia il primo compleanno con un bilancio incoraggiante

Endeavor Italia, 300 posti di lavoro in un anno

Promuovere la crescita economica, l’imprenditorialità e l’innovazione su tutto il territorio nazionale sostenendo imprenditori ad “alto potenziale”: questi gli obiettivi principali di Endeavor Italia, che festeggia un anno di attività a sostegno dell’innovazione nel nostro Paese. Con il supporto di un network internazionale di mentor, advisor e uffici operativi, l’associazione contribuisce a portare l’ecosistema imprenditoriale italiano verso un nuovo modello di sviluppo.

E a dimostrare la bontà delle scelte fatte sono i numeri: in un anno, sono stati 56,5 i milioni di euro di fondi raccolti dalle 7 aziende dei 9 imprenditori italiani di talento selezionati e supportati. Le loro imprese, accompagnate in un percorso di espansione internazionale da Endeavor, hanno già generato 295 posti di lavoro, operando in 7 settori differenti: musica, moda, aerospaziale, servizi finanziari, medicale, coworking, Industry 4.0 In un anno 602 candidature per entrare nella rete di Endeavor Italia “Scopo di Endeavor Italia è selezionare e supportare imprenditori e società italiane ad alto potenziale di sviluppo”.



“Le aziende vengono ricercate su tutto il territorio nazionale e devono superare un processo rigoroso, che coinvolge numerosi soggetti presenti nella nostra rete internazionale, che ha lo scopo di identificare i migliori imprenditori per poi portarli al massimo del loro potenziale tramite i nostri programmi di supporto”. Nel 2016, 602 casi di impresa sono stati analizzati da Endeavor Italia, che ha deciso di ammettere alla “first opinion review” 212 imprenditori. Soltanto 69 hanno passato questa fase e hanno partecipato alla “second opinion review” in cui sono stati analizzati da mentor e advisor di Endeavor le strategie di business, il potenziale di crescita e le qualità personali dell’imprenditore.

“A superare la selezione e a partecipare ai Local Selection Panel (LSP) – continua Raffaele Mauro – sono stati 24 imprenditori che hanno incontrato i Board Member di Endeavor Italia: 14 infine sono stati ammessi all’ultimo step di selezione, l’International Selection Panel (ISP), cioè alla valutazione finale da parte di un panel internazionale composto da Venture Capitalist e imprenditori di successo provenienti da nazioni diverse”. I 9 imprenditori selezionati da Endeavor Italia Ad essere stati selezionati nel corso degli ISP del 2016 e del 2017 sono stati dunque 9 imprenditori di 7 aziende, mentre altri ancora, che hanno superato il quarto step, sono in attesa di essere portati alla quinta e ultima fase, l’ISP.

Gli imprenditori Endeavor italiani hanno avuto e avranno a disposizione strumenti per l’accesso al capitale, al talento e ai mercati globali. A loro volta, gli imprenditori che ricevono supporto da parte di Endeavor sono stimolati a re-investire nell’ecosistema locale per incoraggiare la crescita economica e favorire conseguentemente lo sviluppo di aziende ad alto potenziale in tutto il territorio nazionale. “In un solo anno, Endeavor Italia ha dimostrato non solo l’elevata potenzialità degli im-prenditori del Paese, ma soprattutto l’influenza e l’universalità della missione imprenditoriale ad alto impatto di Endeavor”, commenta Linda Rottenberg, CEO e Co-Founder di Endeavor.

“Sono entusiasta della scelta che abbiamo fatto finora degli imprenditori italiani e sono ancora più impressionata dall’imponente pipeline di innovatori che Raffaele e il suo team hanno coinvolto. I nostri founder italiani sono il nostro “effetto moltiplicatore” in azione. Si sono uniti e hanno già iniziato ad apportare un contributo alla nostra rete mondiale di 1500 imprenditori ad alto potenziale”. A livello globale, Endeavor dal 1997 ha selezionato imprenditori in 27 Paesi che hanno generato 650.000 posti di lavoro per un fatturato complessivo nel solo 2016 di 10 miliardi di dollari.

L’impegno dei board member “Il board di Endeavor Italia ha partecipato attivamente durante tutto l’anno per supportare gli imprenditori e le loro imprese in fase di scale-up”, aggiunge Pietro Sella, Presidente del Board di Endeavor Italia. “Nel corso dell’anno ci siamo ampliati con l’arrivo di nuovi board member che hanno arricchito Endeavor di nuove competenze e professionalità, necessarie alla crescita dei nostri imprenditori ad alto potenziale”.

Il Board di Endeavor Italia è costituito da: Monica Mandelli, Managing Director di KKR a New York; Paolo Ainio, Presidente Esecutivo di ePrice SpA; Stefano Barrese, Responsa-bile della Divisione Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo; Fabio Cannavale, founder di lastminute group; Alessandro Fracassi, founder di Gruppo MutuiOnline; Riccardo Dona-don, founder di H-Farm; Diego Piacentini, Commissario per l’Agenda Digitale; Fulvio Re-noldi Bracco, Head of the Global Business Unit Imaging di Bracco Imaging SpA; Alfio Bardolla, Presidente di Alfio Bardolla Training Group; Donato Iacovone, AD di EY in Italia.

Gli imprenditori supportati I primi imprenditori ad essere stati supportati da Endeavor Italia sono stati Davide Dattoli di Talent Garden, la più grande rete europea di spazi di coworking con 18 campus in 6 Paesi europei (Italia, Spagna, Albania, Romania, Lituania e Austria) e un’espansione costante su scala internazionale, e Matteo Lai di Empatica, che progetta e sviluppa i più piccoli e precisi wearable device al mondo per il rilevamento di segnali fisiologici nella vita quotidiana.

A questi si sono poi aggiunti: Simone Maggi e Riccardo Schiavotto di Lanieri, il primo e-commerce italiano dedicato all’eleganza maschile tutta Made in Italy; Luca Rossettini di D-Orbit, società che sviluppa tecnologie per il posizionamento di satelliti; Davide D’Atri di Soundreef, società che si occupa di raccolta e gestione dei diritti d’autore; Bruno Garavelli di Xnext®, l’azienda che sviluppa il più avanzato sistema d’identificazione di contaminati e di difetti nei prodotti industriali; Paolo Galvani e Giovanni Daprà di Moneyfarm, una delle più importanti società europee di gestione del risparmio digitale.

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