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Champions, vince la Roma con super Zaniolo e un rimpianto

Strepitosa doppietta del giovane Zaniolo che manda in delirio il pubblico dell’Olimpico ma a dieci minuti dalla fine un gol di Adrian Lopez accorcia le distanze del Porti e tiene aperto il discorso della qualificazione ai quarti di Champions

Champions, vince la Roma con super Zaniolo e un rimpianto

Festa rovinata, ma pur sempre festa. Un gol di Adrian Lopez a pochi minuti dalla fine riapre un discorso qualificazione che sembrava ormai chiuso, però non può certo cancellare quanto fatto da un super Zaniolo, da ieri ufficialmente nella storia e non solo della Roma.

Le due reti di ieri lo trasformano nell’azzurro più giovane di sempre ad aver segnato una doppietta in Champions, peraltro a un portiere come Casillas che, ironia della sorte, fece il suo esordio nella competizione (15 settembre 1999) quando Nicolò aveva appena due mesi e mezzo di vita. A distanza di 19 anni il grande Iker si è dovuto inchinare ben due volte al talento di Massa, finito in giallorosso in un’operazione tutta incentrata su Nainggolan e che invece, a conti fatti, ha portato alla ribalta soprattutto lui.



“Sono felicissimo, è un sogno che si realizza – le parole colme di gioia rilasciate dopo il match. – Sono contento per la vittoria che ci serviva, era importante iniziare bene. Ora andiamo a Porto per passare il turno”.

Già, perché la doppietta di Zaniolo non basta a indirizzare una qualificazione apertissima, molto più di quanto non abbia detto la partita di ieri. Dopo un primo tempo equilibrato ma comunque di stampo giallorosso (il palo di Dzeko al 38’ grida vendetta), la ripresa ha visto la Roma accelerare e creare diversi problemi a Casillas, fino a quando il giovane Nicolò non ha trovato la rete con un destro all’angolino (70’). Gioia all’Olimpico, che diventava tripudio 6’ dopo quando lo stesso Zaniolo deviava in porta un missile di Dzeko finito sul palo: altra corsa sfrenata sotto la Sud e profumo di quarti.

A rovinare la festa però ci pensava Adrian Lopez con un vero e proprio gollonzo: una ciabattata di Soares diventava un assist per l’attaccante spagnolo, che quasi incredulo per tanta fortuna batteva l’incolpevole Mirante (79’). E alla fine l’Olimpico provava addirittura il brivido del pareggio (tiro di Herrera fuori di un soffio), tanto da sospirare di sollievo al fischio finale di Makkelie e rimandare l’ansia al match di ritorno.

“Abbiamo mostrato solidità e creato tante occasioni per far male, peccato solo per il gol preso – il commento di Di Francesco. – Al ritorno non giocheremo per gestire il risultato, ma per cercare di fare gol: qualsiasi errore può compromettere una prestazione, serve equilibrio ma bisogna osare per crescere ulteriormente. Zaniolo? Va lasciato crescere e fatto vivere con l’equilibrio. Dopo il primo gol gli ho detto di continuare a giocare con la testa e lui è stato molto bravo, realizzando anche il raddoppio”.

Peccato solo che il doppio vantaggio si sia dimezzato, altrimenti sarebbe stata festa completa ma guai a guardare solo il lato vuoto del bicchiere. La Roma può comunque presentarsi al Dragao con due risultati su tre, segnando poi potrebbe davvero tagliare le gambe al Porto. La missione è possibile, a patto che in campo vada la Roma in versione “dottor Jekyll” e non quella “Mr Hyde”: è proprio questa, conoscendo gli alti e bassi di questa stagione, la paura più grande.

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