L’Inter risorge, l’Atalanta sprofonda. Mercoledì di Champions a due volti per il calcio italiano: sorridente quello dei nerazzurri di Chivu, bravi a espugnare Amsterdam (0-2) e a iniziare il percorso col piede giusto, decisamente tetro per quelli di Juric, letteralmente asfaltati dai campioni in carica del PSG (4-0). All’appello manca ancora il Napoli di Conte, di scena questa sera sul palcoscenico dell’Etihad Stadium contro il Manchester City di Guardiola (ore 21), per una sfida che promette gol, spettacolo e colpi di scena.
Ajax – Inter 0-2: Chivu risorge grazie a una doppietta di Thuram
L’Inter risponde subito dopo il tonfo nel derby d’Italia e si prende la scena in Europa: 2-0 ad Amsterdam contro l’Ajax, con Marcus Thuram uomo copertina grazie a una doppietta di testa su calcio d’angolo. Una vittoria pulita, solida, che regala i primi tre punti nel girone e il debutto da incorniciare in Champions per Pio Esposito, titolare per 90 minuti, e per Cristian Chivu in panchina. La partenza è aggressiva: Dimarco scalda Jaros dal limite, l’Ajax prova a palleggiare per uscire dal pressing ma si ferma regolarmente sulla trequarti. Per mezz’ora si gioca a ritmo alto senza grandi emozioni, poi la partita si accende. Esposito inventa per Thuram che sfiora il palo, subito dopo lo stesso francese si guadagna un rigore ma il Var annulla tutto ravvisando un fallo a inizio azione. L’occasione più grande capita ai padroni di casa, con Godts lanciato a campo aperto da un errore di Mkhitaryan, ma Sommer è fenomenale e tiene lo 0-0. E al 43’ ecco il colpo che cambia tutto: corner di Calhanoglu e incornata perfetta di Thuram, che fa esplodere la panchina nerazzurra. Nella ripresa l’Inter parte ancora meglio: Esposito lavora di fisico e regala a Calhanoglu la palla del raddoppio, stoppato solo dal muro di Itakura. Sul corner successivo, però, la storia si ripete: cross del turco e stacco imperioso di Thuram, 0-2 e partita indirizzata. L’Ajax accusa il colpo, Dumfries sfiora il tris su suggerimento di Esposito ma viene anticipato all’ultimo. Heitinga prova a cambiare qualcosa, ma i suoi si spengono presto e il match fila via senza più scossoni. Tre punti pesanti, la firma di Thuram e le prime conferme per Chivu: l’Inter in Champions parte col piede giusto.
Chivu: “Squadra matura, questo è un gruppo eccezionale”
“Abbiamo dimostrato tanta maturità, la squadra c’è – ha esultato Chivu -. Buona la prima, è sempre importante partire bene in Champions, specialmente con questo nuovo format. Cosa mi è piaciuto di più? La maturità, siamo stati gran parte della partita nella loro metà campo, abbiamo tolto il loro punto di forza, lasciarli davanti alla nostra area. L’Inter è esperienza, personalità, voglia di fare bene e di riscattare il periodo negativo, che fa di tutto per mettersi in mostra. Questi ragazzi sono eccezionali. Thuram e Pio Esposito? Io l’ho sempre detto, ho quattro attaccanti forti che lavorano per la squadra e sono contento quando fanno gol. Pio si deve prendere tutti i nostri elogi, ha tenuto la stessa intensità per tutta la partita. Per me la carta di identità non esiste sia per chi ne ha 19 che per chi ne ha 36. Sono contento anche per il debutto in Champions di Bonny e per Thuram, che sta dimostrando di essere forte anche nel gioco di testa”.
PSG – Atalanta 4-0: partita senza storia, segnano Marquinhos, Kvara, Mendes e Ramos
Notte amarissima invece per l’Atalanta, travolta 4-0 dal Paris Saint-Germain al Parco dei Principi. Una gara mai in equilibrio, aperta subito dal gol di Marquinhos al 3’ dopo l’errore in disimpegno di Maldini e segnata da un dominio netto dei campioni in carica. A tenere in piedi la Dea ci ha provato un super Carnesecchi, autore di parate decisive e capace anche di neutralizzare un rigore a Barcola, ma non è bastato. Al 39’ Kvaratskhelia ha raddoppiato con una giocata da fuoriclasse, nella ripresa Nuno Mendes ha firmato il tris e in pieno recupero Gonçalo Ramos ha chiuso i conti con il 4-0 definitivo. Juric, al debutto europeo, aveva sorpreso schierando un attacco leggero con Maldini, De Ketelaere e Pasalic, ma la scelta non ha pagato. L’Atalanta ha provato a reagire dopo l’avvio choc con qualche fiammata e un pressing più alto, senza però impensierire mai seriamente Chevalier. Troppo fragili dietro i nerazzurri, puniti dai lampi dei singoli parigini e incapaci di restare in partita dopo il raddoppio di Kvara. Nella ripresa i cambi con Samardzic e Krstovic hanno dato più peso ma non hanno invertito l’inerzia: il Psg ha gestito, abbassato i ritmi e poi colpito ancora, approfittando degli errori difensivi della Dea. Un passivo pesante, una serata da dimenticare subito: per Juric e i suoi l’impatto con la Champions è stato durissimo.
Juric: “La differenza è stata abissale, ma mi prendo anche degli spunti positivi”
“Non siamo mancati nell’atteggiamento, ma la differenza è stata abissale – l’analisi sconsolata di Juric -. Abbiamo reagito bene dopo il primo gol, non dovevamo concedere il secondo, ma loro hanno un livello superiore rispetto a noi. Maldini doveva fare quel ruolo, l’interpretazione non è stata positiva. Avevamo analizzato bene la squadra, serviva prudenza, ma abbiamo visto che chi ha fatto così ha perso male. Strasburgo e Lens sono andati forti e li hanno aggrediti, ho preso spunti. Ci mancano quattro giocatori importanti come Kolasinac, Scamacca, Ederson e Lookman che hanno un peso specifico, ma stasera ho preso degli spunti positivi perché ho visto giocatori che possono giocare a questi livelli come Kossounou, Bernasconi, Brescianini… Anche con i recuperi possiamo essere competitivi”.
Manchester City – Napoli (ore 21, Sky e Now)
Il Napoli torna a respirare l’aria della Champions e lo fa subito con un crash test contro il Manchester City di Haaland. Il destino ha messo sulla strada degli azzurri un intreccio affascinante: Kevin De Bruyne, oggi leader del centrocampo di Conte, si troverà di fronte al club con cui ha scritto la sua storia, 422 partite, 108 gol, una Champions alzata nel 2023 e una bacheca colma di successi. Gli uomini di Conte arrivano a questo esordio con fiducia e certezze. Tre vittorie su tre in campionato, una difesa che ha incassato appena un gol a giochi già fatti contro la Fiorentina e un attacco che ha già trovato il suo riferimento nel nuovo acquisto Hojlund. Il danese ha firmato lo 0-2 al Franchi e stasera vivrà una sorta di derby, dato il suo passato allo United. C’è poi la sfida nella sfida di Antonio Conte. In Italia ha vinto ovunque sia andato, ma in Europa il conto non torna: 42 panchine di Champions con Juventus, Chelsea, Inter e Tottenham per un bilancio in equilibrio (15 vittorie, 14 pareggi, 13 sconfitte) e il miglior risultato fermo ai quarti con i bianconeri nel 2013. Troppo poco per un “serial winner” come lui, chiamato a dimostrare al mondo di poter fare la differenza anche nelle coppe europee, a cominciare da questa sera. La League Phase non è proibitiva, ma l’avvio e il finale contro City e Chelsea sono trappole da non sottovalutare. Per il Napoli cominciare col piede giusto significherebbe mettere subito le cose in chiaro e scrollarsi di dosso i fantasmi di un passato europeo che, almeno per Conte, non ha mai rispettato le attese.
Conte: “Il City è un Everest, ma vogliamo capire il nostro livello”
“Sarà una partita difficile, andiamo a giocare in casa di una squadra che negli ultimi anni ha vinto tutto quello che c’era da vincere – ha spiegato Conte -. Parliamo di un top club con un top allenatore, noi veniamo qui con grande umiltà e voglia di capire a che punto siamo. Stiamo lavorando, però vogliamo vedere se stiamo crescendo e facendo passi in avanti. Sicuramente partiamo da una montagna molto difficile da scalare, però abbiamo anche la voglia di misurarci e di imparare, da allievi, anche dai maestri. E il City, così come altri top club, è un maestro in questa competizione. Lo dicono la storia e il blasone. È sempre una bella emozione tornare in Champions, la competizione europea più importante, ti fa tornare in stadi fantastici come questo. Ai miei chiedo di continuare a essere coraggiosi e di farmi capire il gap che c’è tra noi e una corazzata come loro”.