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Borsa, Btp, banche: è tempesta perfetta

Il Ftse Mib arriva a cedere oltre il 3%, mentre lo spread si impenna a quota 320 punti base – Schizzano i rendimenti: 3,2% per il decennale, 2% per il titolo a 2 anni – Il rendimento del bot a 6 mesi sale all’1,21% – Sofferenza per le banche e per il risparmio gestito – L’euro scende sotto la soglia di 1,16 sul dollaro – Piazza Affari contagia anche le altre borse europee

Borsa, Btp, banche: è tempesta perfetta

L’ennesima giornata nera per il mercato italiano comincia sin dai primi minuti del mattino. Sulla scia della crisi politica ed istituzionale in corso, Piazza Affari non tenta neanche un accenno di rimbalzo e avvia le contrattazioni in ribasso dell’1,7%, preda di una fortissima volatilità. La probabilità che il Governo Cottarelli non ottenga la fiducia e la possibilità che con le prossime elezioni il fronte populista riesca addirittura a rafforzarsi producono una vera e propria ondata di vendite. Passa un’ora infatti e il ribasso tocca -3,2%. Alle 11.45, il principale indice della Borsa di Milano segna -3,16%. In un solo mese Il Ftse Mib ha perso oltre l’11%, annullando totalmente i guadagni del 2018. Fino al 30 aprile era il miglior indice del continente.

Parallelamente continua l’incubo spread. Il differenziale tra Btp e Bund comincia la sua scalata in apertura e alle 10.30 tocca quota 320 per la prima volta dalla primavera 2013, per poi tornare intorno ai 300. In termini percentuali parliamo di un rialzo superiore a 70 punti rispetto alla chiusura del 28 maggio. Superata ampiamente la soglia di rischio (fissata a 250 punti) oltre la quale l’Italia potrebbe correre il pericolo di non ricevere più gli aiuti della Banca Centrale europea. Vola il rendimento sul decennale italiano, letteralmente schizzato al 3,2% (+20,23%), ai massimi da giugno del 2014.

L’incertezza politica colpisce anche i titoli di Stato a 2 anni, il cui rendimento è schizzato dallo 0,67% di venerdì al 2% di oggi, 29 maggio, tornando ai livelli del 2013. Lo spread rispetto all’equivalente tedesco è aumentato di circa 50 punti rispetto alla chiusura di ieri e di oltre 100 punti rispetto a venerdì, salendo a 210 punti contro i 108 del 25 maggio.

Brutte notizie anche sui Bot a sei mesi. Il Tesoro è riuscito a piazzare Titoli per 5,5 miliardi a fronte di una domanda pari a 6,54 miliardi, ma il rendimento è volato all’1,21%, in aumento di 163 punti rispetto al precedente collocamento e ai massimi dal dicembre 2012. Solo un mese fa il rendimento dei Bot semestrali era negativo a -0,42%.

A peggiorare una situazione già di per sé allarmante ci si mette anche l’agenzia di rating Moody’s, che preannuncia l’intenzione di tagliare il rating italiano, oggi a Baa2, se il prossimo governo porterà avanti politiche di bilancio “insufficienti a posizionare nei prossimi anni il debito su una traiettoria di discesa”.

La tempesta perfetta è arrivata e a soffrire, ancora una volta, sono le banche, bloccate a tratti in asta di volatilità per eccesso di ribasso. Altissimi i volumi. Il bollettino di guerra parte con Intesa Sanpaolo (-5%) e continua con Ubi Banca (-5,28%), Bper (-5,7%), Unicredit (-5%). Giù anche il risparmio gestito con Banca Generali e Finecobank che cedono rispettivamente il 7,31% e il 3,26%. In sole 10 sedute, la capitalizzazione degli istituti bancari è scesa di circa 25 miliardi euro. A scatenare la bufera di vendite è la preoccupazione relativa alla quantità di titoli di Stato in pancia alle banche. A livello complessivo, in base ai dati di Credit Suisse, i 6 maggiori istituti nostrani detengono 182 miliardi di euro di titoli a valore di mercato: primeggia Intesa con 78 miliardi, seguita da Unicredit con 51,3 e Banco Bpm con 19 milioni.

Nel giorno dell’assemblea, in profondo rosso c’è anche anche Poste Italiane, su cui pesa anche il downgrade di Mediobanca da ‘outperform’ a ‘neutral’, con target price limato da 9 euro a 8,3 euro. Unica blue chip in (lieve) controtendenza è Stm, in rialzo dello 0,3%.

La crisi politica italiana si ripercuote anche sulle valute, con l’euro sceso sotto la soglia di 1,16 sul dollaro (1,1535 per la precisione), ai minimi da oltre un anno. Conseguenze anche sulle altre Borse europee: Francoforte -1,7%, Parigi, -1,75%, Madrid, -2,5%, Londra -1,41%.

Sull’ennesima giornata di passione dei mercati è arrivato anche il commento del numero uno di Bankitalia, Ignazio Visco che da Palazzo Koch, nell’ambito della presentazione della Relazione annuale 2018: “Non ci sono giustificazioni, se non emotive, per quello che sta succedendo oggi sui mercati”,  afferma il governatore della Banca d’Italia.

(Ultimo aggiornamento ore 11.45).

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