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Bonus 200 euro a partite Iva e autonomi: beneficiari, requisiti, domanda. Ecco la guida

Circa 3 milioni di partite Iva riceveranno nei prossimi mesi il bonus di 200 euro una tantum. Firmato il decreto attuativo, ecco tutto ciò che c’è da sapere.

Bonus 200 euro a partite Iva e autonomi: beneficiari, requisiti, domanda. Ecco la guida

Il bonus di 200 euro sta per arrivare anche ad autonomi, partite IVA e ad altre categorie escluse dal precedente provvedimento, come dottorandi ed assegnisti. Il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, ha infatti firmato il decreto attuativo che stabilisce le regole per l’accesso al Fondo per il sostegno del potere d’acquisto per i lavoratori autonomi, risorse che saranno utilizzate per erogare l’indennità nei prossimi mesi. Sul piatto ci sono 600 milioni di euro.

“Una misura importante di protezione sociale per sostenere il potere d’acquisto di fronte a crisi energetica e caro prezzi in corso”, ha scritto il ministro Orlando sui social. “Per disporre del ‘bonus’ una tantum – spiega – sarà necessario presentare domanda al proprio ente di previdenza secondo le modalità e gli schemi previsti dai singoli enti”.

Bonus 200 euro: ecco tutti i (nuovi) beneficiari

Dopo i dipendenti pubblici e privati, che hanno ricevuto il bonus nel mese di luglio, adesso è arrivato il momento delle altre categorie. In base a quanto previsto, avranno accesso all’indennità una tantum da 200 euro euro anche:

  • lavoratori autonomi;
  • professionisti iscritti alle gestioni previdenziali dell’INPS;
  • professionisti iscritti agli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza.

Secondo i primi calcoli, a ricevere il bonus saranno 3 milioni di partite Iva: 973mila commercianti, 860mila artigiani, 477mila professionisti iscritti alle casse, 216mila professionisti esclusivi e 30mila coltivatori diretti. 

Bonus 200 euro autonomi e partite Iva: le condizioni per l’accesso

Ci sono tre condizioni per accedere all’indennità. La prima è reddituale: nel periodo d’imposta 2021 questi lavoratori devono aver percepito un reddito non superiore ai 35mila euro

Alla data di entrata in vigore del decreto Aiuti (16 luglio, mentre quella del decreto Aiuti Bis è il 9 agosto), i beneficiari devono inoltre essere iscritti alle gestioni previdenziali di riferimento e devono aver eseguito almeno un versamento, totale o parziale, per la contribuzione dovuta alla gestione di iscrizione per la quale è richiesto il bonus, con competenza a decorrere dall’anno 2020.

Terza condizione: occorre presentare una domanda.

Come presentare la domanda per il bonus 200 euro

Così come fatto dalla maggioranza dei lavoratori dipendenti, anche autonomi e partite Iva dovranno presentare domanda per accedere al bonus. La richiesta dovrà essere inoltrata all’ente previdenziale di appartenenza. Saranno questi ultimi a stabilire nei prossimi giorni le tempistiche, le modalità e gli schemi appositi. 

Il decreto Aiuti Bis sottolinea che il bonus sarà erogato sulla base dei dati dichiarati dal richiedente e disponibili all’ente erogatore al momento del pagamento. Attenzione però: le domande inoltrate saranno soggette a successive verifiche.

Decreto Aiuti Bis: bonus esteso anche ad altre categorie

Il decreto Aiuti Bis ha esteso il bonus di 200 euro una tantum anche ad altre categorie rimaste escluse dal precedente provvedimento e che riceveranno l’indennità nel mese di ottobre. L’articolo 23 del decreto spiega che il bonus sarà erogato anche “ai lavoratori con rapporto di lavoro in essere nel mese di luglio 2022” che – fino alla data di entrata in vigore dello scorso decreto Aiuti – non hanno beneficiato dell’esonero contributivo richiesto per poter avere i 200 euro, perché “interessati da eventi con copertura di contributiva figurativa integrale dall’Inps”. L’erogazione è prevista per il mese di ottobre Il bonus è stato esteso anche a dottorandi, assegnisti di ricerca e collaboratori sportivi. 

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