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Bpop, nozze vicine. Giudizio Berenberg

Secondo gli analisti della banca d’affari la fusione con Bpm, se realizzata senza aumento di capitale, migliorerebbe del 49% l’utile per azione. Saviotti: “No aumento, siamo vicini alla conclusione”

Bpop, nozze vicine. Giudizio Berenberg

“Siamo prossimi alla conclusione, prima o poi concludiamo”. Lo ha detto Pier Francesco Saviotti, amministratore delegato del Banco Popolare, rispondendo alle domande dei giornalisti, a margine della riunione del Comitato esecutivo dell’Abi a Milano, in merito ai tempi della fusione con Bpm. Sui tempi per la convocazione dei consigli delle due banche che dovranno avallare l’operazione, Saviotti ha risposto: “Non so dire” se si potrà fare entro la fine della settimana.  In quanto alla necessità di un aumento di capitale per concludere l’integrazione, Saviotti ha ribadito di averlo “già detto centomila volte. Non esiste aumento di capitale, se ci fosse un aumento non si farebbe l’operazione. Sono stato chiaro?”. Anche sulle analisi secondo le quali il “Texas ratio” della banca non sarebbe adeguato, Saviotti ha risposto che “non esiste”.

L’operazione resta al centro dell’interesse della Borsa che continua a tenere i titoli sotto i riflettori. Bpm segna +1,35% alle 14,19 e Bpop +1,38% alla stessa ora. Sul titolo è statao diffuso il report di Berenberg che ha tagliato il target price sul titolo a 7,5 euro, confermando il giudizio Hold.
Analizzando due scenari per la fusione, Berenberg assume che Bpm sia l’acquirente: uno scenario è con un aumento di capitale e uno senza.

“Sulla base dei nostri calcoli, crediamo che una combinazione senza un aumento di capitale possa essere accrescitiva del 49% a livello di eps (utile per azione) per gli azionisti di Bpm nel 2018 e che la nuova entità tratterebbe a 0,52 volte il book value tangibile per un Rote 2018 (redditività operativa) del 6,9%”, sostengono gli esperti.

“Anche se questo può sembrare attraente dati gli attuali multipli di mercato, riteniamo che qualsiasi accordo sarebbe soggetto a un notevole rischio di esecuzione e a significativi costi di ristrutturazione. Quindi per noi i potenziali benefici derivanti da una fusione sono scontati nel prezzo del titolo Bpm “, spiegano ancora alla banca d’affari.

“Bpm è il modo migliore per puntare sul consolidamento delle banche italiane: è infatti una figura centrale nel processo di consolidamento in Italia. Data la sua forte posizione di capitale, crediamo che sarà in grado di sfruttare le condizioni migliori per i propri azionisti. Quindi Bpm è il modo migliore per scommettere sul tema del consolidamento in Italia, a nostro avviso”, concludono gli analisti di Berenberg.

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