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Covid, Dpcm Pasqua: ecco le limitazioni fino ad aprile

La nuova stretta decisa dopo l’aumento dei contagi e il pericolo varianti. Preoccupa il focolaio di Brescia. I governatori chiedono l’apertura serale dei ristoranti, ma difficilmente sarà accolta. Spiragli per cinema e teatri ma solo a fine marzo.

Covid, Dpcm Pasqua: ecco le limitazioni fino ad aprile

I contagi risalgono, le varianti preoccupano, la campagna vaccinale procede ma non ancora al ritmo serrato promesso dal premier Mario Draghi, con l’ombra delle mancate consegne di AstraZeneca (dopo quelle di Pfizer), anche se l’Ad di AstraZeneca Italia, Lorenzo Wittum, ha ribadito che arriveranno “entro giugno le 25 milioni di dosi promesse all’Italia”. In questo quadro, il Governo è pronto ad emanare un decreto che prevede una nuova stretta fino ad aprile, Pasqua compresa, e anche dopo Pasqua non sarà comunque un liberi tutti. A preoccupare oggi è il nuovo focolaio di Brescia, dove si parla addirittura di terza ondata: nella sola provincia lombarda ieri si sono registrati oltre 900 casi in un giorno.

Dalla prossima settimana la mappa dei colori delle zone dovrebbe “scurirsi”: il Piemonte diventa sicuro arancione, rischiano anche Lombardia, Lazio, Marche, Puglia e Basilicata, e nessuna delle regioni attualmente arancioni può ambire a tornare gialla. Inoltre in diverse regioni, su tutte Umbria, Alto Adige e Lombardia, ci sono aree arancione rinforzato o rosse, cioè di fatto sotto lockdown. Il nuovo Dpcm scadrà il 6 aprile, il giorno dopo Pasquetta: per ora le limitazioni ai viaggi fra regioni sono confermate fino al 27 marzo, ma si va verso la proroga. In zona rossa niente visite ad amici e parenti, mentre le seconde case si potranno raggiungere se non interverranno decisioni più restrittive dei governatori. Continua il pressing proprio dei presidenti di Regione, compreso l’emiliano Stefano Bonaccini (Pd), per riaprire i ristoranti la sera nelle zone meno a rischio.

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Il ministro Maria Stella Gelmini

Ma sarà difficile accontentare i ristoratori, soprattutto nelle zone arancioni e rosse dove sono ribaditi solo domicilio o asporto. Poco cambia per gli esercizi commerciali, aperti ovunque tranne che in zona rossa dove possono alzare le saracinesche solo quelli che vendono prodotti essenziali: farmacie, alimentari, ferramenta, negozi di telefonia e informatica, quelli per la cura della persona, dai parrucchieri alle profumerie, librerie, negozi di giocattoli, lavanderie. Chiusi ancora ovunque nei weekend i centri commerciali. Lo sport è confermato solo all’aperto, palestre e piscine rimangono chiuse. Invece possibili novità per il mondo della cultura: nonostante la nuova stretta, si punta a riaprire cinema e teatri il 27 marzo (Giornata mondiale del teatro).

Nei protocolli del ministero alla Cultura si ipotizza una capienza di un terzo delle sale, anche cinematografiche, fino a un massimo di 500 persone al chiuso e 1.500 all’aperto. Possibile margine di tolleranza anche per i musei, che oggi nelle zone gialle sono regolarmente aperti dal lunedì al venerdì. L’ipotesi è quella di renderli visitabili anche nei weekend e nei festivi. Per le festività pasquali invece varrà la “formula Natale”, per evitare assembramenti in famiglia: in zona rossa è proibito andare a trovare amici o familiari, in zona gialla o arancione si può fare ma solo due alla volta con bambini sotto i 14 anni.

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