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Borse 7 luglio pomeriggio: il lavoro Usa cresce meno delle attese, l’Europa rimbalza, incerta Wall Street

Milano chiude in leggero rialzo, meglio delle altre Borse europee. Spread piatto. Bene Saipem e Iveco, male Amplifon

Borse 7 luglio pomeriggio: il lavoro Usa cresce meno delle attese, l’Europa rimbalza, incerta Wall Street

Piazza Affari mette fine alla scia negativa e ritrova oggi il segno più, favorita dal clima generale, dopo un report sul lavoro Usa parzialmente deludente e grazie al rimbalzo dei titoli bancari. Il Ftse Mib è il migliore tra i principali listini europei e chiude con un guadagno dello 0,99% a 27.778 punti base, davanti al Dax di Francoforte +0,40% e al Cac 40 di Parigi +0,42%. Restano in rosso Madrid -0,37% e Londra -0,33%, è piatta Amsterdam. Oltreoceano Wall Street, dopo un avvio debole, si sta muovendo poco lontano dalla parità (DJ-0,1%, Nasdaq +0,3%) mentre gli investitori soppesano i dati sull’occupazione privata di giugno, per stimare le prossime mosse della Fed.

Il lavoro Usa rallenta, la disoccupazione scende, i salari crescono

Secondo lo U.S. Bureau Of Labor Statistics la crescita dell’occupazione statunitense nel mese di giugno rallenta più del previsto, ma il mercato del lavoro rimane saturo, con un tasso di disoccupazione in calo e prosegue il forte aumento dei salari.

Ieri il report sulle buste paga private aveva preoccupato le borse, perché era risultato troppo buono, con esiti quasi doppi rispetto alle attese. L’allarme era dovuto al fatto che un mercato del lavoro effervescente offre argomenti ai falchi della banca centrale. Oggi il rapporto più completo, quello sugli occupati non agricoli, mostra invece numeri sotto le stime, almeno per quanto riguarda i nuovi posti, 209 mila, contro attese di 225-240 mila, alimentando la possibilità che, dopo un rialzo di 25 punti base a luglio, la Federal Reserve nei fermi. La disoccupazione però scende ulteriormente al 3,6% (dal 3,7%) e i salari orari medi salgono di 12 centesimi, lo 0,36%, a 33,58 dollari; rispetto a un anno prima, aumentano quindi del 4,35%. Da qualunque angolo si guardino (per valutare lo stato di salute dell’economia o per capire come ragioneranno i banchieri centrali) questi numeri sono in chiaroscuro.

In ogni caso “il mercato – scrive Reuters – prezza ora una probabilità su tre di un ulteriore rialzo in novembre, in calo rispetto al 50% circa prima della pubblicazione dei dati”.

S’indebolisce il dollaro, brilla l’oro

Gli effetti del report sul lavoro non si sono fatti attendere sul dollaro che, in corrispondenza della notizia, ha cominciato a indebolirsi contro le altre valute. Al momento l’euro si rafforza di oltre mezzo punto e cambia intorno 1,095. A dare manforte alla moneta unica è anche un’intervista di Christine Lagarde, secondo cui la Bce non esiterà ad agire se si verificherà un aumento simultaneo sia dei margini aziendali sia dei salari. “È importante sapere se le imprese ridurranno un po’ i loro margini per soddisfare le aspettative dei loro dipendenti di salari più elevati e per ripristinare parte del loro potere d’acquisto, che è ciò che è normalmente accaduto durante i precedenti episodi di alta inflazione, o se assisteremo a un duplice aumento: dei margini e dei salari. Un aumento simultaneo di entrambi alimenterebbe i rischi di inflazione e non staremo a guardare di fronte a tali rischi”.

Tornando ai mercati odierni: brillano le materie prime e l’oro spot sale dell’1,24% a quota 1933,5 dollari l’oncia.

Si apprezza il petrolio: Brent +1,4%, 77,599 dollari al barile; Wti +1,67%, 73 dollari al barile.

Piazza Affari, Saipem ancora in rally

Favorito dal rialzo del greggio, il rally di Saipem continua. Il titolo guadagna anche oggi il 4,7% dopo essersi mosso in controtendenza per tutta la settimana dopo la promozione a buy da parte di alcuni analisti, tra cui quelli di Redburn.

Tra le blue chip migliori del giorno ci sono inoltre Iveco +3,75%, Finecobank +3,01%, Tenaris +2,64%, Leonardo +2,5%, Stellantis +2,09%.

Le banche rialzano la testa, dopo le perdite di ieri in particolare con Banca Mps +2,51%, Bper +2,7%, Banco Bpm +2,23%, Unicredit +1,97%.

In fondo al listino c’è Amplifon, -1,69%, tra prese di profitto e delusioni dopo il taglio del giudizio da parte di Intermonte; Morgan Stanley però ha alzato il prezzo obiettivo a 31,6 da 31 euro. Il mercato attende ora i risultati trimestrali di fine mese e il broker Equita stima “ricavi organici simili al primo trimestre e margine leggermente in calo nel secondo trimestre”.

I ribassi sono frazionali per Inwit -0,77%, Terna -0,9%, Snam -0,67%.

Seduta positiva per i titoli di Stato

La carta italiana recupera un po’ di terreno, dopo la retromarcia di ieri e i tassi scendono leggermente.

Lo spread tra Btp decennale e Bund di pari durata chiude a 165 punti base (-1,72%), con rendimenti indicati rispettivamente a +4,28% e +2,63%.

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