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Borsa, Deliveroo crolla al debutto: -30%, ma poi recupera

In avvio il titolo è crollato di oltre il 30% rispetto al prezzo di collocamento pari a 3,9 sterline – Gli investitori nutrono dubbi sulla struttura dell’azionariato e sul trattamento dei lavoratori

Borsa, Deliveroo crolla al debutto: -30%, ma poi recupera

Deliveroo debutta alla Borsa di Londra con un tonfo che fa rumore. In avvio il titolo è crollato del 30% rispetto al prezzo di collocamento pari a 3,9 sterline. Una cifra che era già stata fissata nella parte bassa della forchetta di prezzo (3,9-4,6 sterline) stabilita in sede di Ipo, che rimane comunque la più grande quotazione della City dall’inizio del 2020. Il collocamento ha raccolto 1,5 miliardi di sterline, per una capitalizzazione di Borsa di 7,59 miliardi.

Col passare dei minuti le azioni hanno recuperato parte del terreno perso alla partenza, venendo anche temporaneamente sospese per eccesso di rialzo, e attualmente viaggiano in ribasso del 8,7%



A causare il crollo di Deliveroo sono i dubbi che gli investitori nutrono nei confronti della struttura dell’azionariato e sul trattamento dei lavoratori. Sul primo tema a preoccupare sono le due classi di azioni, sul secondo incidono invece i timori relativi alla sostenibilità. Il trattamento equo dei lavoratori è infatti al centro dell nuove politiche di sostenibilità di gran parte delle aziende, ma le condizioni di lavoro dei rider continuano ad essere al centro di polemiche e proteste. A Londra è stato indetto uno sciopero dei rider per la prossima domenica di Pasqua e in Francia il 7 aprile.

Da considerare inoltre che i fondi hanno espresso perplessità sul fatto che Will Shu, ceo e fondatore di Deliveroo, rimarrà socio di riferimento della società per i prossimi tre anni, beneficiando di un voto maggiorato di venti volte. Sul prospetto informativo si legge infatti che Amazon, che possiede azioni di Classe A, scenderà dal 15,8 all’11,5% con diritti di voto al 5,2%, mentre Shu, unico titolare di azioni di classe B, salirà dal 6,1 al 6,3% del capitale, con diritti di voto al 57,5%. 

“Nelle ultime settimane – fa notare Radiocor – il comparto ha perso smalto rispetto al boom dell’home delivery coinciso con i lockdown per contrastare la pandemia di Covid 19, anche alla luce dell’accelerazione delle campagne vaccinali e alla prospettiva di un allentamento delle restrizioni in molti paesi”. 

“Sono molto orgoglioso che Deliveroo si stia quotando a Londra, la nostra casa”, ha affermato il ceo e fondatore Will Shu, aggiungendo che la quotazione è una “pietra miliare” ed apre una “nuova fase” della storia dell’azienda che intende “investire nell’innovazione” per poter sostenere ristoranti e supermercati ad accrescere il loro business ed offrite ai clienti maggiore possibilità di scelta.

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