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Catalogna, Parlamento di nuovo in mano agli indipendentisti, rebus Puigdemont per il Governo

L’indipendentista Roger Torrent è il nuovo presidente del Parlamento catalano – A lui il compito di indicare il nome del candidato alla Presidenza della Generaliat – Battaglia con Madrid su Puigdemont: se tornerà a guidare la Catalogna, Madrid manterrà il commissariamento

Catalogna, Parlamento di nuovo in mano agli indipendentisti, rebus Puigdemont per il Governo

Il “Parlament de Catalunya” torna in mano agli indipendentisti. A poco meno di tre mesi dalla dichiarazione d’indipendenza e dall’applicazione dell’articolo 155 che ha comportato lo scioglimento dell’assemblea e la destituzione del Governo catalano, oggi è stata inaugurata la nuova legislatura nata in seguito alle elezioni del 21 dicembre. Primo atto: l’elezione del nuovo presidente.

A guidare il Parlamento di Barcellona sarà il deputato secessionista Roger Torrent, appartenente al partito di sinistra Erc, che ha ottenuto 65 voti a favore contro i 56 del candidato unionista di Ciudadanos José Maria Espejo.

Gli indipendentisti sono riusciti a conquistare anche il controllo della presidenza della Camera, eleggendo 4 rappresentanti su sette.

Dopo le “minacce” del primo ministro Mariano Rajoy, il presidente catalano uscente Carles Puigdemont e gli altri quattro dirigenti indipendentisti in esilio a Bruxelles hanno rinunciato a chiedere il voto delegato, mentre alla fine è stato chiuso un occhio sui tre indipendentisti ancora in carcere: Oriol Junqueras, Joaquim Forn e Jordi Sanchez hanno dunque potuto esprimere la loro preferenza.

A questo punto per la Catalogna si apre una nuova fase che probabilmente sarà caratterizzata da un numero di incognite talmente elevato da rendere difficile qualsiasi tipo di ipotesi sul suo futuro. A guidare la Regione ci sono ancora una volta gli indipendentisti, con gli stessi partiti e spesso anche gli stessi nomi.

Quale strada decideranno di intraprendere al momento non si sa, ma le probabilità che si verifichino nuovi scontri tra Madrid e Barcellona resta molto elevata. Anche perché adesso toccherà proprio al secessionista Torrent indicare il nome del candidato alla presidenza della Generalitat (il Governo della Catalogna) in vista dell’investitura il 31 gennaio.

Altro ruolo fondamentale sarà esercitato dall’Ufficio di presidenza che dovrà interpretare il regolamento dell’Assemblea e in tempi stretti esprimere la sua opinione sulla candidatura presentata dal presidente destituito Carles Puigdemont. Quest’ultimo ha tutte le intenzioni di tornare alla guida della Generalitat, riprendendosi la poltrona che considera sua di diritto. Il problema è però che, nel momento in cui rimetterà piede in Spagna, rischierà di essere immediatamente arrestato per ribellione, sedizione e malversazione.

Nei giorni scorsi, il Premier Rajoy è intervenuto direttamente sulla faccenda, affermando che, nel caso in cui il Parlamento dovesse decidere di eleggere a distanza Puigdemont, Madrid manterrà il commissariamento della Catalogna scattato in novembre, privando dunque la nuova legislatura di qualsiasi potere.

Cosa faranno gli indipendentisti a questo punto? Le opzioni sono due: perseverare sulla scelta di Puigdemont e aprire una nuova guerra con il Governo nazionale oppure optare per un nome alternativo, sempre appartenente al fronte indipendentista, cercando per il momento di mantenere un “profilo basso”. La decisione, come detto in precedenza, dovrà essere presa entro il prossimo 31 gennaio.

Nel frattempo, la tensione tra Madrid e Barcellona rimane alle stelle.

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