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Borse deboli nel segno della Fed, di Facebook e della Consulta

Listini azionari quasi tutti in rosso (Milano alla fine si salva e guadagna lo 0,1%) in attesa delle mosse della Fed di Powell sui tassi ma anche degli sviluppi dello scandalo Facebook e del verdetto della Corte costituzionale italiana sulla riforma delle banche popolari – Bene Terna.

Borse deboli nel segno della Fed, di Facebook e della Consulta

Le Borse europee trovano pochi spunti di ottimismo oggi, nonostante il rally del petrolio e la ripresa di Wall Street, dove Facebook sta recuperando una parte delle perdite accumulate nei giorni scorsi, benché sia oggetto di una prima class action In California, intentata anche contro Cambridge Analytica.

Piazza Affari accelera un pochino nel finale, +0,1%, 22.813 punti, con Fiat e petroliferi in grande spolvero, ma le banche in rosso. Più deboli le altre Piazze: Francoforte +0,01%; Parigi – 0,24%; Madrid -0,52% e Londra -0,32%. L’euro sale leggermente sul dollaro, restando in area 1,26. Si apprezza la sterlina, in scia alla crescita dei salari e alla vigilia del meeting della Bank of England che dovrebbe mantenere inalterati i tassi e il programma di acquisti.



Sempre in tema di banche centrali sta finalmente per scadere l’attesa nei confronti della Fed, visto che il presidente Jerome Powell terrà la sua prima conferenza stampa fra pochi minuti, al termine della riunione della banca centrale americana.

Fra le materie prime il petrolio galoppa dopo il rally di ieri, grazie a un dato migliore delle previsioni nelle scorte settimanali Usa. Brent +2,7%, 69,24 dollari al barile. Wti +2,52%; 65,14 dollari al barile.

L’oro è in crescita frazionale, a 34,71 euro al grammo, +0,82%. Il secondario italiano consolida i guadagni, dimentico di ogni problema politico interno. Il rendimento del decennale è 1,85%, lo spread con il Bund 124.60 (-0,08%).

In Piazza Affari le blue chip migliori di oggi sono Tenaris, +3,56%; Fiat +1,78%; Stm +2,26%; Saipem +1,33%; Moncler +1,75%. In calo Tim, -0,62%, alla vigilia del cda, con la conferma della quota detenuta dal fondo Elliott. Fanno peggio Mediaset -2,03%; Banco Bpm -1,59%; Ferragamo, -1,68%; Unicredit -1,14%; Buzzi -1,14%.

Anche fuori dal paniere principale le banche segnano pesanti ribassi: le peggiori sono Banca Carige -4,6% e Monte dei Paschi -3,33%. Oggi il comitato esecutivo dell’Abi, pur riconoscendo i miglioramenti apportati dalla Bce al testo dell’Addendum relativo alla gestione dei crediti deteriorati, chiede di superare le differenze con le proposte della Commissione Europea sulla medesima materia.

Debole Cattolica (-0,97%), con il bilancio del 2017. Profondo rosso per Datalogic, -10,6%, cresciuta nei giorni scorsi prima della presentazione dei suoi conti. Le vendite affossano Gedi, -4,73%.

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