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Bond, i tassi Usa spingono i rendimenti e trascinano i Btp. In Borsa corrono Atlantia, Poste e Ferrari

I rendimenti dei bond fanno scintille in vista dell’aumento dei tassi: Btp sugli scudi. Ma le Borse rimbalzano e a Piazza Affari brillano Poste Italiane e Ferrari

Bond, i tassi Usa spingono i rendimenti e trascinano i Btp. In Borsa corrono Atlantia, Poste e Ferrari

Titoli finanziari e auto consentono agli indici azionari europei di chiudere una seduta positiva, mentre Wall Street si muove in progresso, dopo che Jerome Powell ieri è apparso più falco del previsto, aprendo a possibili aumenti dei tassi di 50 punti base nei prossimi appuntamenti. Sui listini Usa brillano le banche, ma anche le big tech e Nike grazie a profitti superiori alle attese.

Nella zona euro i guadagni sono intorno all’1%: Milano +0,98% (24.533 punti base); Parigi +1,17%; Francoforte +1,04%; Amsterdam +1,38%; Madrid +1,1%. Fuori dal blocco sono più arretrate Londra +0,37% e Zurigo +0,43%.

Le vendite hanno colpito invece l’obbligazionario europeo e stanno bersagliando quello a stelle e strisce. Si alzano così i rendimenti negli Usa, dove il Treasury 10 anni si muove intorno ai massimi da 2019 e in Europa dove il Bund decennale chiude a quota +0,5%. 

Dopo i guadagni di ieri mette una blanda retromarcia il petrolio: il Brent tratta in ribasso dello 0,8%, vicino a 115 dollari al barile; Wti -1,5%, oltre 108,29 dollari.

Si indebolisce l’oro: lo spot gold cede circa un punto percentuale e vale 1917,66 dollari l’oncia.

Sul mercato valutario l’indice del dollaro è piatto e il cambio con l’euro rimane intorno a 1,1. Secondo Reuters i mercati monetari stanno attualmente scontando circa 50 punti base di aumenti dei tassi anche da parte della Banca centrale europea entro la fine dell’anno.

Sale il Bitcoin, a 38.597 dollari (+3,67%) migliorando i suoi guadagni dai minimi toccati quando la Russia ha invaso l’Ucraina lo scorso 24 febbraio. Secondo la numero uno della Bce Christine Lagarde i cripto-asset vengono utilizzati in questa fase per cercare di aggirare le sanzioni decise dalla comunità internazionale contro Mosca. 

Draghi al Parlamento: “L’Italia vuole l’Ucraina nella Ue”

Per un giorno la volatilità sulle Borse si è dunque placata, anche se la guerra in Ucraina non accenna a spegnersi e (non appaia frivolo dirlo, visto il crescente numero di morti), gli umori degli investitori sono destinati a restare volubili.

Oggi il presidente Volodymyr Zelensky ha parlato al parlamento italiano in videocollegamento affermando che l”‘obiettivo finale dei russi non è l’Ucraina, ma l’Europa: è avere il controllo della vostra politica, dei vostri valori. L’Ucraina è solo il cancello per l’esercito russo per entrare in Europa”. La frase ha fatto breccia nell’auditorio e il premier Mario Draghi ha detto che “l’Italia vuole l’Ucraina nell’Unione europea”, nonostante la prudenza mostrata finora da Bruxelles.

Piazza Affari in corsa con Ferrari

Tra le blue chip che guidano il principale listino milanese c’è Ferrari, +2,55%, la rossa di Maranello reduce dal recente successo in Formula Uno.

In testa al Ftse Mib, con uno scatto finale, chiude però Atlantia +3,17%. Bene il risparmio gestito con Poste +2,62%, Banca Mediolanum +2,58%, Azimut +2,06%. Nell’automotive sono toniche Pirelli +1,76%, Cnh +2,26%.

Banche in ripresa: Intesa +1,62%, Unicredit +1,69%. In un report SocGen preferisce Intesa a Unicredit per la minore esposizione in Russia con la raccomandazione su Intesa che passa a “buy” da “hold” e su Unicredit a “hold” da “buy”.

Nel settore oil si mette in luce una mid cap come Maire Tecnimont, +3,97%, anche grazie all’aggiudicazione del progetto da 230 milioni di dollari per l’impianto di ammoniaca blu negli Stati Uniti.

I progressi sono sobri per Leonardo +0,4%, che era partita tonica dopo aver annunciato che la controllata Usa Leonardo Drs ha firmato un accordo vincolante per la vendita del business Global Enterprise Solutions (Ges) a Ses per 450 milioni di dollari. Secondo Banca Akros, “la notizia è molto positiva perché consente virtualmente di accantonare il rischio di un aumento di capitale”.

In fondo al listino è Saipem, -1,55%, in vista della presentazione del piano di ristrutturazione del debito il 25 marzo. In calo Interpump -1,24%.

Spread stabile, salgono i rendimenti

Lo spread tra decennale italiano e tedesco rimane stabile a 153 punti base, ma i rendimenti dei due titoli salgono in vista di un atteggiamento più restrittivo da parte delle banche centrali. Il tasso del Btp 10 anni sale a +2,03% e quello del Bund a +0,5%.

Ieri Jerome Powell ha detto che nelle prossime riunioni la banca centrale Usa potrebbe agire “in modo più aggressivo” per aumentare i tassi per combattere l’inflazione, possibilmente di oltre 25 punti base. E, a domanda diretta, ha risposto che nulla impedirebbe alla Fed di offrire un aumento di 50 punti base, se appropriato. Secondo Reuters i mercati si stanno così calibrando ora su una probabilità del 70% circa di un rialzo nella misura più elevata. 

Tom Porcelli, capo economista statunitense di RBC Capital Markets, ha scritto in una nota ai clienti che durante il discorso di Powell “era facile chiedersi se fosse possibile un aumento di 75 punti base o addirittura un incontro intra-riunione”.”Entrambi i risultati sembrano estremi, ma quando parla di inflazione Powell, ci appare incredibilmente ansioso”.

In questo contesto salgono anche i tassi dei T-Bond e il rendimento del decennale Usa è intorno a +2,37%. Alcuni operatori stimano che l’azionario è destinato a scendere se questo tasso supererà il 2,5%, ma non la vede così JP Morgan che, in una nota ai clienti citata da Reuters scrivono: “Riteniamo che gli investitori dovrebbero aumentare il rischio in aree che hanno superato il ribasso come innovazione, tecnologia, biotecnologie, EM/Cina e small cap. Questi segmenti stanno scontando una grave recessione globale, che a nostro avviso non si concretizzerà”.

Il governo taglia la crescita del 2022 in Italia

La recessione non arriva, ma il rallentamento sì, almeno in Italia dove il governo dovrebbe ridurre la stima di crescita del 2022 intorno al 3% dal 4,7% indicato lo scorso autunno, secondo la sottosegretaria al Tesoro Maria Cecilia Guerra.

“Rivedremo le stime di crescita, anche in linea con quello che tutti gli osservatori internazionali stanno facendo con riferimento all’Eurozona: quindi avremo per forza un impatto sulle prospettive di crescita, una crescita che rimane comunque positiva, intorno al 3%”, ha detto Guerra a Radio 24.

Intanto la Russia evita il default per la seconda volta nell’arco di pochi giorni: Il ministero delle Finanze russo ha reso noto “che i fondi per il pagamento della cedola maturata al 21 marzo 2022 del prestito obbligazionario esterno della Federazione Russa in scadenza nel 2029 per un importo di 65,63 milioni di dollari sono stati ricevuti dal National Settlement Depository”. In precedenza, la Russia ha eseguito il pagamento della cedola Eurobond da 117,2 milioni di dollari.

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