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Effetto Renzi sullo spread, che scende a quota 191. Debole ma positiva Piazza Affari

La Borsa è debole (+0,2%) come i listini di quasi tutta Europa, tranne Londra e Lisbona, ma l’effetto Renzi si fa sentire sul differenziale Btp-Bund che scende nettamente sotto quota 200 – Brilla Mediaset sulle voci di un ingresso di Al Jazeera – Volano gli editoriali, bene Bpm e Mediobanca – Lusso a due velocità – Goldman Sachs alza il target price di Hera.

Effetto Renzi sullo spread, che scende a quota 191. Debole ma positiva Piazza Affari

PIAZZA AFFARI PREMIA L’INCARICO A MATTEO RENZI. MEDIOBANCA SPINGE L’ EDITORIA. GS PREMIA HERA

La Borsa di Milano accelera e stacca nel finale le altre piazze azionarie; l’indice Ftse Mib sale dello 0,11% a quota 20.459. Piazza Affari consolida il primato di miglior listino europeo da inizio anno, con una performance dell’8% contro il +0,4% dell’indice EuroStoxx 50. Da inizio anno Parigi sale dell’1% e Madrid del 2%.



Chiusa Wall Street per festività, con forti effetti sui volumi (-25% sulla media dell’ultimo mese) Parigi -0,11% e Francoforte -0,06%, anche Madrid -0.08% si muove poco. Londra è di gran lunga la migliore con un rialzo dell’1,1%. I rendimento del BTP decennale scende al 3,61%, dal 3,69% di venerdì, lo spread con il Bund è in contrazione di 9 punti base a quota 192. Il rendimento è sui minimi da marzo 2006. Il Bono spagnolo rende il 3,52% (-6 punti base). Lo spread tra BTP e Bund è 192 punti base (-7 punti base).

Una nota critica è introdotta da Fitch: l’avvicendamento tra Matteo Renzi ed Enrico Letta sottolinea la volatilità politica del paese e proprio l’incertezza circa la durata del mandato e la capacità di riforme strutturali e di consolidamento di bilancio è alla base dell’outlook negativo sul rating ‘BBB+’. Sale l’oro: ai massimi degli ultimi tre mesi a 1.326 dollari l’oncia (+0,7%). L’argento è alla dodicesima giornata consecutiva di rialzo a 21,70 dollari l’oncia.

Il titolo superstar in Piazza Affari è Mediaset +3,41%. Non c’entrano le sorti politiche di Silvio Berlusconi, bensì le voci insistenti su Al Jazeera, che starebbe negoziando l’ingresso come partner nella società della pay tv del Biscione.

Con un report dal titolo Getting ready for a successful year, Mediobanca dà una spinta al settore editoriale: grande euforia per L’Espresso 10,7%, a 1,9650 euro, dopo aver segnato un massimo di 2,0860 euro. Addirittura, ipotizzando una ripresa degli investimenti pubblicitari e una cessione del business televisivo, il broker sostiene che il prezzo potrebbe arrivare, nel lungo termine, a 3,13 euro.

Oltre a Mediaset ed alla società del “nemico” Cir, il mercato premia Class Editori, addirittura +11,32%. Mondadori +5,85%, Poligrafici Editoriali +6,40% ed Il Sole 24 Ore +5,60%. Recupera anche Rcs Mediagroup +0,76%, nonostante le dimissioni di Carlo Pesenti dal cda.

Di facile lettura il balzo di Luxottica +1,62%, dopo la smentita ufficiale dell’amministratore delegato Andrea Guerra, già in predicato dalle diimssioni dalla guida della società per assumere un incarico da ministro nel nuovo governo esecutivo. Contrastato il lusso: Tod’s -0,68%, Ferragamo +1,53%, Cucinelli +0,6%, Yoox -1,5%.

Contrastate le banche: Unicredit +0,05%, Intesa +1,4%, Monte Paschi +0,22%, Mediobanca +1,66%. Fra le popolari, scende Pop.Emilia -0,44%, robusto balzo in avanti di Pop.Milano +2.74%. Sul fronte delle utilities spicca Hera +3,25%. Goldman Sachs assegna al titolo un target Price a 2,40 euro (contro 1,6 circa) e inserisce la società guidata da Tomaso  Tommasi di Vìgnano fra le best pics.

E’ evaporato il rialzo iniziale di Enel, che perde lo 0,97%. Positiva Telecom Italia +1,5%. Nel comparto degli industriali Finmeccanica sale dell’1,38%, fra i 25% migliori nel comparto dei titoli industriali: Fiat -0,13%, Pirelli -0,35%, StM +0,81%. Tra i titoli minori, Beni Stabili +5%, dopo i conti del trimestre.

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