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Continua il calvario in Borsa: il petrolio manda al tappeto i listini e Piazza Affari perde il 3%

Il petrolio, ormai sotto i 30 dollari a barile, manda di nuovo in crisi le Borse – Piazza Affari, la peggiore tra i maggiori listini, perde il 3,07% e brucia tutti guadagni del 2015 – Pesanti le perdite di Tenaris, Finmeccanica, Monte dei Paschi, Saipem e Yoox – Unica blue chip controcorrente l’Italcementi – Balzo di Banca Ifis (+4,85%) – L’oro si rafforza.

Continua il calvario in Borsa: il petrolio manda al tappeto i listini e Piazza Affari perde il 3%

Venerdì nero per le Borse europee atterrate dall’ennesima debacle cinese e dal petrolio che sprofonda sotto i 30 dollari al barile. Il Wti ha ceduto il 5,32% finendo a 29,54 dollari al barile e il Brent il 4,44% a 29,51 dollari. La dinamica di vendite sull’oro nero si spiega anche con l’avvicinarsi della fine delle sanzioni internazionali all’Iran attesa per il fine settimana  e che comporterà un aumento dell’export del Paese. E che si inserisce già in una situazione di aumento di offerta.

Sulle Borse sono colpite materie prime (il rame ha aggiornato ancora i minimi da sei anni e mezzo) ed energetici. Londra cede l’1,93%, Francoforte il 2,54% e Parigi il 2,38%. L’indice Eurostoxx50 ha perso il 2,8% Continuano le vendite su Reanualt che condizionano il comparto in Europa. A Fca non riesce il rimbalzo innescato dai buoni dati sulle immatricolazioni in Europa e chiude in calo del 2,78%. Leggermente meglio comunque dell’indice principali: il Ftse Mib perde il 3,07%, ed è la peggiore tra le principali piazze europee. In sole due settimane il principale indice di Piazza Affari ha e’ arretrato del 10,4%, quasi annullando l’intera performance del 2015 (+13,6%). Lo spread Btp-bund sale a 109 punti e rendimento all’1,56%. Acquisti sul decennale Usa arrivato anche a toccare rendimenti sotto il 2%. L’euro ha recuperato quota 1,09 ed e’ trattato a 1,0945 (1,0878 ieri sera). Balzo per l’oro dell’1,8% a 1093 dollari l’oncia.

Male anche Wall Street nonostante il dato oltre le attese sulla fiducia del Michigan di gennaio, che arriva a quota 93,3 punti. Il dato, preliminare, batte le stime degli analisti di 92,2 punti ed è in crescita su dicembre 92,6 punti. Ha però registrato un calo significativo l’indice Empire, che misura l’attività manifatturiera dello Stato di New York, che si è portato a gennaio a -19,37 punti dai 6,21 di dicembre 2015, facendo peggio delle attese. Inoltre, la produzione industriale di dicembre è calata dello 0,4% sotto le attese (-0,2%) con i prezzi alla produzione in calo dello 0,2%, dato invece in linea con le attese degli analisti.

Il Dow Jones cede il 2,61% sotto i 16mila punti, l’S&P500 il 2,42%. Vendite su Citigroup, Wells Fargo, Intel, Blackrock dopo la pubblicazione dei risultati del trimestre. A Piazza Affari i cali hanno riguardato tutti i settori. Sul Ftse Mib solo un titolo vestite alla giornata di vendite: Italcementi +0,10%. Sospensioni hanno investito Bmps, che ha chiuso con un tonfo del 6,7% peggior titolo delle blue chip, Exor, e Finmeccanica. In fondo al Fste Mib Yoox -6,54%, Tenaris -6,29%, Saipem -5,7% e Cnh Industrial -5,61%.

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