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Borsa, l’Antitrust europeo pesa su Fiat

In una lettera pubblicata oggi, Bruxelles sostiene che l’accordo del 2012 fra le autorità fiscali del Lussemburgo e Fiat Finance and Trade costituisca un aiuto di stato, violando le regole sulla concorrenza del mercato interno Ue – La notizia affossa il titolo in Borsa del Lingotto – Guai con le autorità europee anche per Apple.

Borsa, l’Antitrust europeo pesa su Fiat

Bruxelles accusa l’Irlanda e il Lussemburgo di aver favorito a livello fiscale rispettivamente Apple e Fiat. Le indagini dell’Antitrust europeo riguardano anche Starbucks e sono state annunciate prima dell’estate.Oggi, dopo varie indiscrezioni, la Ue ha reso ufficiale con la pubblicazione, le lettere indirizzate a Dublino e Lussemburgo con le quali si ricostruiscono le tre vicende.

In scia alla notizia, a fine mattinata il titolo Fiat cede oltre il 2% a Piazza Affari (7,75 euro), subendo il peggior ribasso del Ftse Mib. Negli stessi minuti l’indice Euro Stoxx auto viaggia in rosso dello 0,7%. 



Nel dettaglio, secondo Bruxelles, “l’accordo preliminare sui prezzi” tra le autorità fiscali del Lussemburgo e Fiat Finance and Trade, società che si occupa di finanziamento e tesoreria del Lingotto, costituisce un aiuto di stato, violando le regole sulla concorrenza del mercato interno Ue. 

“Allo stadio attuale – si legge nel documento pubblicato oggi – la Commissione non dispone di alcun elemento che indichi che la misura potrebbe essere considerata compatibile con il mercato interno”.  Nel mirino europeo c’è l’intesa sui prezzi di trasferimento delle transazioni all’interno del gruppo ai fini dell’imposizione fiscale. 

Si tratta di un accordo del 2012, accettato il 3 settembre dalle autorità lussemburghesi sulla base della proposta fatta da Kpmg, consulente del Lingotto.  Secondo l’Antitrust europeo l’intesa “non rispetta il principio di piena concorrenza”: al contrario, rappresenta un vantaggio annuale riservato a Fiat fra il 2012 e il 2016.

Quanto ad Apple, Bruxelles chiede a Dublino maggiori dettagli sugli accordi fiscali raggiunti con il colosso di Cupertino nel 1990 e nel 2007. Il Commissario Joaquin Almunia è stato chiaro: “Secondo l’opinione preliminare della Commissione, si tratta di aiuti di Stato”. La Commissione scrive che la base imponibile del 1991 è “frutto di un negoziato” più che di un calcolo corretto e trasparente. 

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