Condividi

Champions, Juve ko e Atletico super: Allegri sotto accusa

L’aggressivo Atletico Madrid di Simeone mette sotto una Juve impalpabile e rinunciataria che torna dalla Spagna ridimensionata da una secca sconfitta per 2-0 che non sarà facile rimontare a Torino – Non sono bastati né Cristiano Ronaldo né Dybala – Allegri sul banco degli imputati – Titolo pesante, in coda al Ftse Mib

Champions, Juve ko e Atletico super: Allegri sotto accusa

Una mazzata tremenda. La Juventus torna da Madrid con le ossa rotte e il morale a pezzi, logiche conseguenze di una sconfitta pesantissima che rischia di compromettere l’obiettivo primario della stagione. Per andare avanti in Champions, infatti, bisognerà segnare 3 gol all’Atletico senza subirne, una vera e propria impresa dopo aver visto la partita di ieri, nella quale il 2-0 sta addirittura stretto agli spagnoli. La sentenza, ovviamente, arriverà solo tra tre settimane ma il processo alla Juve è già cominciato e l’imputato principale, come sempre in questi casi, è l’allenatore.

I bianconeri infatti sono scesi in campo molli, impauriti e senza idee, e se assenze e stato di forma precario possono essere una giustificazione, così non è per l’atteggiamento tattico, rinunciatario oltre ogni logica. Massimiliano Allegri, alla vigilia, aveva promesso una Juve “per segnare un gol, meglio ancora due”, sul prato del Wanda Metropolitano però s’è visto l’esatto opposto e non certo per la mancanza di attaccanti.

Il tridente Dybala-Mandzukic-Ronaldo annunciava battaglia ma dopo un buon inizio (punizione di CR7 parata da Oblak e colpo di testa di Bonucci alto di poco) s’è capito che la loro sarebbe stata una serata difficile, prigionieri del solito ottimo Atletico e di un gioco troppo sterile per creare veri problemi. Un bluff da conferenza stampa, smascherato in parte anche dalla scelta di schierare De Sciglio per Cancelo: va bene l’equilibrio, ma viene difficile pensare che un Barcellona o un Manchester City rinuncerebbero mai a un terzino come il portoghese.

E se in Italia, spesso e volentieri, si riesce a vincere quasi per inerzia, così non è in Europa, dove ritmi e qualità sono altissimi e la tattica del tenere la testa sott’acqua per poi uscire all’improvviso può rivelarsi letale, ma in senso negativo. L’Atletico per esempio, pur basando da anni il suo gioco sulla fase difensiva, non rinuncia a controbattere, semplicemente sceglie il momento giusto per farlo.

Ieri Simeone, il grande vincitore della sfida, ha giocato al gatto e al topo e a inizio ripresa, quando ha visto il muro bianconero traballare (clamorose occasioni fallite da Diego Costa e Griezmann), ha dato la spallata decisiva inserendo Morata, Lemar e Correa, aumentando la qualità dei suoi e impedendo alla Signora qualsiasi velleità d’azione, ammesso che ne avesse davvero.

Che poi i gol decisivi siano arrivati dai difensori Gimenez (78’) e Godin (83’), per giunta nel finale, è solo il giusto premio di un “cholismo” ormai insito nel dna del club, oltre che di un Var finalmente attivo anche in Champions (tolto un rigore ingiustamente assegnato per un fallo fuori area di De Sciglio su Diego Costa e una rete di Morata viziata da una spinta su Chiellini).

“Abbiamo sbagliato il secondo tempo, quando loro sono entrati con cattiveria in una partita senza sussulti – il commento amaro di Allegri – Può capitare, c’è grande delusione ma non dobbiamo piangerci addosso. Possiamo ribaltare la partita, recupereremo qualche giocatore, dobbiamo avere fiducia. Non sarà semplice, ci vorrà una grande prestazione, non siamo morti. Dovremo essere più bravi e più cattivi”.

Questo è poco ma sicuro, perché solo con una super partita sarà possibile rimediare al disastro di ieri e rientrare nei binari della Champions. Appuntamento allo Stadium il prossimo 12 marzo: quella sera, giocoforza, sapremo con esattezza che dimensioni dare alla stagione della Juventus. Perché uscire agli ottavi dopo aver preso Cristiano Ronaldo, inevitabilmente, avrebbe il sapore amarissimo del fallimento.

AGGIORNAMENTO

Dopo la brutta sconfitta di Madrid, questa mattina il titolo della Juventus ha faticato a entrare in contrattazione a Piazza Affari, facendo registrate un ribasso teorico del 13%. Una volta ammesso agli scambi, il titolo è stato travolto dalle vendite e a un’ora dall’apertura segna un ribasso di oltre nove punti percentuali, a 1,312 euro. Si tratta della peggiore performance sul Ftse Mib.

Commenta