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Banche ko, Piazza Affari in caduta

A metà giornata il Ftse Mib cede oltre il 2%, trascinato al ribasso soprattutto dal disastro di Banco Popolare, dopo i conti deludenti e i timori per l’aumento di capitale da 1 miliardo a inizio giugno – Di riflesso cede quasi il 10% anche la promessa sposa Bpm – Sprofonda anche Mediaset dopo i conti – Rialzi solo per Moncler, Cnh, Leonardo, Prysmian e Poste.

Banche ko, Piazza Affari in caduta

Va avanti così da settimane: all’indomani di una buona seduta di Borsa, come quella di ieri che ha visto Piazza Affari regina d’Europa, segue una giornata da profondo rosso o giù di lì. Stavolta però c’è un filo conduttore: le banche, in difficoltà già da ieri, confermano la tendenza negativa e portano il Ftse Mib a perdere più del 2% a mezzogiorno, intorno ai 17.550 punti. Male anche gli altri listini europei, ma con perdite più contenute: Londra -0,2%, Francoforte -0,65%, Parigi -1%.

A guidare i ribassi è Banco Popolare che è stato fermato più volte in asta di volatilità e crolla a metà giornata del 12,4% a 4,24 euro, trascinando con sé la promessa sposa Bpm che lascia sul parterre oltre il 9% a 0,5 euro, anche in questo caso dopo uno stop in asta di volatilità. A far scattare le vendite sul Banco sono i conti peggiori delle attese, pubblicati ieri a Borsa chiusa. Il primo trimestre del 2016 si è chiuso con un calo del margine di interesse del 9% annuo a 352 milioni (-4,7% su trimestre). In calo del 7% le commissioni nette a 317 milioni. Entrambi i dati hanno deluso le attese del mercato. Nel complesso, gli introiti sono calati del 17,6% annuo a 786 milioni, peggio delle previsioni. Confermato l’aumento di capitale da 1 miliardo a inizio giugno, interamente con diritto di opzione, ed è proprio questo un ulteriore elemento di preoccupazione per i mercati.

Male anche Ubi Banca che perde oltre il 4%, Unicredit -3% sotto i 3 euro per azione, Intesa Sanpaolo -2,7% a 2,232 euro per azione. Tra i titoli peggiori anche Mediaset che cede oltre il 6% all’indomani della pubblicazione dei conti trimestrali: a pesare i dubbi del mercato su quanto costerà al Biscione l’uscita dalla pay Tv di Premium, prossima a essere ceduta a Vivendi, così come le prospettive meno entusiasmanti sull’andamento della pubblicità nel secondo trimestre.

A metà giornata si salvano sostanzialmente solo i titoli industriali, in particolare Cnh, Leonardo-Finmeccanica e Prysmian. Svetta nel Ftse Mib il titolo di Moncler, in assoluta controtendenza con un guadagno di oltre il 3% sopra i 15 euro per azione. Sopra la parità anche Poste Italiane dopo la buona performance della trimestrale pubblicata ieri sera a mercati chiusi: utile sopra le attese. 

Sul fronte tlc la notizia del giorno è che la commissione europea ha bloccato l’acquisto della britannica O2 (di proprietà della spagnola Telefonica) da parte di Hutchison perché ritiene che l’operazione comporti una scelta più limitata e dei prezzi più elevati per i consumatori britannici di telefonia mobile e creato ostacoli all’innovazione. La decisione fa seguito all’inchiesta approfondita dell’Antitrust sull’operazione che avrebbe legato O2 (Telefonica Uk) a Three (Hutchison 3G Uk) creando un nuovo leader di mercato nel Regno Unito “rischiando di far sparire un concorrente importante” dato che la nuova entità avrebbe dovuto fare i conti solo con due operatori di rete mobile, Everything Everywhere del gruppo Bt e Vodafone.

In una giornata in cui la tendenza del petrolio è, seppur leggermente, ribassista, soffrono a Milano anche i titoli energetici: Eni -2%, Tenaris -1,6%, Saipem -1,6%, Snam -1,7%. Il Brent è sui 45.51 dollari al barile, il Wti vale 44.42 dollari. In rialzo lo spread Btp Bund intorno ai 150 punti base. L’euro si rafforza leggermente sul dollaro statunitense: oggi vale 1.139 USD.

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