Le Borse europee chiudono sotto pressione, appesantite dalla nuova fiammata del petrolio, dalle tensioni in Medio Oriente e dalle trimestrali dei big dell’economia. A dominare sui mercati sono soprattutto le nuove tensioni nel Golfo Persico, dove il braccio di ferro tra Stati Uniti e Iran si intreccia con le minacce degli Houthi nello Yemen, alimentando i timori su possibili ripercussioni sulle rotte energetiche e sull’offerta di greggio. Il petrolio reagisce con un forte rialzo: il Brent si avvicina a quota 100 dollari al barile, mentre il Wti torna sopra i 90 dollari. In rialzo anche il gas europeo, con il Ttf di Amsterdam sopra quota 63 euro al megawattora.
In difficoltà tutte le principali piazze europee con Milano piazza peggiore, mentre dall’Asia sono arrivate indicazioni più positive. Qui il tema dominante resta l’intelligenza artificiale, che continua a sostenere i produttori di chip: il rally del comparto spinge i listini, con Samsung e Sk Hynix in rialzo di oltre il 3%. Debole anche Wall Street, con gli investitori concentrati sul fronte geopolitico e sulle trimestrali delle big tech. Alphabet arretra dopo conti migliori delle attese, ma la forte crescita degli investimenti nell’intelligenza artificiale riaccende i dubbi sulla sostenibilità della spesa. In calo anche Tesla, penalizzata da risultati inferiori alle previsioni.
Sul fronte macro, la Bce non riserva sorprese e lascia invariati i tassi di interesse, confermando un approccio prudente sull’inflazione e sugli effetti dello shock energetico legato al Medio Oriente. Il tasso sui depositi resta al 2,25%, mentre il mercato guarda già alla riunione di settembre, quando un nuovo rialzo potrebbe tornare all’ordine del giorno in caso di ulteriori pressioni sui prezzi.
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A Piazza Affari prevalgono le vendite e il listino paga soprattutto il conto dei trimestrali: Stmicroelectronics ha chiuso il trimestre con un utile netto di 222 milioni di dollari, in netto miglioramento rispetto alla perdita di 97 milioni dello stesso periodo dello scorso anno, ma la prudenza del management sulle prospettive future ha deluso gli investitori. Vendite pesanti anche su Moncler, nonostante una semestrale sostanzialmente in linea con le aspettative: a penalizzare il titolo sono state soprattutto le indicazioni prudenti sui prossimi mesi. Debole anche Stellantis nel giorno della diffusione dei dati sulle immatricolazioni nell’Unione europea.
Scivola inoltre Unicredit, nonostante una semestrale record con un utile netto di 6,1 miliardi di euro, sostenuto dalla crescita dei risultati. A pesare sul titolo della banca sono soprattutto le parole dell’ad Andrea Orcel, che ha raffreddato le aspettative sul risiko bancario e sul dossier Commerzbank. Resistono invece i titoli legati alle materie prime e alla difesa, con Eni e Leonardo in pole. Pioggia di acquisti anche su Amplifon.
Sul mercato valutario l’euro resta stabile a circa 1,142 dollari, dopo la chiusura di ieri a 1,141 dollari.
In rialzo lo spread tra Btp e Bund che sale a 86 punti base, mentre il rendimento del Btp decennale si porta leggermente sopra il 4%, al 4,08%.