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Bnp spaventa le banche, soffre anche il lusso. Bene l’asta Btp ma lo spread sale

Il Tesoro fa il pieno di Btp: collocati tutti i 3,5 miliardi di offerta massima del bond a tre anni dicembre 2016, con un tasso sceso all’1,41% – Spread in risalita sopra i 210 punti – Conti disastrosi per Bnp Paribas, e tutte le banche europee ne risentono: a Piazza Affari male Unicredit e Intesa Sanpaolo – Soffre il lusso, giù Finmeccanica e Mediaset.

Bnp spaventa le banche, soffre anche il lusso. Bene l’asta Btp ma lo spread sale

I CONTI DI BNP SPAVENTANO LE BORSE EUROPEE. BTP, IL TESORO FA IL PIENO. MA SALE LO SPREAD

Il Tesoro, come previsto, ha fatto il pieno. Sono stati collocati tutti i 3,5 miliardi di offerta massima del Btp a tre anni dicembre 2016, con un tasso sceso all’1,41%. Analogo copione, per 2,5 miliardi, anche per il sette anni maggio 2021, il cui tasso scende al 3,02%. Il Tesoro, infine,  ha venduto 1,5 miliardi di Btp a 30 anni al rendimento del 4,59% contro il 5,19% dello scorso luglio. Il rendimento del titolo a 3 anni ha toccato il minimo storico e quello del 30 anni il minimo da gennaio 2007.



Dopo l’asta dei Btp, però, Milano resta la più debole delle Borse europee insieme a Madrid con il ritorno di qualche tensione sul mercato dei titoli di Stato italiani. L’indice Ftse Mib cede lp 0,82% a quota 19880. Si allarga lo spread Italia-Germania: +5 punti base a 206 punti base. Il Btp rende il 3,75% (+2 punti base).

Le Borse europee ripiegano dopo una lunga serie di rialzi, l’indice globale Stoxx 600 perde lo 0,3% a 331 punti, è salito per sei sedute consecutive. Londra è in calo dello 0,17%, Parigi -0,25%, Francoforte -0,15% e Madrid -0,93%. Pesano sui listini del Vecchio Continente il panorama preoccupato che emerge dal Bollettino economico della Bce ma anche alcuni risultati aziendali negativi: Nestlé perde l’1,7% dopo avere detto che potrebbe ridimensionare i suoi target di crescita a lungo termine quest’anno a causa della domanda più debole dei mercati emergenti e della pressione sui prezzi in Europa.

In Europa, l’indice Stoxx delle banche perde l’1,2%. Bnp Paribas è in calo del 4%: la prima banca francese ha presentato dati del quarto trimestre in forte calo a causa di 1,1 miliardi di accantonamenti. Meglio del previsto invece i dati del trimestre di Commerzbank +3%. 

A Milano sono ribasso tutte le banche con l’eccezione di Banco Popolare +2,65%, dopo la formazione del consorzio di garanzia per l’aumento di capitale e la promozione di Nomura a Buy da Reduce. In calo Bper -2,1%, dopo aver annunciato un taglio ai target per il 2014. 

Unicredit perde il 2,6%. Intesa Sanpaolo -2,3%. Monte dei Paschi -1,6%. Tra le assicurazioni in calo sia Generali -0,8% che Unipol Sai -1,2%. Azimut perde il 3% dai massimi segnati ieri. In calo Eni -0,18% che pure ha presentato dati del trimestre leggermente meglio delle aspettative ed ha annunciato una nuova importante scoperta di idrocarburi in Congo.

Il 2013 si è chiuso con un utile netto adjusted di 4,43 miliardi, in calo del 35% rispetto al 2012 (quando il consolidato comprendeva ancora Snam) e un utile operativo adjusted a 12,62 miliardi (-34%). L’utile netto dell’intero 2013 segna un progresso del 24% a 5,20 miliardi. Proposta la distribuzione di un dividendo per l’esercizio 2013 di 1,10 euro per azione (in crescita da 1,08 nel 2012) di cui 0,55 gia’ distribuiti a titolo di acconto.

Telecom Italia -0,18 % mentre le risparmio salgono dell’1,6% E’ emerso dalle comunicazioni obbligatorie agli organi di vigilanza, che due grandi fondi statunitensi, Massachusetts Financial Services e Brandes, hanno importanti posizioni nel capitale di risparmio.  

Arretrano le società del lusso, Luxottica perde lo 0,5% anche per il “rischio” che l’ad Andrea Guerra possa diventare ministro in un governo Renzi. Ferragamo -2,69%, Yoox -2,71%. Tra gli industriali, Finmeccanica perde l’1,89%, Pirelli -1,2%, Fiat -0,48%. Mediaset perde l’1,2%.

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