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Earth Hour: sabato 30 marzo il mondo spegne le luci

Saranno più di 160 i Paesi che parteciperanno alla mobilitazione che inizierà alle 20:30 italiane. In Italia l’evento centrale sarà a Matera, capitale della cultura. Gli scienziati affermano che a breve rischiamo di trasformare il pianeta in una “casa bollente”. Unicredit aderirà spegnendo le luci di 74 edifici in 14 Paesi.

Earth Hour: sabato 30 marzo il mondo spegne le luci

In tutto il mondo, dai monumenti più famosi alle abitazioni dei cittadini, sabato 30 marzo alle 20:30 centinaia di milioni di persone spegneranno le luci e parteciperanno alla grande ola di spegnimenti di Earth Hour, l’Ora della Terra, la più grande mobilitazione sul tema dei cambiamenti climatici.

I dati sul cambiamento climatico stanno peggiorando ogni giorno di più, sta diventando insostenibile la mancata reazione per decarbonizzare i nostri sprechi. La concentrazione di anidride carbonica è arrivata nel 2018 a 408 ppm (parti per milione di volume), è stato il quarto anno più caldo a livello globale. In alcune giornate dei primi mesi del 2019 ha anche sorpassato le 410 ppm. All’inizio della Rivoluzione Industriale nel 1750 era di 277 ppm.



Gli scienziati hanno lanciato più d’un appello, ricordando che se non cambieremo rotta alle nostre economie e stili di vita, raggiungeremo lo stato del “Hothouse Earth”, trasformeremo cioè il pianeta in una “casa bollente”. Dall’analisi dei paleoclimi, ossia le raccolte sui climi dei periodi geologici del passato, emerge infatti che i dati attuali potrebbero riportarci al periodo del Miocene, risalente a 15/17 milioni di anni fa, in cui la concentrazione di CO2 sulla terra arrivava a valori superiori alle 400 ppm raggiungendo le 500. Le temperature erano superiori di 4°/5°C e il livello dei mari era superiore di 10/60 metri rispetto alla situazione attuale. Ma il fatto più rilevante è che in quel periodo, non c’era nessuna forma di ominide che si aggirasse sulla Terra.

“Come mai prima d’ora la natura si trova in un momento di drammatico declino. È sempre più urgente un’azione globale di conservazione del capitale naturale che non può prescindere da un cambiamento culturale dei nostri stili di vita, dei nostri sistemi produttivi e dei nostri modelli di consumi” dichiara Donatella Bianchi, presidente del WWF Italia, che ha scelto Matera, capitale europea della cultura, per la sua manifestazione.

Saranno più di 160 i Paesi che parteciperanno all’Ora della Terra e migliaia i luoghi che spegneranno le luci come simbolo per salvare il paniate: dalla Torre Eiffel all’Opera House di Sidney, dall’Empire State Building di New York al Burj Khalifa a Dubai. L’Ecuador sta spingendo per una legge che abolisca l’uso della plastica nella capitale Quito, mentre la Finlandia sfiderà più di un quarto della popolazione a seguire una dieta più equilibrata. Il Kenya pianterà un milione di alberi entro il 2030 e l’Indonesia sta incoraggiando i giovani ad adottare uno stile di vita più green.

In Italia l’evento centrale sarà a Matera, la capitale europea della cultura 2019. Spegneranno le luci dalle 20:30 alle 21:30 in uno dei luoghi più significativi della Città dei Sassi.Tutte le luci dei palazzi delle principali istituzioni nazionali saranno spente: quelle del Quirinale, di Palazzo Madama, di Palazzo Montecitorio, di Palazzo Chigi. Sono 400 i comuni che hanno aderito all’Ora della Terra 2019, con lo spegnimento di monumenti, palazzi o luoghi simbolo. 47 le organizzazioni aggregate al WWF.

Le grandi città italiane non resteranno insensibili. A Milano si spegne il castello Sforzesco, a Roma il Colosseo, la Basilica e il colonnato di San Pietro; a Napoli si spegneranno le luci del Maschio angioino, di Castel dell’Ovo e del Municipio, a Torino la Mole Antonelliana, a Verona l’Arena, a Bari si spegneranno i 197 lampioni storici del lungomare, a Reggio Calabria il santuario della Collina degli Angeli, a Venezia le luci principali di Piazza San Marco, a Palermo il teatro Massimo, a Isernia la Fontana Fraterna. Ecco la mappa con tutti gli eventi italiani dedicati all’Earth Hour.

Gli ultimi dieci Earth Hour hanno ispirato milioni di persone a sostenere iniziative per la tutela dell’ambiente. Tra le cose più importanti, questa mobilitazione ha contribuito a creare 3,5 milioni di ettari di aree marine protette in Argentina e 2.700 ettari di foresta in Uganda, ha permesso di vietare i materiali plastici nelle Galapagos dal 2014, di piantare 17 milioni di alberi in Kazakistan, di illuminare case con energia solare in India e nelle Filippine e di promuovere nuove leggi per la protezione dei mari e delle foreste in Russia. Poi proprio l’anno scorso, la Polinesia francese si è mossa per proteggere 5 milioni di chilometri quadrati dei suoi mari al fine di preservare gli ecosistemi oceanici.

UNICREDIT PARTECIPERÀ IN 14 PAESI

UniCredit in occasione dell’iniziativa, spegnerà per un’ora le luci di 74 edifici in 14 Paesi: Austria, Bosnia ed Erzegovina, Bulgaria, Croazia, Germania, Italia, Regno Unito, Repubblica Ceca, Romania, Russia, Serbia, Slovenia, Slovacchia, Ungheria. In questo modo il gruppo bancario aderirà per il dodicesimo anno consecutivo al grande evento globale.

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