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Borsa: AIM, il 2018 è stato l’anno delle Spac

I dati dell’Osservatorio Bdo sulle Ipo dell’anno scorso nel segmento della Borsa dedicato alle Pmi hanno confermato una crescita con 26 quotazioni, di cui 7 Spac: ora la capitalizzazione di AIM è di 6,6 miliardi.

Borsa: AIM, il 2018 è stato l’anno delle Spac

Il 2018, sul segmento AIM Italia di Borsa Italiana, quello dedicato alle piccole e medie imprese, è stato l’anno delle SPAC, ovvero delle Special Purpose Acquisition Company, quei veicoli societari appositamente costituiti con l’obiettivo di reperire, attraverso il collocamento dei relativi strumenti finanziari, le risorse necessarie e funzionali al fine di acquisire e/o fondersi con una singola società operativa non quotata. Nello scorso anno solare, ben 7 di loro (Spaxs, Life Care Capital, Gabelli Value for Italy, Alp.I, Vei1, Thespac, Archimede) hanno fatto un’Ipo su AIM, quasi un quarto del totale delle quotazioni, che sono state 26 e che hanno portato il listino a a superare quota 100 (113 al 31 dicembre 2018).

Secondo i dati dell’Osservatorio della società di consulenza Bdo, che ha portato a termine oltre 50 quotazioni dalla fondazione dell’AIM e che sulle 113 quotate del 2018 ne ha seguite il 39%, con 265 milioni di euro totali raccolti, sono state le SPAC ha contribuire a quel miliardo abbondante di capitalizzazione di mercato in più acquisita dal segmento AIM, che è passato da 5,57 miliardi nel 2017 a 6,6 miliardi a fine 2018, con la sola Spaxs, che ha approvato la fusione per incorporazione con Banca Interprovinciale S.p.A. con cambio di denominazione in “Illimity Bank”, che ha raccolto 660 milioni. In tutto, le Ipo delle SPAC hanno raccolto 1,157 miliardi (sul totale di 1,3 miliardi raccolti), in crescita rispetto al 2017, a differenza delle Ipo non-SPAC che, a causa delle tensioni finanziarie e politiche, hanno sì aumentato le quotazioni, ma con totale raccolto in calo del 19% da 207 a 168 milioni e una raccolta media scesa sotto i 10 milioni, in calo del 31,6%.



In compenso, rispetto al passato c’è stata anche una riduzione dei delisting (solo 2, l’anno precedente furono il doppio), a confermare comunque una tendenza di crescita per il circuito dell’AIM, fortemente sospinto due anni fa dalla novità dei Pir e che ancora oggi attira sui mercati società di tutti i tipi: il 2018 è stato l’anno delle Ipo “industriali”, per il 23% della fetta totale, ma anche delle “consumer services” (19%) e delle “consumer goods” (12%). Ben presente anche l’ambito tecnologico, seppur in riduzione dal 19% delle Ipo del 2017 al 12% dell’anno scorso, e l’health care che passa dall’8 al 4%. Percentuali minime, ma comunque esistenti, per i settori oil&gas e telecomunicazioni, entrambi intorno al 4%, secondo i dati del Focus di Bdo. Oggi, sul totale di 6,6 miliardi di capitalizzazione di AIM Italia, il 30% arriva da società finanziarie, seguite dal 17% delle “basic materials”. Un po’ meno ampia la diversificazione geografica, visto che comanda il Nord e soprattutto la Lombardia, dove ha sede quasi la metà delle 113 quotate a fine 2018: al secondo posto ci sono aziende emiliane, molto distaccate col 14%, davanti alle laziali col 13%. L’8% ha sede in Veneto, mentre il Sud non è quasi rappresentato.

“Questi dati confermano la grande funzionalità dello strumento quotazione all’AIM, la cui disciplina permette anche alle imprese meno strutturate di poter accedere al mercato. Inoltre, costituisce un primo approccio con i mercati dei capitali regolamentati, una soluzione oggi quanto mai opportuna soprattutto per catturare l’interesse di potenziali investitori di altri Paesi”, ha commentato Simone Del Bianco, Managing partner di BDO Italia. La quotazione su AIM Italia costituisce inoltre uno degli sbocchi naturali della strategia di crescita di molte Pmi italiane, che anche la terza edizione del Premio Mario Unnia – Talento & Impresa (promosso da BDO Italia con il supporto del main Partner BPER Banca e dei partner Ersel e Quaeryon e con la collaborazione di ELITE – Borsa Italiana) selezionerà e premierà con la categoria VERSO PIAZZA AFFARI, dedicata alle aziende con potenzialità di apertura del capitale.

Il Premio Mario Unnia – Talento & Impresa, dedicato al famoso studioso dell’impresa e di scenari socio economici, allievo di Norberto Bobbio e collaboratore di Adriano Olivetti, nasce dalla volontà di valorizzare quelle aziende capaci di visione e sviluppo del proprio talento, come tali capaci, pur in un contesto economico, finanziario e tecnologico in continua evoluzione, di perseguire modelli di crescita sostenibile, creando valore per il territorio e per il Paese, valorizzando i giovani talenti e le Risorse Umane. Il premio è giunto alla terza edizione: le prime due hanno visto la partecipazione di oltre 120 imprese, provenienti da quasi tutte le regioni italiane. La partecipazione, soggetta a requisiti, è libera e gratuita. È possibile candidare la propria azienda online dal 6 marzo al 31 maggio 2019, attraverso la sezione dedicata del sito “Premio Mario Unnia”.

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