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Benzina e condono Iva: manovra alla volata finale, le novità

Il governo sta valutando una riduzione delle accise da inserire nel decreto fiscale collegato alla legge di Bilancio: ridurrà il prezzo alla pompa tre centesimi al litro – Tra le ultime soluzioni allo studio in vista della presentazione del Def giovedì c’è anche l’estensione della pace fiscale all’Iva (difficile per le regole Ue) e una terza rottamazione delle cartelle esattoriali

Benzina e condono Iva: manovra alla volata finale, le novità

Con il decreto fiscale collegato alla prossima legge di Bilancio arriverà anche un primo taglio delle accise sulla benzina, misura più volte promessa dal vicepremier leghista e ministro dell’Interno, Matteo Salvini. L’operazione dovrebbe avere un valore fra i 200 e i 300 milioni, comportando così una riduzione del prezzo alla pompa di circa tre centesimi al litro. Per finanziare la misura, lo Stato potrebbe usare l’extragettito dell’Iva derivante proprio dall’aumento del prezzo dei carburanti registrato negli ultimi mesi. La presentazione del Def, il Documentio di Economia e Finanza, è arrivato alla volta finale e i ministeri sono al lavoro per limare e mettere a fuoco gli ultimi dettagli. Sotto la lente sono soprattutto le coperture, oggetto di un vero braccio di ferro tra il ministro dell’Economia Giovanni Tria e il vicepremier Luigi Di Maio che ha minacciato di non votare il Def se non otterrà le misure richieste. Ma vediamo quali sono le principali novità.

ANCHE L’IVA NELLA PACE FISCALE

L’Iva è al centro anche di un altro dibattito fondamentale. La pace fiscale, infatti, potrebbe riguardare anche l’imposta sul valore aggiunto. Lo ha annunciato il sottosegretario all’Economia, Massimo Bitonci, spiegando che il governo sta valutando diverse ipotesi in questa direzione.



L’idea principale è di permettere di chiudere le vertenze con il Fisco pagando l’imposta evasa con uno sconto soltanto su sanzioni e interessi. Ma probabilmente non sarà possibile, perché l’Iva è un’imposta comunitaria. Già nel 2002 la Corte di Giustizia europea bocciò il condono tombale del secondo governo Berlusconi, che includeva l’Iva, obbligando il Fisco italiano a recuperare le somme condonate.

IL TETTO ALLE EVASIONI SANABILI

Un’altra questione centrale per il decreto fiscale è la cifra massima sanabile con la pace fiscale. La Lega vuole fissare il tetto a un milione di euro (difficile in questo caso presentare l’operazione come una tutela per la povera gente), mentre il Movimento 5 Stelle spinge per abbassare l’asticella a 100mila euro. La soluzione potrebbe essere un compromesso: limiti diversificati a seconda del tipo di sanatoria a cui si aderisce (rottamazione cartelle, chiusura delle liti pendenti, sanatoria degli accertamenti).

IPOTESI TERZA ROTTAMAZIONE DELLE CARTELLE

Per recuperare altre risorse, il Governo potrebbe poi decidere di lanciare una terza rottamazione delle cartelle esattoriali, anche se le prime due sono ancora in corso: la prima si conclude con i pagamenti di questo mese, la seconda con quelli di febbraio 2019.

La novità rispetto alle prime due edizioni potrebbe riguardare le rate: il loro numero potrebbe aumentare fino a un massimo di 10 e i pagamenti potrebbero essere dilazionati su più anni. Allo stesso tempo, potrebbe essere riaperta l’adesione alle prime due sanatorie per chi ha cartelle relative agli anni coperti dalle precedenti rottamazioni ma non vi ha aderito.

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