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Draghi: “Nessun rischio di bolle finanziarie”

Il presidente della Bce in audizione all’Europarlamento: “La nostra politica monetaria è strutturata per dare stabilità ai prezzi in tutta l’Eurozona” – “Guardiamo certamente con preoccupazione agli annunci di protezionismo” in arrivo dagli Usa – Poi la e

Draghi: “Nessun rischio di bolle finanziarie”

“Finora gli effetti collaterali della politica monetaria accomodante si sono controbilanciati fra loro. Non ci sono quindi rischi di bolle finanziarie: i prezzi delle azioni sono in linea con i fondamentali”. Lo ha detto oggi il presidente della Bce, Mario Draghi, nel corso della sua audizione trimestrale al Parlamento europeo.

“La nostra politica monetaria è strutturata per dare stabilità ai prezzi in tutta l’Eurozona – ha aggiunto il numero uno dell’Eurotower – La resilienza dimostrata dall’Eurozona nel 2016 dimostra che siamo sulla strada giusta”.



Secondo Draghi, “non bisogna interrompere gli sforzi per rendere l’unione monetaria più solida e prospera anche se la situazione economica migliora e se le sfide in altri campi hanno magnetizzato l’attenzione. Dobbiamo e possiamo affrontare le fragilità che permangono a livello nazionale ed europeo”.

Alla Bce “guardiamo certamente con preoccupazione agli annunci di protezionismo”, ha detto ancora Draghi, precisando che “l’Unione europea è stata creata sulle fondamenta del libero commercio e delle quattro libertà. È ancora presto per giudicare ma dovremo valutare”.

Infine, Draghi ha ribadito che nel caso di un peggioramento della situazione “il Consiglio direttivo della Bce è preparato a aumentare il programma di acquisti di titoli, in termini di mole e o di durata”.

In generale, ha aggiunto il presidente della Bce, “i benefici della nostra politica ne superano chiaramente gli effetti collaterali. E questi ultimi, se necessario, sono gestibili meglio tramite altre politiche”.

“È facile sottostimare la forza dell’impegno politico che ci ha tenuto insieme per 60 anni – ha concluso Draghi – ciò sminuirebbe i progressi che abbiamo fatto, con la moneta unica abbiamo costruito legami che ci hanno fatto sopravvivere alla peggiore crisi economica dalla seconda guerra mondiale”. Draghi non ha citato alcun paese dal quale provengono critiche e attacchi all’unità europea e alla moneta unica. Ma vanno in tale direzione i messaggi della nuova amministrazione americana.

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