Condividi

Borsa inciampa nell’ultima seduta del mese: colpa di banche ed energia

La Borsa di Milano chiude male (-1,15%) un mese di netto recupero (+4,81%) sulla scia di Mps (-7,39%), delle maggiori banche e dei titoli petroliferi – Negativi anche gli altri listini europei mentre wall snobba il colpo di mano Fbi contro la Clinton – A Piazza Affari brillano Stm, le utilities e l’auto.

Borsa inciampa nell’ultima seduta del mese: colpa di banche ed energia

Giornata uggiosa per le borse europee che, in piena sintonia con festa di Halloween, chiudono il mese con il segno meno. Milano è maglia nera del continente con il Ftse Mib a -1,15%; non va molto meglio a Parigi -0,86%, seguono Londra -0,6% e Francoforte -0,29%.

Wall Street apre senza grandi slanci, ma gli indici si muovono in territorio moderatamente positivo, nonostante il calo del petrolio, legato al pessimismo su un accordo a Vienna e nonostante la riapertura dell’”emailgate” per la candidata più rassicurante alla presidenza, Hillary Clinton.

Finanziari e petroliferi portano a fondo Piazza Affari. Mps -7,39%, è il titolo peggiore di giornata, ma non fanno granché bene nemmeno le popolari presto spose, Bpm (-3,04%) e Banco Popolare (-2,96%). Le vendite colpiscono pesantemente Finecobank -3,62%, Mediobanca -4,78%, Unicredit -3,83%. 

Fra i petroliferi: Eni -2,22%, Tenaris -2,28% e Saipem -2,85%. Nel panorama triste brilla la stella di Stmicroelectronics 3,33%. Bene anche Fiat +1,14%, Brembo, +0,72%. 

Due notizie da segnalare per quanto riguarda Mps: la banca ha incaricato la società di proxy advisor Morrow Sodali di raccogliere le deleghe di voto tra i soci per l’assemblea che il 24 novembre dovrà approvare l’aumento fino a 5 miliardi di euro; intanto, secondo la Reuters, Corrado Passera chiede una risposta in settimana per avere accesso ai conti della banca senese per la quale ha detto di aver trovato investitori pronti a investire 2 miliardi. Passando ad altro tema: in una raccomandazione pubblicata oggi la Consob chiede a tutti più avvertenze per gli investitori sugli strumenti finanziari. 

Intanto sale la tensione fra Europa e Italia a causa della legge di bilancio: le risposte fornite dal ministro Padoan per ora non hanno convinto Bruxelles, ma si cerca una soluzione, dopo le nuove e gravi scosse di terremoto. Per finanziare il piano antisismico la Commissione, secondo Radiocor, suggerisce il Fondo Ue per gli investimenti strategici e i contributi pubblici ai progetti. Le spese per gli interventi direttamente legati all’emergenza saranno scontate. Questo percorso creerebbe lo spazio per garantire un minimo di aggiustamento strutturale del bilancio nel 2017 considerato necessario per il via libera alla finanziaria. Sul terremoto arriva anche la solidarietà di Berlino, ma pure un secco “nein” a una violazione delle regole sul debito.

Il clima non propriamente favorevole, anche alla luce dei dati sull’inflazione, pesa sui titoli di stato e si registrano flussi di vendita sul future italiano come sui titoli, in una seduta che i trader si aspettavano dai volumi limitati.

Lo spread Italia-Spagna sul tratto decennale si è spinto in area 40 punti base, massimi dall’ottobre 2014. Alle 12 il Btp decennale di riferimento giugno 2026 rendeva 1,609%, mentre il corrispettivo spagnolo registrava un tasso a 1,224%, per un differenziale a 39 punti base.

Si allarga sui massimi dal referendum sulla Brexit anche lo spread tra Btp-Bund. Il differenziale si attesta 152 punti base, sui livelli più alti da fine giugno 2016, mentre il rendimento, in quattro sedute, balza dall’1,38%, segnato in chiusura martedì scorso, all’1,67%, valore che non si vedeva da metà febbraio.

Dal fronte Occidentale: Wall Street parte poco mossa e si avvia a chiudere il mese peggiore da gennaio scorso. Gli investitori sono alle prese con operazioni di M&A, dati macroeconomici, conti societari e incertezza politica legata alle elezioni presidenziali di martedì prossimo. Le probabilità di Hillary Clinton di scrivere la storia oggi scendono dall’81% al 75% e, secondo gli analisti di Citi, anche se vincesse le elezioni, Donald Trump potrebbe non accettare il risultato e le indagini in corso potrebbero continuare a gettare ombre sull’ex segretario di stato, si potrebbe profilare così lo spettro di un impeachment futuro “non trascurabile”.

L’economia Usa comunque gira a buon ritmo e il comparto bancario risulta addirittura esuberante. Nel terzo trimestre le cosiddette Big six (Goldman Sachs, Morgan Stanley, Jp Morgan, Wells Fargo, Citi e Bank of America) hanno messo insieme utili per 24,3 miliardi di dollari, poco meno di quanto serve all’Italia per condurre in porto la sua manovra finanziaria.

Petrolio in calo: il prezzo del contratto Wti è in rosso del 2,22% a 47,63 dollari al barile, ai minimi di ottobre. Dollaro in salita contro le altre principali valute, ma sotto i recenti massimi. Euro in calo dello 0,16%, contro il biglietto verde, scambiato a 1,096.

Commenta