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Difesa: Eads e Bae dicono addio alla fusione, la Germania bocccia l’accordo

La trattativa è andata in fumo per il mancato accordo tra i governi di Francia, Germania e Gran Bretagna: troppo problematica la spartizione del gruppo globale che sarebbe nato dalla fusione – “Le discussioni con i governi non hanno raggiunto un punto in cui le due società potessero pienamente estrarre i benefici da questa fusione”, scrivono da Bae Systems.

Difesa: Eads e Bae dicono addio alla fusione, la Germania bocccia l’accordo

Il matrimonio tra la franco-tedesca Eads e la britannica Bae Systems non si farà. La Germania ha bloccato definitivamente le trattative per la fusione fra i due giganti europei della difesa, stando a quanto riporta l’agenzia France Presse. La notizia è stata diffusa a poche ore dalla fine del conto alla rovescia per il maxi accordo: oggi pomeriggio scade infatti il termine imposto dalle normative britanniche alle due società per produrre un piano dettagliato. Bae Systems ha poi confermato la fine del negoziato, esprimendo chiara delusione per un esito negativo determinato dal mancato accordo fra gli esecutivi nazionali.

“Le discussioni con i governi non hanno raggiunto un punto in cui le due società potessero pienamente estrarre i benefici da questa fusione”, si legge nel comunicato di Bae, che tuttavia sottolinea come il progetto “avrebbe comportato benefici” per gli azionisti di entrambi i gruppi.



Fino a ieri si pensava che Eads e Bae potessero chiedere una proroga al periodo di studio, anche se altre fonti citate dalla France Presse avevano chiarito che i negoziati erano ormai in stallo. 

La trattativa è andata in fumo per la problematica spartizione tra Francia, Germania e Gran Bretagna del gruppo globale che sarebbe nato dalla fusione, dato che la difesa è considerata un settore strategico tanto a Berlino quanto a Parigi e a Londra. Ieri, inoltre, il Financial Times aveva riferito che gli azionisti di Bae ostili all’operazione erano in continuo aumento e ormai si avvicinavano al 30% del capitale.

A fine settembre il quotidiano tedesco Die Welt aveva rivelato invece le condizioni per la fusione poste dall’esecutivo di Angela Merkel. Berlino chiedeva “che l’equilibrio dei poteri tra la Francia e la Germania nel nuovo gruppo” fosse rispettato. Uno scoglio che si è rivelato impossibile da superare. 

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