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Champions: il Napoli ferma Messi, oggi Juve a Lione

CHAMPIONS LEAGUE – Un buon Napoli costringe il Barcellona di Messi al pareggio nel tempio di Maradona – Stasera tocca alla Juve scendere in campo contro i francesi del Lione: Sarri si affida CR7 e Dybala

Champions: il Napoli ferma Messi, oggi Juve a Lione

All’assalto del sogno. Riparte da Lione la corsa della Juventus alla Champions League, un inseguimento che dura da ben 24 anni e che tutti, nell’ambiente bianconero, sperano di poter finalmente concretizzare. E’ ancora presto per sbilanciarsi e dire se questa possa essere la volta buona, di certo però il sorteggio ha emesso una sentenza benevola: L’OL di Garcia, infatti, è quanto di più abbordabile potesse uscire, come dimostra il settimo posto nella tutt’altro che irresistibile Ligue 1.

“Il Lione è una squadra tecnica con elementi di grande accelerazione e fisicità – ha però ammonito Sarri – È un avversario pericoloso, perciò dobbiamo per forza fare una prestazione di grande livello”.



Atteggiamento comprensibile quello del tecnico bianconero, anche se la superiorità dei suoi è molto più che una semplice considerazione giornalistica. La verità è che la Juve, almeno negli ottavi, può farsi del male soltanto da sola e l’ultimo periodo, in questo senso, la induce a tenere le antenne belle dritte. I risultati ci dicono che la Signora, specialmente in trasferta, è tutt’altro che imbattibile e il successo di sabato a Ferrara non basta a spegnere l’allarme. Ma il vero problema sembra essere il gioco, paradossalmente peggiorato in una stagione che invece doveva segnarne la svolta, anche se va ricordato come Sarri, almeno sin qui, abbia fatto vedere le cose migliori proprio in Europa.

“L’obbligo di centrare gli obiettivi lo sentiamo soprattutto in Italia – ha spiegato il tecnico bianconero – La Champions è un obiettivo-sogno, per il panorama del calcio italiano è difficilissimo, in vent’anni siamo stati superati da diversi movimenti calcistici. Essendo un obiettivo-sogno siamo molto fortunati a poterlo inseguire: raggiungerlo poi sarebbe un’estasi…”.

Servirà dunque la miglior Juve e l’infermeria, a tal proposito, sembra aver dato una bella mano: eccezion fatta per il lungodegente Demiral, infatti, Sarri potrà contare su tutta la rosa, compresi Khedira e Douglas Costa, recuperati e partiti per Lione col resto della truppa. Il tecnico però si affiderà alle certezze, dunque a un 4-3-3 con Szczesny in porta, Danilo, Bonucci, De Ligt e Alex Sandro in difesa, Bentancur, Pjanic e Matuidi a centrocampo, Cuadrado, Dybala e Ronaldo in attacco.

Il Lione dell’ex romanista Garcia invece risponderà con un 3-4-1-2 che vedrà Lopes tra i pali, Denayer, Marcelo e Marcal nel reparto arretrato, Dubois, Tousart, Aouar e Cornet in mediana, Terrier alle spalle della coppia offensiva composta da Ekambi e Traoré. Groupama Stadium completamente esaurito e carico d’entusiasmo, anche dei 3 mila tifosi juventini al seguito: le rimostranze dei sindaci di Meyzieu e Decines (piccoli comuni adiacenti all’impianto), preoccupati per l’arrivo degli italiani, sono state respinte in malo modo dal Ministro della Salute francese Veran.

I bianconeri cercheranno un successo che, di fatto, metterebbe fine al discorso qualificazione, senza però rischiare nulla che possa complicare il ritorno. Gare così infatti si giocano sui 180’ ed è a questo che deve pensare il Napoli, capace di fermare il Barcellona con un pari che rimanda tutto al 18 marzo. Quella sera al Camp Nou, complice l’1-1 di ieri, saranno i catalani a partire coi favori del pronostico ma gli azzurri, qualora dovessero ripetere la partita di ieri, potrebbero davvero tentare il colpaccio.

Ieri infatti, pur nel contesto di una gara molto tattica e poco divertente, sono stati loro ad avere il maggior numero di occasioni da gol, a fronte di un Barça che, eccezion fatta per il tap-in di Griezmann, non ha mai impensierito Ospina. Il possesso palla (64% a 36 per i blaugrana) si è dimostrato così, per l’ennesima volta, un dato quantomeno ingannevole: ben più indicativo quello dei tiri in porta, che ha visto il Napoli vincere con un netto 4-1. Ad ogni modo le partite si vincono segnando e la squadra di Gattuso ha avuto il torto di farlo una volta sola, nonostante altre due occasioni nitide.

Splendido il gol del vantaggio di Mertens (30’), seppur favorito da uno svarione di Junior Firpo, così come il pari di Griezmann, non tanto per il tiro a botta sicura del francese quanto per la splendida azione sull’asse Busquets-Semedo (57’). La partita offensiva del Barça si riassume tutta qui, mente quella del Napoli, pur se in gran parte difensiva, può vantare un tocco ravvicinato di Manolas fuori di poco, un tiro di Insigne respinto da Ter Stegen (con Milik libero a centro area a chiedere il pallone) e, soprattutto, una clamorosa chance per Callejon a tu per tu con il portierone tedesco, bravissimo nel chiudere lo specchio con una parata da hockey.

Da segnalare poi l’ammonizione del diffidato Busquets e l’espulsione di Vidal (entrambi non ci saranno al ritorno) e la prova sottotono di Messi, quasi che Maradona avesse voluto, se davvero ce ne fosse stato bisogno, mettere in chiaro le gerarchie.

“Abbiamo fatto la partita che dovevamo, forse potevamo fare meglio in fase di costruzione e di possesso palla ma alla fine è subentrata un po’ di stanchezza – il commento di Gattuso. – Loro sono superiori a noi ma qui, in fase offensiva, ci hanno fatto il solletico, potevamo continuare per un giorno intero e non avrebbero più segnato. La qualificazione è ancora aperta, ce la giochiamo”.

Appuntamento al 18 marzo, un giorno dopo la sfida di Torino tra la Juventus e Lione. Anche se Sarri, e con lui tutto il popolo bianconero, spera di chiudere i giochi molto prima.

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