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Ecobonus al via per rottamare le auto inquinanti

Il bonus per far diminuire le auto più vecchie rientra nella strategia del governo per abbattere i livelli di CO2. Dal 28 le prenotazioni per l’acquisto delle auto usate

Ecobonus al via per rottamare le auto inquinanti

La mobilità sostenibile si fa carico anche delle auto usate. 40 milioni di euro del Decreto Sostegni bis entrano in circolazione ( è il caso di dirlo) da martedi 28 settembre. I concessionari di automobili hanno la possibilità di prendere gli incentivi attraverso la piattaforma creata dal ministero dello Sviluppo Economico. E un altro passo avanti sulla pulizia ambientale delle città, dopo che la settimana scorsa l’Ue aveva stabilito che 11 città italiane sono tra le più inquinante d’Europa. Anche, evidentemente per gli scarichi automobilistici.

Le auto usate in Italia con più di 11 anni di anzianità sono i due terzi di quelle circolanti. Il mercato delle vendite da tempo è sotto pressione e la rete commerciale, secondo l’Aci, in un anno ha perso il 7%. Ci sono stati gli effetti della pandemia, ma anche una minore circolazione durante i lockdown. Le misure di sostegno hanno, quindi, l’obiettivo di segnare anche una ripresa delle vendite e il mercato può arricchirsi di prodotti di qualità. Da martedi si potranno prenotare veicoli tipo M-1 a basse emissioni, auto di classe euro non inferiore a 6.

Interessante il meccanismo del prezzo fino a 25.000 euro. È quello risultante dalle quotazioni medie di mercato non superiore a 25.000 euro,appunto, purché si abbiano emissioni comprese tra 0-160 g/km di CO2. Attenzione: il bonus viene riconosciuto solo con rottamazione e si differenzia proprio in base alla fascia di emissioni del veicolo usato che si acquista. Questa la griglia con i soldi corrispondenti :

  • 0-60: 2.000 euro;
  • 61-90: 1.000 euro;
  • 91-160: 750 euro.

Deve essere anche chiaro che il veicolo rottamato dovrà essere della stessa categoria di quello che si acquista, immatricolato da almeno 10 anni e intestato da almeno 1 anno all’acquirente o ad un familiare convivente.

La piccola rivoluzione sulle auto vecchie è tra le misure per la riduzione degli agenti inquinanti dovuti alla motorizzazione. Interpreta alla perfezione ciò che pensano gli italiani. L’ultima indagine Mal’aria di Legambiente ha stabilito che il 63% degli intervistati pensa che il traffico in città sia responsabile di quasi metà dell’inquinamento. Nei centri urbani circola un numero eccessivo di automobili, soprattutto private, che non aiutano certo le azioni degli Enti pubblici, quando ci sono. Sia a livello centrale che cittadino tutti si aspettano un’accelerazione delle decisioni.

Alla fine di settembre mancano pochi giorni, ma nel Rapporto curato dall’Ipsos, l’Associazione ambientalista scrive che “l’adozione di misure antismog già da questo settembre ’21 potrebbe essere l’unico modo per evitare il superamento dei limiti giornalieri di polveri sottili durante l’autunno e l’inverno prossimi”. Va bene che si possono sempre usare i mesi a venire e il decreto che entra in vigore questa settimana lo testimonia. Sull’intera vicenda pesa, comunque, anche la condanna all’Italia del 2020 da parte della Corte di giustizia europea per aver “violato in maniera sistematica e continuata i valori limite sulle concentrazioni di PM10”. Era in carica il governo Conte; ora eliminando le auto inquinanti qualcosa dovrà cambiare.

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