Le nuove minacce di Donald Trump sulla Groenlandia e i possibili dazi fino al 200% su vino e champagne francesi riaccendono la tensione tra Stati Uniti ed Europa e spingono gli investitori verso i beni rifugio. In questo scenario di crescente incertezza, l’oro supera per la prima volta i 4.700 dollari l’oncia mentre l’argento sale sopra i 95 dollari. Gli occhi sono puntati sul forum di Davos dove la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha detto che la risposta dell’Europa ai dazi sarà “risoluta, proporzionata e unita”.
Il clima di prudenza si riflette sui listini europei, tutti in calo, e anche Wall Street non riesce a sfuggire alla pressione. La giornata è particolarmente significativa perché arriva dopo la chiusura dei mercati Usa per il Martin Luther King Day e precede una settimana ricca di risultati trimestrali, tra cui quelli di Netflix, Charles Schwab, Johnson & Johnson e Intel. Cresce anche l’attenzione sul fronte interno Usa: la Corte Suprema ha avviato l’esame sul licenziamento di Lisa Cook dalla Fed, un nodo che potrebbe inasprire lo scontro tra Trump e la banca centrale.
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A Piazza Affari il Ftse Mib è quasi tutto in rosso, ma spicca il rimbalzo di Amplifon, Campari e Nexi, quest’ultima sostenuta dalle indiscrezioni su un possibile rafforzamento della quota di Cdp nel capitale. Tra le banche, Mps resta sotto osservazione in vista del Cda di giovedì dedicato a governance e dossier Mediobanca, mentre Banco Bpm fissa al 23 febbraio l’assemblea per la modifica dello statuto. Sotto i fari anche le telco, con le indiscrezioni sui contatti tra Tim e Poste Italiane per un possibile conferimento di Poste Mobile, mentre Iliad e WindTre valutano un’alleanza industriale. In coda, invece, Prysmian e Fincantieri cedono terreno, mentre Leonardo arretra dopo la smentita del presidente Stefano Pontecorvo su ipotesi di fusione con Fincantieri.
Sul fronte materie prime, il petrolio resta debole con il Brent a 63,8 dollari e il Wti a 59,2 dollari, mentre il gas europeo scende a 35 euro al megawattora. Il dollaro si indebolisce e l’euro risale sopra 1,17, mentre Bitcoin scende sotto quota 92mila dollari. Anche lo spread tra Btp e Bund sale a 64 punti base, con il rendimento del decennale al 3,51%.