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Banche e attività a rischio: la Ue fa marcia indietro

La Commissione, che aveva presentato una proposta per bloccare l’attività di negoziazione per contro proprio da parte delle grandi banche, ha deciso di ritirarla: “Dal 2015 non fa passi avanti”. Ma altre norme sono state approvate successivamente.

Banche e attività a rischio: la Ue fa marcia indietro

La Commissione Ue ha ritirato la proposta che prevedeva di impedire alle banche più grandi e più complesse di dedicarsi all’attività rischiosa di negoziazione per conto proprio. Una soluzione che fino a qualche anno fa veniva considerata fondamentale per  prevenire le crisi finanziarie e bancarie che a decorrere dal 2008 hanno causato una delle maggiori recessioni economiche dell’ultimo secolo.

Alla base della decisione della Commissione c’è lo stallo in cui il dossier versa da due anni: “non c’è un accordo in vista, il dossier non progredisce dal 2015”. Inoltre, spiega l’esecutivo Ue, “il principale obiettivo di garantire la stabilità finanziaria è stato affrontato nello stesso tempo da altre misure di regolazione nel settore bancario e in particolare con l’entrata in vigore degli strumenti di supervisione e di risoluzione dell’unione bancaria”

Secondo quanto dichiarato dalla portavoce comunitaria dei responsabili dei mercati finanziari, Vanessa Mock, ad oggi “non c’è alcun lavoro in corso o programmato nel futuro prossimo su questo dossier”.

Da sottolineare che, nonostante la marcia indietro su questa misura, l’anno scorso l’Europa ha presentato una riforma del settore bancario nell’ambito della quale sono stati inseriti provvedimenti volti proprio a fronteggiare i rischi derivanti dall’estrema complessità delle banche sistemiche.

Una riforma che segue i numerosi cambiamenti che hanno caratterizzato il settore creditizio negli ultimi anni: dalla riduzione delle operazioni di trading da parte dei grandi istituti alla vigilanza bancaria. Implementati anche i requisiti prudenziali che si applicano al trading e la capacità di assorbire le perdite potenziali.

La proposta originaria della Commissione prevedeva il divieto di negoziazione per conto proprio in strumenti finanziari e in merci al solo scopo di ottenere un utile per la banca, attività che comporta molti rischi ma nessun beneficio tangibile per i clienti della banca o per l’economia in genere. Il testo stabiliva inoltre che l’autorità di vigilanza avesse il potere di imporre  il trasferimento di altre attività di negoziazione ad alto rischio a entità giuridiche di negoziazione distinte all’interno del gruppo

Secondo la Commissione europea tutte le norme e i divieti previsti dal testo sono già stati approvati attraverso successivi provvedimenti adottati.

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