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Borse Sudamerica: continua il rally di Argentina e Brasile, ecco cosa c’è dietro

L’indice Merval di Buenos Aires guadagna ancora il 16% a luglio, a dispetto delle tensioni elettorali e dell’inflazione record. San Paolo invece sfrutta l’effetto Lula: il mercato scommette su una fase ribassista dei tassi d’interesse e il Pil 2023 è stato rivisto al rialzo oltre il 2%

Borse Sudamerica: continua il rally di Argentina e Brasile, ecco cosa c’è dietro

L’indice Merval di Buenos Aires guadagna ancora il 16% a luglio, a dispetto delle tensioni elettorali e dell’inflazione record. San Paolo invece sfrutta l’effetto Lula: il mercato scommette su una fase ribassista dei tassi d’interesse e il Pil 2023 è stato rivisto al rialzo oltre il 2%. Prosegue il periodo positivo delle due principali Borse del Sudamerica, seppur con motivazioni e prospettive diverse. Se da un lato sembra solida la crescita del Brasile di Lula, l’Argentina vive una fase delicatissima e andrà al voto tra pochi mesi, ma il mondo finanziario evidentemente scommette su un cambio di rotta dopo le elezioni. Ecco la situazione nel dettaglio.

Borse Sudamerica: il rally in Brasile

Continua la luna di miele tra il presidente brasiliano Lula e la Borsa di San Paolo. Se c’è qualcosa sulla quale il presidente eletto per la terza volta può pensare di capitalizzare consenso in questa fase, al di là delle tensioni politiche interne e di qualche incomprensione nelle relazioni internazionali, questa è proprio la salute economica e soprattutto finanziaria del Paese. Il mercato brasiliano sta andando a gonfie vele, a partire dall’indice Bovespa, che dopo un inizio di 2023 incerto, a luglio ha guadagnato un ulteriore 3,26%, consolidandosi sopra i 120.000 punti base, non lontano dal record storico di 130.000 toccato a giugno 2021. 

Il dollaro Usa è in picchiata, ormai stabilmente sotto i 5 reais (intorno ai 4,7 negli ultimi giorni), il che rappresenta un ritorno di fiamma degli investimenti esteri in Brasile. Per quanto l’America Latina in generale attragga solo l’8% degli investimenti diretti esteri a livello globale, quasi la metà di questo capitale arriva proprio in Brasile, che già nel 2022 ha raddoppiato il dato del 2021 ed è ormai il primo partner commerciale della Cina, con tutto ciò che questo comporta.

E’ forte l’aspettativa di un taglio dei tassi d’interesse

A spingere la Borsa di San Paolo in questa fase è soprattutto l’aspettativa dell’inizio di un nuovo ciclo di tagli dei tassi d’interesse: già oggi è attesa una prima riduzione di almeno lo 0,25% della Selic, il tasso benchmark sugli interessi, fermo al 13,75% da 11 mesi e per il quale lo stesso Lula sta da tempo invocando un taglio alla Banca centrale. L’aspettativa degli analisti è che si possa scendere al 12% già entro fine anno. I segnali positivi non finiscono però qui: la previsione di crescita del Pil nel 2023, che a gennaio era appena dello 0,8%, è stata rivista in netto rialzo al 2,19%, mentre l’inflazione – che in Brasile è di suo una delle più contenute del Sudamerica – scenderà verosimilmente al di sotto della soglia del 5%, dal 5,46% stimato qualche mese fa. 

Borse Sudamerica: Argentina. Econo mia in crisi nera ma il Merval vola

Nemmeno il dollaro al record storico e le tensioni pre-elettorali (si vota il 22 ottobre per le presidenziali, ma il 13 agosto ci sono le temutissime primarie) fermano la Borsa di Buenos Aires, che nel mese di luglio ha proseguito il suo rally iniziato lo scorso anno e continuato nel 2023: nell’ultimo mese l’indice Merval ha guadagnato un ulteriore 16% a 458.000 punti base, nonostante la scorsa settimana le incertezze sul nuovo accordo con il Fondo Monetario Internazionale – poi ufficializzato – abbiano provocato il maggior calo giornaliero degli ultimi quattro mesi, con una perdita del 4,43% nella seduta di giovedì 27 luglio.

Dall’inizio dell’anno, la Borsa argentina ha guadagnato quasi il 130%, un dato sorprendente se si considera anche l’iperinflazione che sta colpendo quella che qualche decennio fa era la prima economia del Sudamerica, e che alla fine del 2023 è stimata addirittura oltre il 140%. In realtà il dato della capitalizzazione del mercato finanziario è “dopato” dalla svalutazione del  peso argentino, ma anche considerando i valori in dollari la crescita sarebbe cospicua, di circa il 50%. 

I mercati scommettono su una nuova politica economica

Le spiegazioni di questo rally, secondo gli analisti, sono principalmente due. La prima è politica: il 22 ottobre si voterà e i mercati finanziari, non si sa bene a che titolo per la verità, ostentano ottimismo e scommettono su una svolta nella politica economica. A dire il vero il beniamino dell’Fmi, l’attuale ministro dell’Economia Sergio Massa, non è affatto favorito nei sondaggi, che vedono invece in crescita l’estrema destra. L’altro motivo è prettamente tecnico: l’indice Merval era reduce da una fase fortemente ribassista, che aveva portato molte azioni a prezzi scontati. Dunque è normale che ci siano ancora tanti acquisti.

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Per fare solo un esempio, il titolo della immobiliare Irsa Inversiones Y Representaciones è salito nel 2023 del 326%, ma precedente aveva praticamente azzerato il suo valore, perdendo il 90%. Un altro dato significativo: delle 67 società quotate sul listino di Buenos Aires, solo una è attualmente in terreno negativo dall’inizio dell’anno.

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