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Borsa, la schiarita sui dazi ridà ossigeno alle banche e al FtseMib

Dopo la schiarita annunciata da Trump sui dazi, la Borsa rimbalza: il FtseMib guadagna lo 0,9% soprattutto grazie ai titoli bancari – In forte ribasso la Juventus

Borsa, la schiarita sui dazi ridà ossigeno alle banche e al FtseMib

Banche e auto sostengono Milano, migliore piazza europea, in rialzo finale dello 0,99% a 20.676 punti. Crolla però la Juventus, -3,92%, protagonista di un rally da metà agosto in poi e nonostante la vittoria con il Parma nella prima partita di campionato. Il titolo bianconero è il peggiore del listino. Nell’obbligazionario il rendimento del Btp 10 anni è stabile a 1,33%, mentre lo spread con il decennale tedesco si porta a 200 punti base (+1,2%). Si resta alla finestra, nell’attesa di conoscere il futuro politico del governo italiano con Pd e 5 Stelle in cerca di un accordo di legislatura e la Lega pronta a ricomporre i cocci dell’alleanza giallo-verde, mentre il Colle chiuderà la partita entro mercoledì. 

Più timidi gli altri listini della zona euro: Francoforte, +0,44%; Parigi +0,45%; Madrid +0,34%. Londra è negativa e perde lo 0,47%, mentre la Ue ricorda al Regno Unito il salato conto da pagare, 43 miliardi di euro, anche in caso di Brexit senza accordo. “Tutti gli impegni assunti dai 28 Stati membri – afferma la portavoce della Commissione europea, Mina Andreeva – devono essere onorati”. 

Wall Street, reduce da un venerdì nero, parte tonica e si mantiene in rialzo nelle prime ore di scambi, nella speranza di una ripresa dei negoziati commerciali fra Stati Uniti e Cina dopo le turbolenze della scorsa settimana. Parlando a margine del G7, a Biarritz, Donald Trump definisce il presidente cinese Xi Jinping un grande leader e sostiene di aver accolto con favore il suo desiderio di calma e di raggiungere un accordo. Questo ha allentato le tensioni anche sul mercato dei cambi con lo yuan che risale dai minimi e il dollaro che riprende terreno contro yen. L’euro scende a 1,111 contro il biglietto verde. 

La Casa Bianca rende noto inoltre che il presidente americano e la cancelliera tedesca Angela Merckel, nell’incontro bilaterale di stamattina, “hanno discusso di questioni economiche in Europa, incluso un accordo commerciale significativo tra Usa e Ue e il cambiamento delle pratiche commerciali ingiuste della Cina”. Di ottimismo d’altra parte c’è bisogno alla luce di dati macroeconomici opachi. L’Ocse rileva che tra i paesi del G7, nelle ultime statistiche trimestrali, la crescita del pil ha subito tra il primo e il secondo trimestre del 2019 un marcato rallentamento nel Regno Unito (a -0,2% dal +0,5% nel trimestre precedente) e in Germania (a -0,1% da +0,4%). La crescita del pil ha rallentato più moderatamente, negli Stati Uniti e in Giappone (rispettivamente al +0,5% e al +0,4%, dal +0,8% e dal +0,7% nel trimestre precedente) e, marginalmente, in Francia (da +0,3% a +0,2%) e in Italia (da +0,2% a zero).

In Germania inoltre suona un altro campanello d’allarme, perché l’indice che registra la fiducia delle imprese tedesche, arretra ad agosto a 94,3, da 95,7 di luglio, mentre gli analisti stimavano una diminuzione a 95,1.

Un quadro che sta facendo riflettere l’Unione Europa che vorrebbe riscrivere il patto di stabilità e crescita per renderlo più soft, secondo un’indiscrezione del Financial Times.

L’oro torna a salire e al momento si muove in area 1541,25 dollari l’oncia. Il petrolio è debole con il Brent in calo a 58,55 dollari al barile (-0,43%) e il Wti a 54,12 dollari (-0,1%).

Tornando in Piazza Affari fra i protagonisti della seduta ci sono i titoli finanziari. La classifica delle migliori blue chip di giornata parte da Ubi +2,1%. Bene anche Finecobank +1,94%. Unicredit +1,45%; Banco Bpm +1,44%. L’allentamento sui dazi tonifica l’auto: Ferrari +2,03%; Pirelli +1,46%: Fca +1,38%. Nel resto del listino si apprezzano Enel +1,72% e Telecom +1,46%.

Juventus a parte, le perdite sono invece frazionali e colpiscono Moncler -0,49%; Recordati -0,2%; A2a -0,45%;; Prysmian -0,16%.

Fuori dal paniere principale Mediaset sale dell’1,4%, nonostante l’azionista Vivendi abbia presentato una richiesta al Tribunale di Milano per un provvedimento urgente idoneo a tutelare il diritto di partecipare e votare, con le azioni a lei intestate (pari al 9,99% dei diritti di voto), all’assemblea straordinaria del 4 settembre 2019 e dove vorrebbe esprimersi contro il riassetto deciso dal Biscione, cioè la nascita della holding olandese, punto di partenza per un polo tv europeo.

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