Condividi

Consulta-Csm: fumata bianca per Sciarra e Zaccaria

Grazie alla convergenza tra M5S e Pd inizia a sbloccarsi la situazione di Consulta e Csm, con l’elezione di Silvana Sciarra e Alessio Zaccaria – Bocciata la candidata forzista alla Consulta Stefania Bariatti.

Consulta-Csm: fumata bianca per Sciarra e Zaccaria

Dopo più di due mesi di scrutini e di fumate nere, arriva il primo sì del Parlamento su uno dei nomi dei candidati alla Corte Costituzionale: il primo giudice eletto è Silvana Sciarra, candidata dal Partito democratico, ma sostenuta anche dal Movimento 5 Stelle, dopo il referendum online organizzato sul blog di Beppe Grillo, che aveva visto la docente di Diritto del Lavoro e Diritto sociale europeo dell’Università di Firenze incassare l’88% dei consensi da parte dei militanti 5 Stelle. 

Il nome della Sciarra ha attirato su di sè un ampio numero di consensi anche da parte della Camera: la candidata del Pd ha ricevuto 630 voti, superando nettamente il quorum fissato a 570.



Anche alla Consulta la convergenza tra grillini e Pd ha sortito i suoi effetti: a Palazzo dei Marescialli, infatti, è stato eletto Alessio Zaccaria, candidato del M5S che ha ricevuto il sostegno anche dei democratici, finendo per ottenere 537 voti, 88 in più dei 449 richiesti, dal momento che l’elezione dei membri laici del Csm ha un quorum minore rispetto a quello dei giudici costituzionali.

Una convergenza, questa, che ha fatto esultare il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio, che ha affidato ai social network la sua soddisfazione per la scelta di “nomi super partes con metodi trasparenti”, esaltando il cosiddetto “metodo Cinque stelle”, definito il “miglior anticorpo per lo stato contro corruzione e inciuci”.

Fallisce, invece, la candidatura di Stefania Bariatti alla Consulta. La Bariatti, sostenuta da Forza Italia, ha ricevuto solo 493 voti, rimanendo ben lontana dal quorum di 570. A pesare, sulla sua mancata elezione, è stato il mancato sostegno del M5S, che ha valutato come impresentabile la sua candidatura, ma anche una fronda interna ai forzisti, che, tra schede bianche e defezioni, hanno affossato il nome della professoressa di Diritto internazionale dell’Università di Milano.

Commenta