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Camfin, il titolo perde appeal in attesa del nuovo Cda di oggi

Il Cda sul controverso bond convertibile è stato riaggiornato alle 18 di oggi per permettere di prendere visione dell’esposto presentato dai Malacalza e dal consigliere Castelli contro le delibere di agosto sull’emissione – Il collegio sindacale conferma la correttezza decisionale delle scelte del cda – Oggi in agenda anche il cda di Prelios

Camfin, il titolo perde appeal in attesa del nuovo Cda di oggi

Le azioni Camfin viaggiano in rosso a Piazza Affari. Oggi alle 18 è stato riprogrammato il cda per l’emissione del bond convertibile in azioni Pirelli dopo il board lampo di ieri. Uno slittamento motivato con “i ritardi nel processo di preparazione del collocamento delle obbligazioni a seguito dell’iniziativa dei Consiglieri Malacalza e Castelli, dovuti all’esigenza di completare le relative attività di analisi tecnica”. Ieri infatti è stata notificata la citazione con cui i Malacalza e il consigliere Antonio Castelli chiedono l’annullamento delle deliberazioni assunte dal Cda di Camfin nelle riunioni del 10 e 29 agosto 2012, relativamente al controverso bond da 170 milioni a cui si oppongono i Malacalza (azionisti sia Gpi sia di Camfin con una quota di minoranza qualificata) che invece preferirebbero un aumento di capitale da 40 milioni di euro.

Il cda di ieri si è così aggiornato per dare tempo agli interessati, tra cui anche le banche che stanno curando l’emissione, di prendere visione delle carte. Il Collegio sindacale, dal canto suo, ha ieri comunicato di aver già provveduto a verificare la correttezza del procedimento decisionale e del flusso informativo a beneficio degli amministratori che aveva portato alle predette deliberazioni, e di avere concluso che “le scelte operate dal Consiglio in data 10 agosto 2012 non possono essere censurate in alcun modo sotto il profilo della correttezza decisionale”.

La mossa dei Malacalza, affiancato dall’avvocato Sergio Erede, è solo l’ultimo atto in ordine di tempo di uno scontro che negli ultimi mesi ha visto un crescendo di toni e che ha spezzato il lungo sodalizio di amicizia tra Marco tronchetti Provera e la famiglia genovese. Lo stesso Tronchetti Provera a inizio settembre si è rivolto alla Procura di Milano per presentare una denuncia su un presunto atto di pirateria informatica che avrebbe portato alla pubblicazione sul sito Indymedia di un carteggio riservato con la famiglia Malacalza, in relazione proprio al rifinanziamento di Camfin.

Il braccio di ferro ha poi coinvolto Prelios (+1,79%), controllata di Camfin, che sta negoziando un piano di ristrutturazione con Fortress e Feidos e che ha deciso di avviare un’azione legale nei confronti di Davide Malacalza, consigliere d’amministrazione, in seguito a una lettera di dissenso filtrata sugli organi di stampa. La stessa Prelios ha in mattinata in programma un cda per proseguire con il riassetto scegliendo tra le due offerte sul piatto.

Dalla fine di luglio il titolo Camfin ha così intrapreso una corsa al rialzo e oggi tratta a quota 0,48 euro dai 0,24 euro precedenti. In tre mesi il titolo è salito del 68% sull’attesa che lo scontro possa portare a un’Opa per il controllo di Camfin. Anche se il mercato nell’incertezza della vicenda sembra in questi giorni aver perso la convinzione che si possa arrivare a un’offerta pubblica di acquisto.

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